Pisa, il dovere di crederci ancora. La volata play-off tutta d’un fiato. Hai visto mai…

PISA – E’ una sensazione di doppia profonda amarezza quella che ci accompagna al termine del Recupero disputato dal Pisa a Reggio Emilia, il cui pareggio esterno sancisce, forse, la fine delle speranze per i nerazzurri di accedere ai playoff per la promozione in Serie B.

di Giovanni Manenti

CHE PECCATO! L’amarezza è doppia, in primis per l’esito finale del confronto che non rende merito alla prestazione dei ragazzi di Amoroso, totalmente padroni del campo al cospetto di una Reggiana che è sembrata ben poca cosa, per larghi tratti intimorita e che è riuscita a raddrizzare il risultato sfruttando l’unica sbavatura difensiva del Pisa, e poi, chiaramente, per come il campo abbia dimostrato che non avevano torto coloro che alla vigilia del campionato avevano indicato la squadra di Mister Braglia come una – se non la – delle favorite del torneo. Ritrovarci ora, a cinque turni dalla fine, ad aggrapparci alla matematica ed al calendario per vedere quali siamo le reali residue possibilità per “arraffare” l’ultimo posto utile per i playoff, stride enormemente se rapportato alle potenzialità che il nostro organico poteva esprimere e che sono palesemente emerse nel corso delle due ultime trasferte disputate a Carrara e Reggio Emilia.

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LA “SEMPLICE” SVOLTA. Difatti, il buon Amoroso – cui auguriamo di tutto cuore che l’incarico assunto in questo scorcio finale di campionato possa rappresentare un ideale trampolino di lancio per futuri successi da allenatore – ha semplicemente applicato quella che altro non è se non la “logica del buon senso”, schierando formazioni equilibrate dal punto di vista tattico, con giocatori motivati e disponibili a sacrificarsi per la squadra, e mettendo in pratica schemi di gioco indubbiamente frutto di specifici allenamenti infrasettimanali.

TUTTO UN ALTRO PISA. Vi sarete senz’altro resi conto che (udite, udite) sono stati aboliti i famigerati “lanci lunghi” che, oltre a sfiancare Arma in compiti non propriamente da prima punta, risultavano spesso facile preda delle difese avversarie e non consentivano lo svolgimento di una manovra avvolgente, mentre sia a Carrara che a Reggio abbiamo visto un Pisa operare palla a terra, con continue sovrapposizioni sugli esterni ed un Misuraca finalmente impiegato nel suo ruolo naturale che gli ha consentito di esprimersi al meglio delle proprie possibilità, prova ne siano sia il lancio illuminante a Floriano per il punto del 2-0 allo “Stadio dei Marmi” che l’apertura a sinistra che ha generato la rete del provvisorio vantaggio a Reggio Emilia, con lui stesso bravo ad inserirsi ed a finalizzare l’azione con un perentorio colpo di testa sotto misura. Ed allora, vedere un Pisa che sino a poche settimane fa risultava incapace di proporre valide trame offensive, le cui occasioni da rete si contavano sulle dita di una mano (in queste due trasferte Arma ha avuto a disposizione più palle goal di quasi tutta l’intera stagione, purtroppo fallendole anche per merito degli estremi difensori avversari), ed ora invece ammirarlo gagliardo, tonico ed in alcuni frangenti addirittura spavaldo nell’aggredire l’avversario e dominare la partita nell’arco dei 90 minuti, beffato solo dalla cattiva sorte che spesso la fa da padrona nell’ambito calcistico, non può che far riemergere i rimpianti per una stagione che rischia di risultare fallimentare solo perché non si sono presi per tempo i necessari provvedimenti a livello tecnico (leggasi esonero tardivo di Braglia). Ed è del tutto inutile, a questo punto, ricordare le pecche e gli errori commessi durante la stagione dall’allenatore voluto “a furor di popolo”, perché sono sotto l’occhio di tutti e, credo, solo chi sia in mala fede od accecato da un “amore viscerale” per il soggetto in questione – frutto della promozione di otto anni fa – possa disconoscerle, dovendo viceversa valutare quali siano le effettive possibilità per il Pisa di raggiungere la terza piazza e staccare l’ultimo biglietto utile per la “post season”.

I POSSIBILI SCENARI. Attualmente, la squadra di Mister Amoroso occupa la quinta piazza frutto di 52 punti, staccata di due lunghezze dall’Aquila (a quota 54) e di quattro dalla Reggiana che, con i suoi 56 punti, ha mantenuto inalterato il distacco dai nerazzurri, incrementando viceversa il vantaggio sugli abruzzesi, e, pertanto, l’impresa risulta alquanto ardua poiché dobbiamo puntare tutte le nostre fiches solo sul 3. posto, dato che le “quarte” degli altri due Gironi (ad oggi Pavia e Lecce) appaiono irraggiungibili avendo rispettivamente 60 e 57 punti.

LA CLASSIFICA AVULSA. Occorre ricordare che, in caso di arrivo a pari merito tra Reggiana, Pisa e L’Aquila, la spunterebbero gli emiliani in virtù del punteggio ottenuto negli scontri diretti – la cosiddetta “classifica avulsa” vede la Reggiana a quota 6, Pisa 5 e L’Aquila 4 – mentre qualora risultassero appaiate al terzo posto Pisa e L’Aquila avrebbero la meglio i nerazzurri in forza della differenza reti nei confronti diretti (4-1 e 0-2) e, nell’ultimo caso di parità tra Reggiana e Pisa, risulterebbe determinante la differenza reti complessiva avendo le stesse pareggiato i rispettivi incontri di Campionato (non contano in tale computo le reti segnate in trasferta) e che, al momento, vede gli emiliani in vantaggio (+ 18 rispetto al nostro +12).

LE ULTIME CINQUE GARE. Il calendario delle ultime cinque giornate, che non prevede scontri diretti e/o con le due prime in graduatoria – vale a dire Teramo ed Ascoli – favorisce leggermente Reggiana e Pisa, proponendo alle stesse tre turni casalinghi (rispettivamente contro Carrarese, San Marino e Spal per gli emiliani; Spal, Pistoiese e Tuttocuoio per i nerazzurri) a fronte di due trasferte (Savona e Lucchese per l’undici di Mister Colombo ed Ancona e Forlì per i ragazzi di Mister Amoroso), nel mentre L’Aquila è attesa da tre trasferte contro Pistoiese, Pro Piacenza ed Ancona, cui fanno da contraltare i turni tra le mura amiche contro Forlì e Grosseto.

MISSION IMPOSSIBLE? Per alimentare l’ultima fiammella di speranza è pertanto evidente che il Pisa – che ad esempio potrà sfruttare lunedì prossimo nel posticipo serale contro l’ostica Spal il fatto di conoscere i risultati delle avversarie – dovrà far bottino pieno in questi ultimi cinque turni, sperando in un solo anche mezzo passo falso de L’Aquila (più che probabile) ed in un viceversa doppio “impasse” – leggasi un pareggio ed una sconfitta – della Reggiana (molto meno probabile), ma che alla luce della prestazione e della volontà viste al “Mapei Stadium” non sembra completamente una “mission impossible”. L’importante è che dallo spogliatoio di Reggio non sia tornato a casa un gruppo demoralizzato per il mancato e meritato successo sul campo, ma viceversa motivato dall’aver dimostrato di essere superiore agli avversari e quindi in grado di potercela ancora fare …. Forza ragazzi, dai, crediamoci, hai visto mai ……

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