Raffaele Latrofa (Ncd): “Il progetto pedibus ha fallito?”

PISA – “Quasi 100.000 euro spesi dall’amministrazione comunale per un progetto in parte fallito. Che un quinto sia stato finanziato dalla regione cambia poco: sempre soldi dei cittadini sono!” Così commenta Raffaele Latrofa dopo il consiglio comunale che all’ordine del giorno aveva una sua interrogazione sui percorsi pedonali protetti.

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Noti come “progetto Pedibus”, sarebbero dovuti servire per proteggere i bimbi che vanno a scuola da soli, ma alcuni istituti hanno addirittura dato al Comune parere negativo, che tuttavia li ha attuati. Ora che le catenelle sono state rubate, rimangono scheletri di paletti lungo i marciapiedi e, nel caso di Via San Michele degli Scalzi, un’area delimitata sulla piazza della chiesa. Vista la scarsità di parcheggi per chi va alla biblioteca comunale, Latrofa aveva chiesto che tale area venisse riportata a sosta. Ma dal Comune gli hanno risposto che ciò altererebbe i requisiti iniziali del progetto.

“Insomma” insiste Latrofa “la nostra amministrazione non sa nemmeno che il Pedibus in quella zona non è mai partito. Perché sono stati fatti percorsi vicino a scuole non interessate? Si è proceduto senza consultarle? Ci sono state difficoltà di dialogo? Forse il Comune fece i percorsi prima di sapere se erano graditi o attuabili? Su questo l’Amministrazione non mi ha ancora risposto”.

Latrofa continua: “E non ci vengano a dire che quei percorsi, se non usati dai bimbi, hanno comunque una finalità di sicurezza. Se le catene sono state quasi tutte rubate, e mai ripristinate, di che sicurezza si parla? Lo sa il Comune che ci sono stati quei furti o, dopo aver speso i soldi del cittadino, si è disinteressato della faccenda? Quanto costerà rendere di nuovo sicuri i percorsi se si intende ripristinarli?”.

Per concludere, Latrofa fa una riflessione: “A questo punto è chiaro che il progetto Pedibus ha fallito. E due volte. La prima perché le scuole non se ne sono avvalse, la seconda perché quella che doveva essere una sicurezza per il cittadino invece non lo è. Ma non basta: il messaggio che si è dato è diseducativo, mostrando che in questa città si possono danneggiare impunemente opere pubbliche e si possono spendere soldi senza poi controllare che le iniziative finanziate funzionino”.

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