Volterra: tomba in dolio in località Ortino, tornano alla luce reperti di epoca villanoviana

VOLTERRA – Una tomba entro dolio di epoca villanoviana torna alla luce in località Ortino. La scoperta è avvenuta durante le indagini archeologiche preventive finanziate dal Comune di Volterra in vista dell’edificazione di un asilo nido. dolio_volterra«Una scoperta notevolissima – dichiara il sindaco Marco Buselli –  che apre nuovi scenari sulle testimonianze pre-etrusche a Volterra. Ci auguriamo che i ritrovamenti possano convivere facilmente con la costruzione del nuovo asilo, che la città aspetta da anni». Il ritrovamento –  La tomba è un grande contenitore del diametro di oltre 80 cm e un’altezza presumibile di oltre un metro. Il vaso, con l’eccezione della parte sommitale, ovvero della bocca, intaccata probabilmente dai lavori agricoli, appare in buone condizioni di conservazione. Era stato inserito entro una ampia fossa circolare  e calzato con ben tre filari di pietre disposte a raggiera alternate a strati di sabbia. Nel cantiere è stato iniziato lo scavo anche dell’interno del contenitore, ma si è subito accertato che parte della copertura di sassi era tracollata all’interno già in passato. Dai frammenti del corredo che è stato possibile recuperare in cantiere pare lecito supporre di trovarsi dinnanzi ad una sepoltura di epoca villanoviana. Le analisi – Nella giornata di lunedì, a causa delle precarie condizioni di conservazione del corredo contenuto nel vaso, amministrazione comunale e Soprintendenza hanno deciso di rimuovere il vaso e trasportare la sepoltura al laboratorio di restauro della Soprintendenza Archeologia della Toscana, dove sarà possibile procedere alle necessarie analisi, allo scavo ed al restauro del corredo e del dolio. Lo scavo e le operazioni di distacco, eseguite sotto la direzione scientifica della soprintendente Elena Sorge e del restauratore Stefano Sarri della Soprintendenza Archeologia della Toscana, sono stati eseguiti da Giacomo Baldini, Valeria d’Aquino e Emanuele Mariotti, e dalla restauratrice Cecilia Gabellieri.

 

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