Valeria Antoni (M5S) e il “Modello Novara”

PISA – Ieri la 1a CCP del Comune di Pisa ha visitato il Comune di Novara per aver un confronto sul loro modello di raccolta e gestione dei rifiuti. Noi del M5S abbiamo avuto solo conferme di quello che da tempo cerchiamo di far comprendere, purtroppo vanamente, all’attuale Amministrazione ed a quella parte di cittadinanza che la sostiene.

Di seguito il mio resoconto:

Ieri, in qualità di membri della Commissione Ambiente, abbiamo effettuato il previsto sopralluogo alla città di Novara insieme all’Assessore Sanzo. Come avevo detto, in precedenza, Novara è una città differente da Pisa, a parte l’Amministrazione targata PD. L’azienda di raccolta è una partecipata al 100% del Comune che non ha impianti se non una discarica in fase di dismissione ed una sorta di compostiera. La legge regionale è simile alla nostra che prevede la divisione in ATO che loro chiamano più correttamente Consorzi.

Novara propone, però, un modello che può essere un interessante compromesso tra il porta a porta spinto con tariffa puntuale ed il tradizionale conferimento in cassonetto stradale. La Raccolta Differenziata partì nel 2003 con un’Amministrazione della Lega Nord che non voleva più vedere la tipica situazione di degrado intorno ai cassonetti stradali. I cassonetti non stanno più in strada, me sono stati spostati all’interno dei cortili: questo comporta, in linea di massima, una città più decorosa e meno maleodorante, ma soprattutto punta sulla responsabilità individuale del cittadino che, come è noto, a casa sua tendenzialmente non sporca.

Il cittadino non ha orari di conferimento e questo annullerebbe la critica principale che i cittadini muovono tipicamente contro il pap. L’operatore ha una chiave universale con la quale accede all’area interna dove sono collocati i contenitori, effettuando la pesatura ed il ritiro.

Hanno avuto un’ottima risposta dai quartieri popolari, ma meno buona da quelli più “signorili”.
La RD si assesta a circa il 72%, conferiscono in discarica circa 10 mila tonnellate con una riduzione del 72% (erano infatti partiti da 36), hanno una media di 412 kg ad abitante e dividono l’umido tra domestico e potature, quindi anche la media cittadina di frazione umida è molto più bassa della nostra.

Hanno avuto un incremento nemmeno tanto grande dei costi nel primo anno, rientrato subito nel 2005, dovuto all’acquisto dei mastelli ed alla distribuzione massiccia di materiale informativo. Già nel 2006 l’investimento iniziale era stato ammortizzato.

Tra le criticità ci sono uffici pubblici, ospedali, scuole e fast food, ma si sono, comunque, tutti dovuti adeguare.Viene monitorato qualsiasi incremento di indifferenziata facendo subito un controllo merceologico e, raramente, sono intervenuti con sanzioni.

Punto molto importante, hanno aumentato la forza lavoro del 30% e tutti hanno un contratto “Federambiente” a differenza di Pisa che offre contratti “Multiservice”, molto meno convenienti per il lavoratore. Non subappaltano a nessuno il servizio.

Fonte: Valeria Antoni, ortavoce M5S di Pisa

20140327-190724.jpg

By