“I sistemi terrazzati della Toscana”. Ne parla l’Osservatorio regionale

Toscana – Il presidente della Toscana Enrico Rossi prevede l’attuazione della legge 65 nel 2019.

Durante la presentazione delle prime attività dell’Osservatorio regionale sul paesaggio insieme agli assessori regionali all’urbanistica e all’agricoltura Vincenzo Ceccarelli e Marco Remaschi sostiene: “Stimiamo che sarà il 2019 l’anno in cui la legge 65 troverà la sua piena applicazione. Entro quell’anno gli strumenti urbanistici dei Comuni si saranno adeguati alla nuova norma e veramente avremo consumo zero di nuovo suolo ed effettivo recupero delle aree urbanizzate degradate. La Toscana si è dotata di una legge innovativa rispetto alla quale sembra un passo indietro la proposta che sta arrivando dal Governo di regolamentare le nuove costruzioni suddividendo e distribuendo tra le Regioni quote di terreno da edificare. La legge 65 tanto temuta in fase di elaborazione, ad ora non ha riscontrato particolari difficoltà di applicazione. Al contrario ho spesso incontrato nei Comuni assessori e agricoltori soddisfatti, che hanno apprezzato avere regole più chiare e semplici. Conciliare le esigenze del paesaggio con quelle dello sviluppo è possibile, se le cose vengono fatte bene. Per la Toscana tutelare entrambi questi aspetti è fondamentale, dato che il paesaggio è strettamente connesso anche alla dimensione produttiva e rappresenta un marchio di qualità imprescindibile che dà valore a tutto ciò che facciamo”.

Il valore innovativo della legge 65 è stato sottolineato anche dall’assessore Ceccarelli, che ha poi sottolineato come ad oggi “solo due Regioni in Italia, tra cui la Toscana, si sono dotate di un piano paesaggistico. Siamo tornati ad essere un punto di riferimento su un settore per noi fondamentale. Il paesaggio toscano, che è all’attenzione del mondo, non è per noi qualcosa di solamente estetico, da imbalsamare, ma è anche ciò che si vive. E’ fatto anche di porti, città e perferie, di aree da tutelare e salvaguardare e di altre aree che vanno trasformate. Ad oggi solo il Comune di Chiusi ha adeguato i suoi strumenti urbanistici al Piano paesaggistico, ma molto altri si stanno conformando e quando lo avranno fatto non ci sarà più bisogno dei pareri vincolati della Soprintendenza per ogni intervento, ma basterann o pareri non vincolanti dato che le regole di base saranno comuni e condivise. Presto sarà conclusa anche l’individuazione delle aree compromesse e degradate, che potranno essere oggetto di trasformazione anche senza il parere espresso da una Conferenza paesaggistica, una novità che semplificherà e velocizzerà molto gli interventi di recupero”.

L’assessore all’agricoltura Remaschi ha parlato del legame tra paesaggio e tessuto produttivo agricolo ricordando: “La tutela delle caratteristiche paesaggistiche è strettamente legata alla tutela della fertilità dei terreni e alla tutela della biodiversità. Se prendiamo l’esempio dei terrazzamenti, ai quali non a caso è dedicato il primo convegno organizzato dall’Osservatorio regionale sul paesaggio, diventa chiaro a tutti che paesaggio tipico e cultura tradizionale si fondono perfettamente con la funzione agricola ed anche con la prevenzione del dissesto idrogeologico”.

Giovedì 16 marzo si terrà un convegno organizzato dall’Osservatorio regionale sul paesaggio e dedicato a “I sistemi terrazzati della Toscana”. Il presidente dell’Osservatorio Mauro Agnoletti ha spiegato: “Il paesaggio toscano presenta duplici criticità: da una parte abbiamo il problema di limitare il consumo di suolo e recuperare le aree urbane dismesse, che però si concentrano soprattutto nella grande area dell’Arno. Un altro problema è il progressivo abbandono del paesaggio agrario, con forte riduzione delle attività agricole e una concentrazione in poche zone di colture specializzate, con riduzione del mosaico paesistico che mette in crisi l’unicità del paesaggio toscano, fondamentale anche per l’attività turistica”.

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