Parte da Pisa la “Guida 2020 delle Osterie d’Italia”

PISA – E’ toccato a Pisa l’onore di essere l’unica tappa della Toscana per la presentazione della “Guida 2020 delle Osterie d’Italia” , che celebra il trentennale dalla sua prima edizione, svoltasi giovedì 14 novembre presso il Teatro di Sant’Andrea.

di Giovanni Manenti

L’intervista ad Eugenio Signoroni

Un lavoro certosino, che ha consentito di recensire ben 1656 Osterie in tutta Italia – con un incremento di 184 locali rispetto all’edizione 2019 ed un ricambio pari a circa il 20% – con la Toscana a posizionarsi al secondo posto nel Paese, preceduta dal solo Piemonte, potendo vantare 134 segnalazioni, di cui 11 nella Provincia di Pisa, comprese tre – “La Gallina nera”, “L’Osteria dei Cavalieri” e “Ristoro Re di Puglia” – ricadenti nel nostro Comune, al quale sono stati abbinati i riconoscimenti che fanno bella mostra di sé nello scorrimento della Guida, vale a dire la “Chiocciola” – 268 Locali in Italia, di cui 28 in Toscana ed uno nella nostra Provincia – attribuita per i migliori menu presentati e la “Bottiglia”, viceversa assegnata s 399 Osterie in relazione alla loro offerta perla carta dei vini.

La Guida Osteria d’Italia 2020

Alla presentazione, strutturata sotto forma di un talk show sul tema, sono intervenuti Eugenio Signoroni (Curatore nazionale Guida Slow Food Osterie d’Italia), Gian Marco Mazzanti (Coordinatore Slow Food Regionale), Silvia Rolandi (Slow Food Toscana) ed, in rappresentanza del Comune di Pisa, l’Assessore al Commercio e Turismo Paolo Pesciatini, il tutto reso possibile grazie alla collaborazione con la “Condotta Pisa Monte Pisano” con a fungere da conduttore e moderatore Fausto Borella, noto volto televisivo, nonché, soprattutto, Presidente dell’Accademia “Maestro d’Olio”.

Un momento della conferenza stampa/1

Ed è proprio quest’ultimo a spiegare il connubio tra l’olio extra vergine d’oliva ed il circuito Slow Food, allorché riferisce come: “l’olio, a distanza dei 30 anni di vita della catena Slow Food, è per certi versi un prodotto ancora da scoprire, e pertanto la mia missione è quella di far conoscere l’olio extra vergine artigianale di qualità e che diviene di conseguenza un condimento essenziale per valorizzare i piatti, ed in quest’ottica la nostra Accademia non si pone certo come “competitor”, bensì in qualità di collaboratore del circuito Slow Food, così da creare una vera e propria sinergia tesa a far recepire al consumatore come sia altrettanto fondamentale, in un locale, abbinare anche un olio di qualità a prodotti di eccellenza, laddove si consideri il fatto che, subito dopo il Piemonte, viene proprio la Toscana a conferma della tradizione e cultura enogastronomica della nostra Regione“.

Guida Osterie d’Italia 2020 al Teatro Sant’Andrea

Chiaramente, il compito di illustrare i contenuti e le novità della Guida “Osterie d’Italia 2020” non può toccare che al curatore della stessa, vale a dire Eugenio Signoroni: “Ogni anno ci muoviamo per le presentazioni tra le varie Regioni e quest’anno siamo riusciti, grazie alla collaborazione con la “Condotta di Pisa”, a trovare un luogo che è importante in quanto ha ben tre Osterie recensite nella guida ricadenti sul suo territorio e pertanto ci è sembrato bello e giusto festeggiare proprio a Pisa il trentennale della pubblicazione“.
Oltretutto“, prosegue il curatore, “Slow Food arriva anch’esso quest’anno a festeggiare i 30 anni del proprio Manifesto, il che rappresenta un qualcosa di molto importante ed in questi giorni, durante i quali stiamo assistendo a quanto il cambiamento climatico incida davvero sulle nostre vite, le Campagne portate avanti da Slow Food per sensibilizzare le persone su come si possa migliorare la salute del Pianeta anche grazie alle scelte quotidiane nel settore alimentare è qualcosa di assolutamente fondamentale e, con la nostra Guida raccontiamo quei Locali che tutti i giorni si impegnano per promuovere un’alimentazione diversa“. “Ed è pertanto proprio in questa veste“, sottolinea Signoroni, “che i lettori potranno trovare 1656 Osterie recensite che propongono una cucina di territorio, tradizionale e che guarda al proprio contesto attraverso un dialogo costante con gli artigiani, i trasformatori e gli agricoltori, altresì proposta ad un prezzo giusto, poiché nelle Osterie, da sempre, uno dei temi è quello di offrire un menu a condizioni accessibili per i clienti, e quindi vi si potrà trovare tanta cucina di ogni angolo del Paese, fatta con attenzione, serietà ed amore“.

Tre le Osterie nella nostra città due in centro e una in periferia

Le novità sotto l’aspetto editoriale“, conclude il Curatore, “riguardano sia la grafica che il formato, con molti simboli ed indicazioni nuovi, tra cui mi preme ricordare, per queste ultime, l’aver evidenziato le Osterie più vicine sia alle Stazioni Ferroviarie che ai Caselli Autostradali, considerando che da sempre “Osterie d’Italia” rappresenta uno strumento utile per chi viaggia ed in questo modo riteniamo che lo possa essere ancora di più“.

Durante la cena

Ovviamente felice della scelta di Pisa per la presentazione della Guida 2020 l’Assessore Paolo Pesciatini, che commenta l’evento: “Si tratta di una Guida oramai consolidata a livello nazionale e quella di Pisa come unica sede di presentazione a livello regionale è una scelta che inorgoglisce tutta la città ed al tempo stesso, il patrimonio enogastronomico dalla medesima custodito e che altresì dimostra, proprio grazie a Slow Food che ci ha fatto l’onore di celebrare i 30 anni della sua pubblicazione, come Pisa sia in grado di contrastare, con le proprie prestigiose attività, anche la massificazione dei gusti in un mercato così turbolento che molto spesso deturpa quelli che sono i sapori autentici, a conferma del sistema di accoglienza della nostra cultura enogastronomica“.

Foto durante la conferenza stampa al Teatro Sant’Andrea a Pisa

A dimostrazione di ciò“, conclude Pesciatini, “valga il fatto che tre Osterie ricadenti nel nostro territorio comunale sono recensite nella Guida 2020, di cui due situate nel centro città ed una terza in periferia, un ulteriore elemento che testimonia quanto sia diffusa la presenza di nicchie di gusti e di sapori in questa straordinaria città“.

La serata è proseguita con una cena presso il “Ristoro Re di Puglia”, dove le tre Osterie pisane presenti nella guida hanno presentato tre distinti piatti, con “La Gallina nera” ad incaricarsi dell’antipasto, proponendo una panzanella invernale con cecio pisano, zucca e cipolla indolcita, nel frattempo “L’Osteria dei Cavalieri” ha proposto, come primo, tagliatelle fresche all’uovo sui pioppini ed al padrone di casa è toccato il compito di preparare i secondi, mettendo in tavola del coniglio alla brace ed il bollito di vitella con le sue salse, il tutto, per quanto ovvio, con vini perfettamente abbinati.

Osterie d’Italia 2020 – Curatori Eugenio Signoroni e Marco Bolasco – Collana Slow Food – €uro 22,00

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