A Palazzo Gambacorti uno striscione di solidarietà verso il popolo curdo

PISA – Dalla tarda mattinata del 2 marzo campeggia sull’entrata del Comune di Pisa posta in Piazza XX settembre uno striscione che esprime la solidarietà dell’amministrazione comunale verso il popolo curdo rispetto alle violenze che sta subendo in Turchia e non solo, la cui motivazione è stata spiegata agli organi di informazione nel corso di una conferenza tenuta presso la Sala dei Gruppi Consiliari di Maggioranza.

di Giovanni Manenti

E’ il Presidente del Consiglio Comunale, Ranieri Del Torto, ad illustrare l’iniziativa “che vuole rappresentare un giorno importante, fortemente voluto per dare seguito ad un percorso di incontro e confronto con le comunità curda e l’associazione “Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus”, per la difesa dei diritti del popolo curdo, la cui drammatica situazione in Turchia è ulteriormente peggiorata per la forte ondata di repressione in atto che è andata a colpire anche i deputati che avevano scelto di lottare per i diritti del proprio popolo in seno al parlamento turco, i quali sono stati arrestati, al pari di magistrati e forze dell’ordine non allineate al nuovo “status” di potere”. “L’apposizione dello striscione”, ha concluso Del Torto, “deve essere visto come un forte gesto simbolico che chiede pace e democrazia per il popolo curdo all’interno del proprio paese, così come pretende la liberazione di chi ancora si trova in prigione, e devo sottolineare come l’iniziativa abbia coinvolto tutti i Capigruppo consiliari, al fine di dare un messaggio forte alla cittadinanza intera“.

E’ quindi la volta dell’assessore Maria Luisa Chiofalo di prendere la parola, la quale pone l’accento ….”su come questa vicenda che opprime la minoranza curda rappresenti una assoluta impossibilità ad esercitare il proprio diritto di cittadinanza e che è altresì emblematica di quanto oggi sta purtroppo ancora avvenendo nel Mondo, ed è pertanto importante mettere in atto gesti come quello odierno che, se ad una lettura superficiale, possono sembrare fini a se stessi, in realtà hanno il fine di voler sensibilizzare la cittadinanza e l’opinione pubblica in generale, poiché di fronte a certe tematiche niente è peggiore dell’indifferenza, mentre invece è opportuno per ognuno di noi fare una seria riflessione nell’ambito dei diritti personali, in un’ottica di crescita collettiva cogliendo l’occasione di guardare anche in casa nostra, dove, ad esempio, non siamo certo un paese leader quanto alla libertà di stampa, mentre l’iniziativa odierna è frutto di una collaborazione molto stretta che da anni abbiamo sviluppato con il popolo curdo.”

Sulla stessa lunghezza d’onda si sono espressi Ferdinando De Negri (Capogruppo PD), Stefano Landucci (Capogruppo Gruppo Misto) e Francesco Auletta (Capogruppo PRC), i quali hanno tenuto a ribadire come …”si sia potuta organizzare questa giornata grazie all’impegno di tutti ed all’ampia convergenza sul tema, in virtù anche del confronto con la comunità curda e le associazioni che la rappresentano, volendo trasmettere un messaggio di solidarietà che speriamo sia solo il primo passo per stringere un vero e proprio patto di amicizia tra l’amministrazione comunale ed il Kurdistan, da siglare entro il corrente anno, ed è per questo importante il coinvolgimento dell’intera cittadinanza, al fine di mantenere elevato il tasso di attenzione su questa vicenda, che deve servire come monito affinché tutti i popoli vantare il diritto ai valori di libertà e democrazia“.

In chiusura, la drammatica situazione che vive il popolo curdo è stata illustrata dalla portavoce Martina Bianchi, la quale, nel ringraziare per il concreto atto di solidarietà nei confronti di cittadini che subiscono violenze quotidiane, “si associa al citato percorso di continuità nel progetto, affinché quello odierno sia solo un punto di partenza da sviluppare attraverso il patto di amicizia, perché ciò che sta accadendo in Turchia è una forma di potere occupazionale e dittatoriale esercitata da un Governo contro chi ha solo voluto portare avanti i propri legittimi diritti, ed al riguardo svolge una riflessione sul fatto che iniziative come queste poco valore possono avere se a livello nazionale ancora non si recepisce la gravità del problema, continuando a ritenere la Turchia un paese non a rischio ed ad intrattenere rapporti di natura commerciale, circostanza che impedisce ai rifugiati – in Italia come nel resto d’Europa – il riconoscimento della prevista protezione internazionale“.

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