Il ricordo dell’artista Viviani nella gotica Chiesa della Spina a Pisa

PISA – E’ stata inaugurata questa mattina, 4 Febbraio 2017, la mostra dell’artista Giuseppe Viviani, sita nella spendida chiesa gotica della Spina a Pisa.

di Maria Bruno

Guarda i video dell’inaugurazione della mostra di Giuseppe Viviani sulla pagina Facebook di Pisanews

L’organizzazione della mostra è del Comune di Pisa, in collaborazione con il Museo della Grafica, la Fondazione Palazzo Blu e con il sostegno di Fondazione Arpa e Acque Spa. L’allestimento è organizzato e gestito dall’Associazione per le Mura di Pisa, nell’ambito del progetto di valorizzazione della Chiesa.

L’esposizione delle opere di Viviani sta seguendo un iter, che ha visto la partenza a Dicembre 2016 presso il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, dove si è inaugurata la prima tappa dedica al “Principe di Boccadarno”.

L’allestimento nella chiesa sull’Arno ha visto la presenza di diversi oggetti e dediche a Viviani: alcune tele del Viviani pittore, oltre a installazioni temporanee performative con testi illustrativi e fotografie della vita dell’artista, la proiezione di un video dell’epoca dedicato all’autore, oltre ad alcuni oggetti che gli appartennero, per esempio la chitarra, la sedia, la bicicletta.

“Abbiamo pensato di fare questa iniziativa, – commenta l’Assessore alla cultura, Andrea Ferrante– restituendo alla città una sua grande figura, perché abbiamo analizzato (grazie all’apporto di tanti…)  e vuole essere un dialogo fra l’arte moderna e contemporanea all’interno di un palazzo storico di tale bellezza. Saranno fondate nuove iniziative che, a partire dalla primavera, animeranno questo luogo per più di un anno”.

Anche Alessandro Tosi, curatore della mostra, si esprime con parole di orgoglio : “Questa è una possibilità per un viaggiatore contemporaneo di fermarsi qui, in un posto magico : guarda l’Arno, i monti, la città di Pisa e incontrare Viviani quasi per caso, può essere una occasione straordinaria”.

Il percorso di vita di Viviani viene ricalcato, invece, da Nicola Micieli, altro curatore della mostra, ricalcando due oggetti donati a Viviani e carichi di valenza affettiva, perché uno del padre e uno della madre, che si erano scambiati in segno di fidanzamento.

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