Variante urbanistica quartiere Porta a Lucca. Auletta: “Cambiarlo prima che si faccia un pasticcio”

PISA – Il piano di variante urbanistica relativo al Quartiere di Porta a Lucca in merito ai lavori di ristrutturazione dell’Arena Garibaldi – Stadio Romeo Anconetani presenta, secondo “Pisa – Diritti in Comune” delle lacune che andrebbero chiarite prima della sua definitiva approvazione in Consiglio Comunale, prevista per la metà del prossimo mese di gennaio 2020, le quali sono state esposte questa mattina agli Organi di Informazione nel corso di una apposita conferenza stampa.

di Giovanni Manenti

In particolare, secondo il capogruppo Ciccio Auletta, quattro principali problematiche sono emerse e le stesse sono oggetto di relative osservazioni che verranno depositate domani mattina 21 novembre presso le competenti strutture: “Per quanto ci riguarda, noi abbiamo sempre sostenuto la necessità di riqualificare l’Arena Garibaldi all’interno del Quartiere di Porta a Lucca, ma il progetto di variante presentato dalla Giunta Conti fa acqua da tutte quante le parti rispetto sia all’iter che è stato realizzato che ad alcune criticità, ragion per cui ci siamo sentiti in dovere di formulare alcune osservazioni che possono far sì che il progetto, non solo venga realizzato, ma che sia anche una rigualificazione positiva per la squadra, per i tifosi e per tutta la città“.

Un momento della conferenza stampa sulla questione stadio

Nel dettaglio“, prosegue Auletta, “sono quattro le osservazioni da noi presentate, di cui la prima riguarda il progetto per la mobilità, in quanto di fatto si pensa che tutti si rechino allo Stadio in auto, previsione completamente sbagliata poiché genera un aumento del traffico e dell’inquinamento, mentre noi riteniamo, anche sulla base degli studi esistenti, che basterebbe un’ottimizzazione ed un potenziamento dei parcheggi scambiatori esistenti, proponendo pertanto lo stralcio di tutte le nuove aree di cementificazione che sono previste
In secondo luogo“, ribadisce il Capogruppo, “siamo a richiedere la riduzione consistente delle aree commerciali, attualmente previste per oltre 5000mq. tra la vendita e la ristorazione, ritenendo inutile la presenza di un punto della media distribuzione e pertanto riteniamo, sotto questo punto di vista, che vada tolta detta ipotesi ed al contempo ridotte le previsioni commerciali, al fine di garantire un commercio di prossimità positivo per il quartiere“.

“C’è poi la problematica“, incalza Auletta, “riguardante la Moschea, e qui mi permetto di rilevare come si sia davanti ad una sorta di “operazione sporca” da parte dell’attuale Giunta nell’aver inserito l’area destinata alla costruzione del luogo di culto all’interno della variante dello Stadio, in quanto la sua dichiarata destinazione a parcheggi non ha senso non essendo prevista da alcun studio sulla mobilità, noi siamo per la libertà di culto e pertanto siamo a richiedere con forza di stralciare l’area destinata alla Moschea mantenendo l’originaria destinazione d’uso“.

Ed infine“, conclude Auletta, “c’è un quarto punto che di fatto è anche il più importante, nel senso che tutte le indicazioni che sono arrivate al Ministero dei Beni Culturali da parte dell’ARPAT, della Regione e della Provincia e che riguardano anche la questione del rischio idraulico non hanno trovato risposta da parte dell’Amministrazione Comunale e quindi chiediamo, prima di giungere all’approvazione definitiva della variante, che tutte queste indicazioni vengano recepite per far sì che sia un progetto serio, vero e certo e non un pasticcio come viceversa si sta definendo a causa di una fretta ingiustificata e sopratutto di una approssimazione che non può essere in alcun modo tollerata e ci permettiamo di evidenziare questi nodi oggi onde evitare criticità future“.

Se poi mi viene chiesto“, risponde Auletta, “che le aree commerciali sono quelle che dovranno generare i ricavi necessari per far fronte alle rate dei Finanziamenti a copertura dei costi per le opere di ristrutturazione dello Stadio, rispondo che anche questo è un altro problema, nel senso che oggi si va ad approvare una variante senza che vi sia un Piano Economico Finanziario asseverato, altra questione da noi già sollevata in quanto la Società deve fornire le garanzie economiche affinché questo progetto possa essere realizzato, permettendomi di ricordare che siamo in fase di previsione urbanistica e non di approvazione del riferito PEF, e quindi se quelle aree sono o meno indispensabili dovrebbe essere certificato da un Piano che, attualmente, non esiste“.

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