Prima divisione girone B: il punto sul campionato di Giovanni Manenti

PISA – Scusate, abbiamo scherzato, è tutto da rifare, è questo lo slogan che emerge da una rocambolesca 35.ma giornata, i cui risultati sembrano poter capovolgere verdetti che sino a sette giorni fa erano dati per scontati.

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di Giovanni Manenti

Difatti, tre scontri “testa-coda” con l’esito finale a favore delle squadre in lotta per la salvezza hanno modificato gli scenari per quanto attiene ai diversi obiettivi di fine stagione, primo tra tutti, ovviamente, quello del Prato che al “Lungo Bisenzio” ferma la marcia del Teramo (imbattuto da ben 24 giornate !!) grazie ad un preciso rasoterra di Urso dal limite dell’area, con la capolista incapace nell’arrembaggio finale di raddrizzare il risultato, per una volta tradita dalla coppia gol Donnarumma-Lapadula rimasta a secco. Di tale sconfitta ne approfitta l’Ascoli per ridurre a quattro il distacco al vertice, frutto di una vittoria in extremis (ancora una volta decisivo Altinier nei minuti di recupero come a Grosseto) su di una Carrarese incapace di gestire il doppio vantaggio maturato nella prima mezzora ed indubbiamente penalizzata dall’espulsione per doppia ammonizione (di cui la prima per ritardata battuta di un calcio d’angolo a fine primo tempo…….) di Belcastro quando non era ancora scoccata l’ora di gioco. I marchigiani vedono ora riaccendersi la speranza di una promozione diretta – ancorché la prestazione interna non abbia fatto emergere grossi progressi sul piano della manovra – laddove si consideri che all’ultima giornata il calendario prevede lo scontro diretto Teramo-Ascoli al “Gaetano Bonolis”, cui i bianconeri devono necessariamente giungere al massimo con tre punti di svantaggio per potersi giocare le proprie carte.

Di sicuro, l’Ascoli ha “blindato” la seconda piazza per l’accesso ai playoff in virtù dell’ulteriore caduta illustre di giornata, costituita dalla sconfitta di misura patita della Reggiana sul campo di un Savona che ha immediatamente “rimediato” alla penalizzazione di due punti inflittagli in settimana dalla Federazione facendo sua l’intera posta grazie ad un perentorio colpo di testa di Marconi su azione da calcio d’angolo. Gli emiliani vedono ora allontanarsi a cinque punti il secondo posto, nel mentre alle proprie spalle acquistano morale e fiducia la Spal – che colleziona la settima vittoria consecutiva (!!) a spese di un Tuttocuoio che ha oramai ben poco da chiedere al proprio eccellente campionato – ed anche il Pisa che conquista nel derby con la Pistoiese quel successo che all’Arena Garibaldi mancava da oltre due mesi (1-0 contro la Pro Piacenza datato 15 febbraio). Entrambe le squadre vantano, peraltro, un distacco di quattro punti dalla Reggiana, ma i giochi potrebbero non essere ancora chiusi considerando che anche in questo caso, come per quanto riguarda la lotta per il primo posto, un bizzarro calendario pone lo scontro diretto Reggiana-Spal proprio all’ultima giornata

L’ultima sorpresa di questo pazzesco turno, costituita dal successo esterno del Forlì per 2-0 sul campo dell’Aquila, vede gli abruzzesi – scavalcati dal duo Spal-Pisa – dare addio alle residue speranze di accesso ai playoff ed insidiati ad un sol punto di distacco dall’Ancona anch’essa capace di far sua l’intera posta con identico punteggio sul campo della Lucchese al termine dell’unico incontro che poco aveva da chiedere alla classifica e sul cui esito pesa l’annullamento per dubbio fuorigioco di una rete messa a segno da Forte per i padroni di casa sul punteggio di 0-0. Detto del Pontedera che torna anch’esso alla vittoria regolando di misura la Pro Piacenza, con ciò ponendosi definitivamente al riparo da qualsiasi sorpresa, si fa ancor più appassionante ed incerta la lotta per sfuggire alla trappola dei playout, i cui margini si sono vieppiù ridotti vedendo invischiate ben sette squadre nello spazio di appena due punti (dai 41 della Carrarese ai 39 di Pistoiese e Forlì, con Grosseto, Gubbio, Prato e Santarcangelo appaiate a quota 40), mentre il Savona difficilmente potrà evitare, a causa della penalizzazione subita, la terz’ultima piazza, avendo comunque lasciato a San Marino e Pro Piacenza la disputa per evitare l’ultimo posto che determina l’automatica diretta retrocessione tra i Dilettanti.

In tale ottica, occorre rilevare come sia necessario rischiare il tutto per tutto per venirne fuori (come dimostrato dai citati successi di Prato, Forlì e Savona) poiché i “pareggini” portano poca linfa ad una classifica già deficitaria, come dimostrato dal Santarcangelo che è ancora lì a lottare pur avendo conquistato tre risultati nulli nell’arco di una settimana (compreso il recupero di mercoledì scorso) ancorché ottenuti in trasferta e su campi di dirette concorrenti quali Pro Piacenza, Pistoiese e domenica a Gubbio al termine di un match deciso da due calci di rigore entrambi abbastanza generosi, nonché dallo stesso Grosseto, incapace di far sua l’intera posta sul campo del San Marino, dovendosi oltretutto “aggrappare” ad una massima punizione trasformata da Torromino per rimontare lo svantaggio iniziale.

Capirete, pertanto, come – al di là dell’opinabile valore tecnico – questo campionato sia comunque in grado di fornire emozioni sino al fischio finale dell’ultima giornata, non consentendo in questi ultimi 270 minuti passi falsi a coloro ancora in lotta per obiettivi importanti (siano essi la promozione diretta, l’accesso ai playoff o la lotta per evitare i playout) e, qualora non abbiate ben chiara la situazione, basti pensare a cosa riserva il prossimo turno che, oltre ad un impegno sulla carta non impossibile per la capolista Teramo contro il Pontedera tra le mura amiche, prevede tre interessanti “testa-coda” tra Santarcangelo-Ascoli, Reggiana-San Marino e Carrarese-Spal, con altrettanti confronti diretti (Grosseto-Prato, Pistoiese-Gubbio e Forlì-Savona) nella parte bassa della classifica.

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