Sciopero da parte della FederATA a sostegno dell’istruzione pubblica

Pisa- Il 17 Marzo 2017 l’organizzazione FederATA scende in campo contro la legge 107, a sostegno dell’istruzione pubblica e dei diritti dei docenti.

A Cobas, Unicobas, Anief, Usb e Cub, si unisce anche FederATA in lotta il 17 marzo 2017: si allarga ulteriormente la partecipazione allo sciopero generale della scuola contro la legge 107 e i decreti applicativi, in difesa dell’istruzione pubblica e dei diritti dei docenti, degli ATA e degli studenti
Anche FederATA, organizzazione sindacale, ha indetto lo sciopero per l’intera giornata, in seguito ad un confronto avvenuto tra le nostre due strutture a proposito della piattaforma di lotta degli ATA.
La discussione ha messo l’appunto sui seguenti punti: 1) significativi aumenti salariali per gli ATA, come per i docenti, nel nuovo contratto con almeno il recupero del 20% di salario perso negli ultimi anni; 2) revisione dei parametri per il calcolo degli organici e inserimento degli Assistenti tecnici in organico di diritto delle scuole di primo grado; 3) passaggio alle aree superiori C e As rispettivamente di tutti gli Assistenti amministrativi e Collaboratori scolastici e all’area D per gli Aministrativi 2° posizione economica; 4) soppressione dei commi della legge 109/2014 che vietano le supplenze brevi degli Amministrativi e Tecnici e limitano fortemente la sostituzione dei Collaboratori; 5) immissione in ruolo degli ATA su tutti i posti vacanti in organico di diritto; 6) re-internalizzazione dei servizi; 7) formazione in servizio.
Lo sciopero e le manifestazioni del 17 marzo mira a lenire alcuni aspetti della legge 107: 1)  la mobilità sia gestita con titolarità su scuola, eliminando gli incarichi triennali decisi dal preside, e garantendo la continuità a tutti i docenti; 2) tutti i/le docenti insegnino e si facciano carico delle altre attività necessarie, riducendo l’orario di cattedra; 3) i fondi del “merito”, della Carta del docente e del Fondo di istituto siano destinati ad un aumento che, insieme a rilevanti fondi da stanziare per il contratto, garantisca il recupero almeno del 20% di salario; 4) siano assunti i precari – docenti ed ATA – con almeno 36 mesi di servizio sui posti disponibili in organico di diritto e di fatto; 5) sia ridata alle scuole la libertà di istituire o meno l’”alternanza scuola-lavoro” e di determinarne il numero di ore; 6) vengano eliminati i quiz Invalsi per valutare scuole, docenti e studenti; 7) sia restituito ai lavoratori/trici il diritto di assemblea con qualsiasi sindacato e applicato un sistema proporzionale senza sbarramenti, con un voto a livello di scuola e uno nazionale per determinare la rappresentatività dei sindacati ai due livelli.
Sempre nella mattina del 17 marzo, ci saranno manifestazioni regionali o inter-regionali a Roma (MIUR, V.le Trastevere, ore 9.30), Torino, Bologna, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo e Catania.
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