Rossi tuona su Fb: “Il Pronto Soccorso di Pisa è il peggiore”. La risposta dell’Aoup: “I problemi ci sono ma il nostro servizio e’ di qualità”

PISA – “I dati dicono che il Pronto Soccorso di Pisa è il peggiore. Anche molti miei amici lo dicono per averlo frequentato. Ho avvertito affinché il direttore Tommasini provveda subito con ogni mezzo. Mi aspetto che la situazione entrò due settimane sia risolta. Parole che suonano come un macigno da parte del Governatore della Toscana Enrico Rossi dal suo profilo Facebook.

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LA RISPOSTA DELL’AOUP. La direzione aziendale – si legge in una nota – in relazione alle dichiarazioni del presidente della Regione Toscana, è consapevole di criticità operative non ancora risolte, che nulla hanno comunque a che vedere con la sempre elevata qualità professionale offerta dal personale sanitario del nostro Pronto soccorso e di tutto l’ospedale. Le situazioni di iper afflusso e congestione del Pronto soccorso sono note all’Azienda e trovano una loro parziale giustificazione anche nella forte capacità attrattiva dell’ospedale, che si manifesta non solo per le attività di alta specialità ma anche per quelle cosiddette “di base”. Basti pensare che il Pronto soccorso dell’Aoup opera per il 72% a favore del suo naturale bacino di utenza, mentre il restante 28% delle prestazioni viene effettuato per pazienti non residenti. Inoltre, negli ultimi mesi, dall’attivazione della piazzola per l’atterraggio degli elicotteri sul tetto del Pronto soccorso, si è registrato un forte aumento dell’afflusso dei casi più gravi (codici rossi), che stanno impegnando in modo incrementale le risorse della struttura. Complessivamente, nel primo semestre dell’anno, si è registrata una crescita del 5% di tutte le attività di Pronto soccorso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il richiamo fatto dal presidente è stato già recepito dalla Direzione e rappresenta un ulteriore forte stimolo ad accelerare il processo di adozione di soluzioni già programmate, sia sul lato delle assunzioni di personale, sia sul versante della capacità di ricovero, attraverso l’individuazione di nuovi posti letto dedicati. A tutto questo si accompagneranno ulteriori provvedimenti organizzativi, tesi a offrire una soluzione definitiva al problema del sovraffollamento del Pronto soccorso, ferma restando la necessità di un ampio coinvolgimento anche di tutte le risorse del sistema sanitario di area vasta.

IL PENSIERO DELLA CGIL. Il sovraffollamento, secondo Leonardo Fagiolini della Fp Cgil di Pisa, determina una ”permanenza dei pazienti di 30 ore sulle barelle in assenza di posti letto disponibili con conseguenti problemi nell’assistenza visto che la pianta organica non è concepita per provvedere a una sorta di intero reparto ospedaliero che arriva a contare fino a 30 letti nei corridoi”. Ma le soluzioni, aggiunge, non si possono cercare ”solo all’interno dell’azienda ospedaliera pisana, occorre condividerle con l’Area vasta”. ”Il Dipartimento Emergenza Urgenza di Pisa – sottolinea il sindacalista – è per molte patologie il pronto soccorso dell’Area vasta e alla sua funzionalità dovrebbero tenere non solo le aziende sanitarie ma anche tutti i sindaci”. Si va, spiega Fagiolini, ”da attese interminabili per i codici meno gravi a quelle ugualmente lunghe anche per i codici gialli (compromissione reale o potenziale di una funzione vitale) che creano un blocco delle ambulanze che non possono liberarsi, creando un ulteriore problema anche sul sistema dell’emergenza territoriale”. E ciò dipende da un afflusso eccessivo di utenti determinato ”dell’attardarsi nella realizzazione delle case della salute e delle associazioni di medici di famiglia che in alcuni casi sono introvabili”. Serve dunque, conclude il sindacato, ragionare ”su una riorganizzazione del personale (se proprio non vi sono le risorse economiche per un potenziamento) ma anche una diversa organizzazione della gestione dotando la centrale 118 della visualizzazione in tempo reale dell’afflusso dei pronto soccorso dell’Area Vasta e quando per la patologia presunta in atto risulta possibile, indirizzare l’utenza su quelle strutture che in quel momento sono meno congestionate”.

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