Paolo Fontanelli e il perché del suo addio al PD. In tanti all’assemblea alla Stazione Leopolda

PISA – Hanno partecipato in molti nel salone storico della Stazione Leopolda venerdì 3 febbraio all’iniziativa promossa dal deputato On. Paolo Fontanelli e la senatrice Maria Grazia Gatti. Un incontro pubblico che i due parlamentari hanno voluto organizzare per spiegare in maniera più approfondita le ragioni della loro uscita dal Pd e le prospettive che si aprono per il futuro dei democratici.

di Antonio Tognoli

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Ed uno dei temi affrontati è stato proprio quello dei prossimi passaggi con l’organizzazione, in tempi brevi, di un’assemblea costitutiva del nuovo soggetto politico Articolo 1 – Movimento Democratici e Progressisti. Ma una delle esigenze emerse è quella di marcare stretti, anche sul locale, quei temi che caratterizzano il dibattito politico nazionale. Si parte subito venerdì prossimo, 10 febbraio alle ore 17.30 alla Stazione Leopolda, con un’iniziativa riguardante il Testamento biologico, che andrà in discussione alla Camera dei Deputati il 13 marzo. Un incontro pubblico dove interverranno politici ed esperti del tema come Maria Antonietta Farina Coscioni, Presidente dell’Istituto Luca Coscioni, il professor Marcello Buiatti, ordinario di biologia e genetica molecolare, il professor Sergio Bartolommei, docente di bioetica e la deputata del Movimento democratici e progressisti Marisa Nicchi. Promuove e introduce il deputato Mdp Paolo Fontanelli.

Prima della riunione noi abbiamo avvicinato l’On Paolo Fontanelli che ha parlato a Pisanews.

Fontanelli spiega la sua uscita dal PD: “Era inevitabile questa decisione di uscire dal PD perché ho lavorato molto per il progetto di questo partito. C’è chi è stato d’accordo e chi è stato contrario, un travaglio non breve, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso dopo non è stata solo la sconfitta al referendum”.

“Ho avuto molte chiamate da parte di compagni che non sentivano piuil PD come casa loro, m ac’è stato anche chi mi ha telefonato e che non condivideva la mia uscita, credendo che si poteva fare ancora una battaglia all’interno del partito”.

“In questo momento c’è la necessità di cambiare mettere al centro politiche sociali che diano una risposta al malessere generale, in primis essere più rigorosi sulla questione lavoro come la questione dei voucher. Una battaglia per l’equità pochi in questi anni si arricchiti, molti si sono impoveriti per colpa di una politica sbagliata”.

“Il job act sembrava un grande successo ma finiti gli incentivi adesso è diventato un problema ma di fatto l’art. 18 e stato tolto”.

“Ho aderito alla nascita di un nuovo partito democratico alla Camera nei giorni scorsi che dovrebbe essere il germoglio che farà sbocciare la nuova sinistra e dovrà riavvicinare gli elettori e creare un nuovo progetto rispetto alla crisi portando un vero progetto di cambiamento”.

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