Venerdì sera al Verdi serata Buzzati: Il Mantello di Luciano Chailly

PISA – Guarda al ‘900 il secondo appuntamento del ciclo di Opere da Camera in programma nella sala Titta Ruffo del Teatro Verdi, e lo fa su due versanti: rendendo omaggio a una delle firme di punta del giornalismo italiano, nonché scrittore, disegnatore, librettista, appassionato di musica e di montagna, il grande Dino Buzzati, nato a Belluno nel 1906 e morto a Milano nel 1972, e strutturando questo omaggio in un dittico inusuale. teatro-verdiVedrà succedersi due atti unici di due compositori del ‘900, Luciano Chailly  e Angelo Bellisario:  venerdì sera (14 marzo, ore 20.30), va in scena infatti “Serata Buzzati”, ovvero “Il Mantello” di Luciano Chailly e, in prima assoluta, “Amici” di Angelo Bellisario. La regia è di Stefano Mecenate, al pianoforte Eugenio Milazzo, scene virtuali di Pierpaolo Magnani. Gli interpreti sono tutti giovani cantanti, alcuni dei quali già familiari al pubblico del Verdi: ne “Il Mantello” Sofia Janelidze (Mamma), Javier Landete (Giovanni), Dafne Tian Hui (Marietta) e Raffaella Palumbo (Rita), con il piccolo Elias Morano nei panni di Pietruccio; in “Amici” ancora Javier Landete (Tony Appacher), Raffaella Palumbo (Moglie di Corti) e Dafne Tian Hui (Gianna), insieme con Daniele Piscopo (Amedeo Corti), Stefano Trizzino (Mario Tamburlani) e Fabio Mario La Mattina (Don Raimondo), questi ultimi due già molto apprezzati come interpreti di “Si camminava sull’Arno”, l’altra prima assoluta che ha inaugurato il ciclo pochi mesi fa. Voci recitanti, Sabrina Iannello e Lorenzo Maria Mucci. «Presenti entrambi nella raccolta “I Sessanta Racconti” – spiega Stefano Mecenate – “Il Mantello” e “Amici” sono distanti tra loro dodici anni: 1942 per il primo, 1954 per il secondo che fino a questo momento è rimasto, come tanti altri piccoli capolavori dell’artista bellunese, nell’ombra dell’oblio». Ad unire le due opere è il tema dell’amore e della morte, «anche se, nettissimo, – annota ancora Mecenate – è il diverso spirito con il quale i due grandi temi sono declinati: più ricco di speranze, di passioni, forse di illusioni il primo, più disincantato, cinico, sarcastico il secondo».
Compositore e operista prolifico, valente Direttore Artistico dei maggiori Teatri italiani, scrittore, insegnante, Luciano Chailly è stato una figura tipica di musicista impegnato nel mondo culturale e civile italiano. Sostenitore dell’ “arte per l’arte”, ha rappresentato nella sua musica (oltre tredici opere, cinque balletti oltre alle moltissime composizioni cameristiche, corali e sinfoniche) i passaggi di gusto di un secolo: dai canti alpini della seconda guerra mondiale agli ultimi sviluppi della musica elettronica. Proprio per Luciano Chailly Buzzati scrisse ben quattro libretti, tra cui appunto Il Mantello (1960), che andò in scena al Maggio Musicale Fiorentino e che è ancora oggi considerata l’opera più ardita sul piano musicale e dell’estetica teatrale. La storia è quella di un soldato che torna a casa dopo la guerra, intabarrato in un grande mantello e accompagnato da un misterioso comandante. La madre, la sorella e la fidanzata sono felici del suo ritorno, pur non comprendendo né le sue parole né perché non voglia togliersi il mantello. Sarà il fratellino, di ritorno da scuola, turbato alla sua vista, a svelare il mistero. Direttore d’orchestra, compositore, giornalista, pianista e didatta, Angelo Bellisario, nato nel 1932 in una famiglia di musicisti, è noto nel mondo della musica italiana dove, malgrado abbia lasciato l’insegnamento in Conservatorio nel 1998, continua a essere punto di riferimento e maestro; i suoi testi di composizione e analisi musicale, infatti, sono ancora punto di riferimento didattico essenziale, senza contare le sue quasi duecentocinquanta composizioni di vario genere. In una intervista di due anni fa, rilasciata in occasione del suo 80° compleanno, così ha definito il proprio stile:  «Sono un eclettico moderno. Ho accettato nel mio linguaggio esperienze del XX secolo, ma ne ho rifiutate altre che considero inespressive. […] al di là del rinnovamento del linguaggio, credo che l’ Avanguardia abbia fallito perché non ha saputo svegliare nulla nel cuore e nella mente degli uomini».
“Amici”, che a Pisa Angelo Bellisario presenta in prima assoluta, è la sua quinta opera, assai diversa dalle precedenti sul piano della peculiarità dell’espressione musicale, «modellata – come lui stesso ha avuto modo di spiegare – sulla rivisitazione in chiave personale dei parametri musicali (melodia, armonia, ritmo, timbro e forma) ».
Anche in questo caso, la vicenda è improntata al surreale, incentrata com’è sulla visita del violinista Appacher a casa del suo caro amico, il liutaio Amedeo Corti, una visita ‘presagita’ dalla moglie dello stesso liutaio, una visita che in sé non sarebbe strana se non fosse che Appacher è morto venti giorni prima… Entrambe pervase dalle atmosfere surreali, “gotiche”, delle prose buzzatiane,  ed entrambe segnate dallo sgomento di fronte all’ineluttabilità d’un destino paradossale, beffardo, “Il Mantello” e “Amici” sono di una notevole potenza evocativa e, insieme, di una straordinaria drammaticità. Biglietti al botteghino del Teatro Verdi, al prezzo di 15 euro (posto unico non numerato). Le prime file sono riservate agli abbonati del ciclo di Opere da Camera. Per maggiori informazioni Teatro di Pisa tel 050 941 111.

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