Mangusta Oceano 42 è il primo scafo sfornato negli spazi del Consorzio Navicelli

PISA – E’ la chiglia in acciaio del Mangusta Oceano 42 il primo scafo uscito dagli spazi realizzati dal Consorzio I Navicelli.

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Una sorta di battesimo per il consorzio promosso da CNA e presieduto da Maurizio Bandecchi. Prosegue così con successo presso i Cantieri Overmarine-Mangusta di Pisa la costruzione del nuovo 42 metri in acciaio e alluminio disegnato da Alberto Mancini per la linea long range Mangusta Oceano.

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Terminati scafo e sovrastruttura nel cantiere (presso appunto il Consorzio I Navicelli) dedicato ai lavori di saldatura e sabbiatura, le due strutture sono state trasferite in un altro cantiere, poco più a valle sempre a Pisa in area Navicelli, dove le due strutture verranno tra loro unite e dove inizieranno i lavori di allestimento. I due Cantieri Overmarine-Mangusta sono situati nella Darsena Pisana, a 5 minuti dall’aeroporto di Pisa: 22,000 mq, di cui 9,000 coperti, e sono dedicati alla produzione in acciaio e alluminio del Gruppo.

Il Mangusta Oceano 42 sarà varato a Primavera 2016. Le dimensioni dello scafo ( appunto 42 metri, per una altenzza di qusti 8 metri e un peso di oltre 100 tonnellate pongono non banali problemi di movimentezione a terra dello stesso, tramite appositi carrelli teleguidati, ma appunto la versatilità della zona ed i grandi spazi a disposizione confermano le potenzialità dell’area.

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” E’ con grande soddisfazione ed orgoglio ed un pizico di apprensione, che abbiamo oggi visto uscire dai capannoni realizzati dal Consorzio I Navicelli il primo scafo – ha dichiarato il Presidente del Consorzio I Navicelli Maurizio Bandecchi – Un ringraziamento particolare va al gruppo Overmarine che fra i primi ha creduto nelle potenzialità di sviluppo offerte dall’area dei Navicelli di Pisa. Il nostro auspicio è che questo sia un promettente avvio e che altre realtà ed altre notizie come questa seguano l’esordio di Overmarine Mangusta. Stiamo alacremente lavorando, come consorzio, per completare la riassegnazione dei pochi lotti rimasti liberi grazie anche alla collaborazione e alla vivace progettualità dispiegata dalla Navicelli spa guidata dall’Ing. Giandomenico Caridi”.

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