Visto dagli spalti: il “Barcollo ma non mollo” del tifoso Pisano

-PISA- Chi scrive appartiene alla generazione del “mai na gioia”, come si direbbe in Pisano stretto, cresciuto, come tanti ragazzi che ora popolano la mitica Curva Nord, tra campetti di provincia, campionati anonimi e presidenze molto differenti tra loro: dal duo Gerbi – Posarelli, alla “pittoresca” presidenza Mian – Gentili, per passare poi a Covarelli, Pomponi (che non si è mai ben capito chi fosse e cosa facesse nella vita), fino a giungere al triumvirato Battini – Camilli – Aringhieri, prima che rimanesse l’attuale presidente come uomo solo al timone della gloriosa società nerazzurra.

di Marco Scialpi

Quella di ieri è stata insolitamente una domenica di sole su Pisa e sul Pisa, tra i mille motivi che spesso in questa stagione ci hanno portato ad avere una cornice di pubblico al di sotto della fama che ci siamo creati in giro per l’Italia, sicuramente c’è stato anche quello delle condizioni meteorologiche: come dimenticarsi della grandine che è caduta copiosamente, preceduta da una fittissima pioggia, durante Pisa – L’Aquila? Purtroppo sembra una maledizione, parte la prevendita per la partita in casa e puntuale arriva il maltempo.

Da qualche anno a questa parte, diciamo dal post Pisa – Brescia di quel maledetto Maggio 2009, con annessi e connessi vari, fino alla morte del Pisa Calcio nel luglio dello stesso anno, le facce nel settore cuore del tifo pisano, sono quasi sempre le stesse. Molti si sono disamorati di fronte all’arrivare all’Arena di avversari con nomi e divise improbabili, un esempio per tutti la meteora Bikkemberg Fossombrone, dissoltasi come neve al sole dopo aver fatto proclami di serie C ed addirittura B, o i vari Cecina, Ponsacco e Rosignano, con quest’ultimi che si sono anche tolti lo sfizio di batterci a domicilio.

I tempi in cui per trovare un biglietto di curva si doveva andare il mercoledì ad un qualsiasi punto vendita, a rischio altrimenti di dover ripiegare su altri settori, sembrano lontani anni luce. Non importava che arrivasse chissà quale corazzata, bastavano squadre “normali” come potevano essere Pavia o Sangiovannese nell’anno della cavalcata trionfale con Mister Braglia, che il 17 giugno 2007, nel giorno del Patrono, ci portò di nuovo in Serie B dopo 13 anni.

La situazione ora è molto diversa, si vedono purtroppo molti spazi vuoti, nonostante la capienza ridotta, anche per la chiusura del “curvino”, settore storico della vecchia guardia; tra chi è rimasto però si è creato un legame che va oltre il semplice tifo per la stessa squadra, in molti è nata la spinta per cercare di non far morire il tifo a Pisa nonostante, ad eccezione dell’ultima stagione, campionati che già a febbraio, non avevano niente più da dire per i nerazzurri. Ma soprattutto nonostante tutti provvedimenti che hanno cavalcato l’onda emotiva derivante dalla tragedia dell’Ispettore Raciti a Catania nel 2007, nel pre-partita del derby degli Etnei contro i rivali di sempre del Palermo; che qualcosa andasse fatto, per fermare una spirale di violenza che stava degenerando pericolosamente, era evidente, ma probabilmente è stato sbagliato il modo.

In pochi mesi è stato confezionato il cosiddetto Decreto Amato, che ha colpito in maniera pesante tutte le tifoserie italiane, arrivando a vietare bandiere, striscioni, fumogeni e tamburi, cioè tutto quello che da sempre da colore e vitalità ad uno stadio; pena per i trasgressori sono state pesantissime diffide, spesso per futili motivi, che hanno falcidiato ingiustamente i Gruppi della nostra Curva. I quali spesso si sono distinti per opere di solidarietà verso chi si trova situazioni difficili (vedi gli aiuti ai terremotati de L’Aquila o le missioni umanitarie in Africa). Sono seguiti poi ulteriori provvedimenti come ad esempio l’introduzione della Tessera del Tifoso, che hanno contribuito ulteriormente a svuotare gli stadi, già in calo in quanto a presenze, vista la difficile situazione economica generale ed i prezzi che spesso sono quantomeno esagerati.

Nell’indole dell ‘Ultras, e più in generale del tifoso Pisano, c’è la forza e la spinta per non mollare, ed anche quest’anno dopo un periodo buio tra novembre e dicembre, nel quale abbiamo avuto il minimo stagionale di risultati e di pubblico, stiamo andando in crescendo, ottima cornice di pubblico per il big match con il Perugia, con uno stadio che finalmente è tornato a ruggire, come non faceva da tempo immemore. Mentre ieri con il Gubbio, abbiamo assistito ad un calo fisiologico nei paganti, visto che non si respirava l’aria del Match di altissima classifica, ma il pubblico è stato encomiabile, la Curva ha cantato ed incitato per tutti i novanta minuti, spingendo i ragazzi di Mister Cozza a gettare il cuore oltre l’ostacolo ed a portare a casa tre punti importantissimi. Emblematico il coro “il Pisa sotto la Curva”, al termine di una partita tutt’altro che entusiasmante.

L’auspicio è che in questo finale di stagione il vecchio e glorioso catino dell’Arena Garibaldi, possa tornare a ribollire di tifo e passione e che i vari settori tornino a popolarsi non solo in occasione dei Play Off, ma anche per le restanti partite del campionato. L’obiettivo è tentare la scalata verso un sogno, obiettivamente difficile, ma tutt’altro che impossibile. Vamos!

La Curva Nord "Maurizio Alberti", in occasione dei Play Off contro il Perugia (FOTO PISANEWS.NET)
La Curva Nord “Maurizio Alberti”, in occasione dei Play Off contro il Perugia (FOTO PISANEWS.NET)
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