Un mese di squalifica per Alessandro Birindelli

PISA – Squalifica di un mese e multa alla società per aver messo l’arbitro nel mirino: cose che purtroppo accadono nel calcio dilettanti e giovanile ma che diventano clamorose quando a cadere nelle grinfie del Giudice sportivo sono Alessandro Birindelli e il Pisa 1909, società per cui Birindelli allena la squadra di Esordienti Fair Play a 11 (classe 2001-202).

Il tecnico – fra l’altro ex Juventus, premio speciale al Pegaso d’oro della Regione- e il sodalizio si sono battuti e si battono per un calcio diverso, che educhi al rispetto tanto da rifiutare un rigore ingiusto o ritirare la squadra dal campo per le liti che si erano accese in tribuna tra genitori. Questa volta però il fair play, a fine gara, non c’è stato soprattutto nei confronti dell’arbitro, Mannucci di Pisa, che mentre lavava gli scarpini è stato affrontato da Birindelli che di fronte a chi si trovava nei paraggi si sfogava.

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Parole dure e concitate di cui poi nel chiuso degli spogliatoi lo stesso tecnico chiedeva scusa come si legge nel Comunicato Ufficiale del 26 Marzo 2014 della delegazione di Pisa della Lega nazionale dilettanti in cui si rende nota la squalifica del mister fino al 23 aprile 2014 per: “Reiterate e concitate proteste a fine gara nei confronti del direttore di gara verso il quale, nonostante l’esplicito richiamo a calmarsi, teneva anche comportamento irriguardoso. Sanzione che tiene conto delle tardive scuse manifestate solo nello spogliatoio del direttore di gara e della categoria”.

Ma non era purtroppo finita. Le proteste continuavano con gli adulti e qualche ragazzino. Come recita il Comunicato: “A fine gara sostenitori della squadra insieme a due calciatori non identificati per l’oscurità attendevano il direttore di gara all’uscita dal terreno di gioco e lo accompagnavano offendendolo e minacciandolo fino alla propria autovettura. Un sostenitore lo minacciava al momento in cui saliva sull’autovettura di non riportare quanto accaduto sul rapporto. Società recidiva per intemperanze di propri sostenitori e provvedimento che tiene conto della categoria”. Per questo la società dovrà pagare 200 euro di ammenda.

Fonte: ANSA

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