Come migliorare i servizi educativi

Pisa – La dotazione organica per i nidi comunali della città si è ristretta a 30 unità: ciò è dovuto alle condizioni migliori in cui i servizi educativi comunali del 2011 hanno permesso di lavorare, ma comunque in maniera limitata. Le funzioni educative non sono di natura burocratica , piuttosto la tecnologia dovrebbe servire a snellire le pratiche lasciando piu’ tempo alle attività educative propriamente dette

Negativo considerare la esternalizzazione dei nidi co\gestibile dal sindacato con la ridistribuzione dei carichi di lavoro e una dotazione organica maggiore visto che il blocco delle assunzioni ( 1 su 4 pensionamenti) ha finito con il ripercuotersi negativamente anche sui servizi educativi nei quali inoltre l’età media delle educatrici è salita paurosamente. Una parte della colpa è data anche all‘amministrazione, la quale non ha mai mirato a meccanismi di uscita dai servizi educativi dopo 30 anni di servizio con la mobilità interna, nonché la sostituzione del personale piu’ anziano con forza lavoro formata e giovane.

Quest’ultima risponde che ha buon gioco a ridurre i servizi a domanda individuale per la ridotta facoltà assunzionale  che non permette di mantenere la gestione diretta degli attuali servizi.

I delegati eletti nella lista Cobas dichiarano: “A noi non interessa continuare a far finta che l’obiettivo del sindacato sia quello di ritornare a 63 unità, noi tutte\i sappiamo che questo obiettivo per essere raggiunto avrebbe bisogno di un piano occupazionale ben diverso da quello approvato dalla Giunta e dovrebbe partire della rimozione di tutti i blocchi assunzionali con la reinternalizzazione dei servizi. Il processo di riduzione degli organici e della esternalizzazione dei servizi è partito molti anni fa , non è stato adeguatamente contrastato dalla rsu e dalle organizzazioni provinciali molte delle quali sono state addirittura conniventi con questi processi.

L’intento  della RSU è quello di spronare a guardare alla realtà odierna, alla gestione dei servizi, al rapporto con il personale esternalizzato dentro una ottica diversa, non per compartimenti stagni ma per costruire una gestione dei servizi migliore nell’interesse delle lavoratrici.

La conseguenza di questo silenzio assenso la si vede nelle condizioni retributive, contrattuali e di lavoro delle lavoratrici in appalto, per esempio quello che opera nei centri cottura e nelle scuole comunali.

Un servizio funzionante allora dovrebbe garantire:

  • una valutazione dei bisogni reali e oggettivi delle singole strutture

  • Snellimento delle richieste di tipo amministrativo.

“Non discutiamo sull’invio di turni, presenze, ma ad esempio sulle e-mail delle richieste di lavori che prevedono una burocrazia lunga complicata e sovente senza risposte. Nei nidi e nelle materne comunali mancano pc moderni e funzionanti, spesso manca perfino la connessione internet, il personale deve far fronte a strumenti inadeguati e a una formazione sull’uso degli stessi a dir poco inadeguata. E tra i fattori di stress c’è anche la scarsa valorizzazione del personale con valutazioni dirigenziali basse che hanno escluso gran parte delle educatrici dalla progressione economica orizzontale”:

  • copertura di tutto l’organico attraverso il concorso (con stabilizzazione delle precarie riservando loro la quota del 50% dei posti a disposizione). Una graduatoria funzionante per le sostituzioni.

  • La sostituzione del personale ausiliario comunale laddove si sono verificate uscite per inidoneità. Nel tavolo tecnico del giugno scorso era stata garantita la stessa dotazione organica e orario ( 2015-2016) delle ausiliare anche a fronte delle riduzioni dell’utenza per il 2016-2017.

  • garanzia sulla sostituzione di P.T, 104, ferie, malattie, permessi. Serve un accordo su questi punti che lasci poco spazio ad interpretazioni\letture unilaterali dell’amministrazione ricordando che dovremo contrastare la tendenza del Governo a ridurre i permessi anche attraverso la campagna contro l’assenteismo(nonostante l’età elevata le assenze nel pubblico in un anno sono calate del 6,2% stando ai dati della Ragioneria Generale)

  • chiarezza sui numeri anche in merito alle sostituzioni

  • un calendario formativo discusso a fine anno scolastico con il personale e presentato a Settembre

 

un buon piano per il monte ore del personale in appalto e la sostituzione delle ausiliarie comunali ( questo fa parte di una buona organizzazione ed è garanzia di qualità nonché sostegno al nostro lavoro).

 

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