Obiettori e ragazzi del servizio civile uniti per la Caritas Pisa. La proposta di Monsignor Filippini e Cecconi

Pisa – Monsignor Antonio Cecconi è stato presente e attivo all’evento nei locali del teatro Valgraziosa, dove i protagonisti sono stati gli obiettori di coscienza e i ragazzi in servizio civile che hanno svolto il loro servizio in una delle sedi della Caritas diocesana.

Le parole di Cecconi, oggi parroco di Calci e in passato direttore della Caritas diocesana di Pisa e vice di quella Italiana: “La preghiera dell’aviatore e quella del marinaio, che vengono recitate anche qui a Calci in occasione delle cerimonie in ricordo della tragedia del Monte Serra del 1977, sono inadeguate dal punto di vista teologico e anche in contraddizione con  la carta costituzionale: per questo ho scritto alla conferenza episcopale italiana chiedendo di valutare la possibilità di cambiarle’’.

L’evento di sabato 11 Marzo, organizzato in occasione della celebrazione di San Massimiliano, primo martire per obiezione di coscienza, ha visto la partecipazione di un centinaio in tutto quelli che non hanno voluto mancare all’incontro su un totale di 484 giovani che dal 1979 ad oggi, hanno deciso di dedicare un periodo della loro vita al servizio dei più deboli e di chi fa più fatica e che hanno affollato le poltroncine della sala teatrale.

Fra loro anche il professor Andrea Bonaccorsi, economista e preside del corso di laurea in ingegneria gestionale dell’ateneo pisano, l’assessore comunale Andrea Serfogli, l’amministratore unico della Sepi Michele Passarelli Lio, l’ex assessore provinciale Nicola Landucci, l’architetto Alessandro Baldassari, il vicepresidente delle Acli provinciali Andrea Valente  e molti altri obiettori e ragazzi in servizio civile che, negli anni, si sono succeduti nei servizi della Caritas diocesana.

La proposta avanzata da monsignor Filippini è stata la seguente: “Dal punto di vista teologico c’è bisogno di approfondire una teologia della pace a partire dalla quale rileggere la nostra fede cristiana: in tal senso è fondamentale insistere con impegno ancora maggiore per la promozione del dialogo ecumenico e interreligioso e occorre che la chiesa scelta con forza e convinzione teoria e prassi della nonviolenza. Papa Francesco lo ha fatto in modo inequivoco nel messaggio per la giornata mondiale della pace ma sarebbe importante che la Chiesa desse un segno concreto in tal senso: perché non destinare una quota, anche minima, dell’otto per mille al sostegno degli istituti e centri di ricerca impegnati nello studio e nella divulgazione delle scienze per la pace? Ci renderebbe molto più credibili, quando parliamo di pace”.

 

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