Matricole & meteore: Alessio Cerci e Gilbert Agius

PISA – Parafrasando il titolo della celebre trasmissione tv, settimana per settimana andremo a ricercare due ex nerazzurri da mettere a confronto. Uno che da Pisa ha spiccato il volo verso il grande calcio, quindi la serie A e magari la Nazionale; ed un altro che dopo aver vestito i nostri colori, è praticamente uscito dai radar del calcio che conta.

di Marco Scialpi

La prima matricola è Alessio Cerci, nato a Velletri nell’estate del 1987. Muove i primi passi da calciatore nel Valmontone, prima di essere tesserato dalla Roma. Nella società giallorossa compie tutta la trafila del settore giovanile, fino a debuttare in prima squadra a solo sedici anni e mezzo, nel 2004. Viene buttato nella mischia da Fabio Capello al minuto 76 di un brutto Sampdoria – Roma, che finirà a reti bianche. Nelle due stagioni successive continua la spola tra primavera e prima squadra, mettendo insieme qualche scampolo di partita, tra cui una presenza di prestigio contro l’Inter.

Le doti sembrano quelle di un predestinato, perché Cerci nel massimo campionato giovanile sposta gli equilibri e segna con una regolarità disarmante. La prima esperienza lontano da casa, lo porta in Serie B, a Brescia. Parte con addosso l’etichetta di “Golden Boy” del calcio italiano e di conseguenza con grandissime aspettative e forse qualche pressione di troppo, a diciannove anni dimostra di non avere ancora le spalle larghe per reggere tutto questo. A fine campionato avrà messo insieme venti presenze, di cui molte da subentrato e nessuna marcatura.

2953737457_621c385bd8_oL’ occasione per un pronto riscatto arriva il luglio successivo, quando il Pisa, appena promosso in Serie B, cerca esterni di qualità per il 4-2-4 che aveva in mente il neo tecnico Gianpiero Ventura. L’ex romanista pare il profilo giusto: giovane, con qualità indubbie e soprattutto affamato, con la voglia di dimostrare che Brescia è stato solo un incidente di percorso. Giunge sotto la Torre in prestito, con diritto di riscatto, che poi non verrà esercitato a causa dei problemi societari culminati con il passaggio di proprietà da Covarelli a Pomponi.  Peccato gravissimo, perché avrebbe rappresentato un capitale enorme ed una potenziale importantissima plusvalenza. Il feeling con la squadra e la città è subito ottimo, tanto che la Curva Nord non tarda a dedicargli un coro personalizzato. Gioca con il piede invertito, sulla fascia destra, in modo da poter rientrare e tirare con il suo formidabile piede sinistro.

Si sblocca nella trasferta di Cesena alla terza giornata, e continua a segnare con regolarità, saranno dieci i gol a fine stagione, da ricordare la memorabile doppietta in un Pisa – Modena non adatto dai deboli di cuore, finito 3 a 3 e ricordato come una delle partite più belle mai viste all’Arena. In questi mesi conquista anche l’Under 21, infatti viene convocato da Mister Casiraghi per la partita contro l’Azerbaigian, si farà notare subito, segnando il momentaneo 3 a 0 per gli azzurrini.

Solo gli infortuni fermano un Cerci in formidabile ascesa, che stava trascinando il Pisa alle porte della Serie A. Si fa male una prima volta nella trasferta di Brescia ad inizio 2008, rientra poche partite dopo, ma il suo è un recupero troppo frettoloso e purtroppo presto ne sconterà le conseguenze, a Lecce il suo ginocchio cede: lesione del crociato e stagione finita. Chissà come sarebbe finita la stagione se lui e Kutuzov fossero arrivati in fondo integri fisicamente, purtroppo però i sostituti non si dimostrarono mai all’altezza e il sogno Serie A naufragò praticamente subito, ai Play Off, contro il Lecce di Papadopulo.

Nelle quattro stagioni successive indosserà le maglie di Atalanta, Roma e Fiorentina, alternando giocate formidabili e lunghe pause nel rendimento; condizionato anche da fastidiosi problemi fisici, come durante la sua esperienza a Bergamo, o da un rapporto difficile con la piazza, come a Firenze.

La svolta arriva quando, a inizio stagione 2012/13  quando approda al Torino, riuscendo a ricongiungersi con il suo mentore: quel Gianpiero Ventura che lo aveva lanciato poco più che ventenne a Pisa. Come per magia il rendimento di Cerci torna ad essere altissimo e come conseguenza naturale arriva anche la chiamata di Prandelli per la Nazionale maggiore. Esordisce a fine marzo contro il Brasile, per poi prendere parte anche alla Confederation Cup della scorsa estate.

Ad oggi è uno dei talenti più puri del calcio italiano, uno di quegli elementi in grado di decidere la partita in ogni momento. Il biglietto e la valigia per i Mondiali in Brasile sono già pronti, ed anche una chiamata da una grandissima del calcio italiano non tarderà ad arrivare.

La prima meteora, invece è il maltese Gilbert Agius, classe 1974, con un curriculum di tutto rispetto: 121 presenze nella propria nazionale con 8 reti, tre volte calciatore dell’anno in patria. L’esperimento era ambizioso, perché si era preso un giocatore di livello internazionale, con qualche esperienza nei primi turni delle coppe europee. Il risultato però fu disastroso:  solo sei mesi in nerazzurro, del tutto anonimi. Venne rispedito al mittente nel mercato di gennaio, insieme ad un altro straniero: Emmanuel Massaux.

Scommessa del duo Gerbi – Posarelli, che si apprestava ad intraprendere l’ultima stagione alla guida del Pisa, esordisce ad Arezzo alla seconda giornata, e nonostante la sconfitta dei nerazzurri, nella mezzora giocata dimostra qualità ed un buon piglio, che lo portano ad essere promosso titolare nella partita successiva con la Lucchese.

Emblematico della sua esperienza pisana è il tiro scoccato dalla grande distanza, proprio contro i cugini rossoneri, che finirà addirittura in fallo laterale. Le difficoltà di adattamento sono evidenti, accentuate anche da problemi fisici che lo perseguitano, nemmeno lo spostamento da centrocampista centrale a trequartista invertirà la tendenza. L’epilogo è inevitabile, alla riapertura del calciomercato firma per il Valletta, l’aria di casa e la ritrovata propria dimensione gli faranno bene, perché ricomincerà ad offrire un rendimento altissimo, condito da tanti gol e da numerosi campionati e coppe nazionali che ne arricchiscono il palmares.

Ha trascorso tutta la sua carriera nel Valletta, raccogliendo un bottino di 451 presenze arricchite da 175 gol. Oltre che le già citate 121 presenze nella propria nazionale. Rimane la macchia delle sole quattro anonime presenze a Pisa. Agius è stato un calciatore di indubbio talento, che non è stato capace di uscire dal contesto che lo aveva fatto grande, non riuscendo qui a fare il salto di qualità che gli avrebbe permesso di fare una carriera diversa, degna dei buoni colpi che aveva dimostrato di avere nelle sue corde.

 

Gilbert Agius che alza al cielo la coppa nazionale di Malta (foto www.vallettafc.net)
Gilbert Agius che alza al cielo la coppa nazionale di Malta (foto www.vallettafc.net)

 

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