Pisa capitale toscana dell’abusivismo commerciale e della contraffazione

PISA – Pisa capitale toscana dell’abusivismo e della contraffazione. La denuncia proviene direttamente da ConfcommercioPisa, che lancia l’allarme sulla situazione pisana.

“Nonostante siano anni che ci impegniamo per denunciare il fenomeno, la situazione, lontana dal migliorare, si è gravemente incancrenita. forse addirittura peggiorata” – commenta Federica Grassini, presidente di ConfcommercioPisa: “Ci sono zone prestigiose della nostra città letteralmente in balia di venditori abusivi, padroni di importunare turisti e cittadini. Credo che nessuna altra città turistica e non della nostra regione, possa vantare una così alta concentrazione e densità di venditori abusivi”.

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ConfcommercioPisa sta preparando un corposo dossier da presentare alla autorità, evidenziando le zone più a rischio della città.

Piazza dei Miracoli/Torre di Pisa/zone limitrofe – A partire dalla centralissima piazza del duomo, dichiarata patrimonio dell’umanità, come ci spiega Federica Grassini: “Le ultime immagini le abbiamo scattate alcune settimane fa e testimoniano di una situazione al limite del civile, se non addirittura drammatica. Nugoli imprecisati di venditori abusivi presidiano sistematicamente tutti gli accessi alla piazza, lato piazza Manin e strade adiacenti, lato piazza Arcivescovado. In pieno giorno, hanno la libertà di fermare centinaia e centinaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo, vendendo abusivamente merce contraffatta. L’autentica Torre di Pisa è sommersa dalla paccottiglia di prodotti falsamente griffati. Personalmente, non credo che esistano altri siti di valore artistico così mal ridotti come piazza Duomo”.

Parcheggio di via Pietrasantina e percorso turistico fino a Cocco Griffi. Oltre 50 mila autobus l’anno e 2 milioni e mezzo di persone sono un boccone troppo prelibato per i traffici dell’economia illegale e criminale pisana. Turisti e croceristi scendono dagli autobus e ad attenderli solo un cospicuo numero di venditori abusivi preparati a vendere loro oggettistica di ogni genere. Pochi passi ancora e tra bancarelle improvvisate e merce stesa per terra, i turisti prendono visione della prima, grottesca. “galleria commerciale pisana”.

Al mercato di via Paparelli la situazione non è certo migliore. Tra un banco regolare e l’altro, gli abusivi hanno tutta la libertà di apparecchiare i loro prodotti contraffatti. Gli uomini delle forze dell’ordine e della polizia municipale ammettono per primi di non avere forze sufficienti per stroncare il fenomeno. E così, il più importante mercato pisano deve convivere con uno spettacolo di illegalità indecorosa e spudorata.

Tirrenia/Piazza Belvedere – Come è noto, il litorale pisano non è esente dalla piaga dell’abusivismo e della contraffazione. Basta pensare al fatto che piazza Belvedere, se da un lato perde progressivamente presenze e turisti, dall’altro è diventata da alcuni anni meta di viaggi organizzati per acquistare scarpe, abiti, borse taroccati. Anche in questo caso, la rete dell’illegalità è forte di un numero così alto di manovalanza, che i pochi e sporadici controlli non hanno efficacia alcuna.

Stazione Ferroviaria – Un quartiere intero, una zona fino a pochi anni fa pregiata, adesso è diventata il più grande magazzino della città dedicato allo smercio di vestiti, borse, scarpe a poco prezzo, oltre a registrare una altissima concentrazione di minimarket. Qui quasi tutto è illegale: dalle insegne, agli orari di apertura, dagli scontrini alle fatture, dalle condizioni di igiene a quelle di sicurezza. I soldi facili e non tassati dell’economia criminale hanno cacciato quasi tutte le attività commerciali tradizionali e così, la porta di accesso della città è diventata una anonima terra di frontiera dove sicurezza e legalità economica non sono più garantite.

Centro storico asse corso Italia/Borgo – Anche l’asse del salotto buono non è esente dalla piaga dei venditori abusivi. Nella strada per definizione vocata allo shopping, tra boutique e multinazionali, c’è spazio per vendere di tutto e a tutte le ore sui marciapiedi di piazza del Carmine e di corso Italia. Dagli occhiali ai giocattoli, dalle borse ai braccialetti, mentre in Borgo Stretto è più diffuso il commercio abusivo di tipo ambulante.

Il direttore di ConfcommercioPisa Federico Pieragnoli considera “inaccettabile che una città come Pisa rinomata nel mondo debba essere ostaggio di questa situazione vergognosa”, mentre tira le conclusioni Federica Grassini: “Lo spirito della nostra denuncia vuole essere un appello accorato e documentato, affinché il tema della contraffazione, dell’abusivismo e della riqualificazione del centro storico pisano siano affrontati seriamente. Otto imprenditori e commercianti su dieci ci chiedono di intervenire, intervenire e intervenire. Come Associazione portiamo avanti questa battaglia da anni e per fine mese siamo pronti ad ospitare una nuova iniziativa denominata “Tutto ciò che sto per dirvi è falso” destinata a coinvolgere e sensibilizzare giovani e meno giovani. Quello che diciamo è che gli imprenditori non possono essere lasciati da soli a combattere questa battaglia per la legalità. La scorsa settimana abbiamo incontrato il vice prefetto vicario Dott. Romeo, il quale ha promesso il pugno duro nel contrasto all’abusivismo commerciale e alla contraffazione. Ci auguriamo che questa linea di condotta trovi riscontro pratico e che sia condivisa da Questore e Amministrazione Comunale”.

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