L’uso dei fanghi in agricoltura: quanto è dannoso?

Peccioli – La normativa ammette l’utilizzo in agricoltura dei soli fanghi che “non contengono sostanze tossiche e nocive e/o persistenti, e/o bioaccumulabili in concentrazioni dannose per il terreno, per le colture, per gli animali, per l’uomo e per l’ambiente in generale”. Ma quanto è vero?

In realtà, nonostante queste clausole, le concentrazioni ammesse sotto il profilo medico-scientifico non possono in alcun modo essere considerate “non dannose” per la salute, in quanto trattasi di sostanze persistenti e bioaccumulabili.

Perciò, i componenti del “Progetto comune Peccioli” hanno scritto quanto segue:

“Proprio per questa persistenza e bioaccumulabilità noi pensiamo che sia necessario, proprio come responsabilità politica che tuteli consapevolmente il territorio ed i cittadini, non liquidare l’argomento spandimento fanghi come definitivamente archiviato; d’altra parte nemmeno si può minimizzare, propagandando una ricerca (di cui non possiamo contestare le procedure né i risultati scientifici in quanto non disponibili in dettaglio, poiché ciò che l’Amministrazione ha e ci ha messo a disposizione è decisamente POCO) che soprattutto prende in esame SOLO una parte del territorio interessato allo spandimento nel Comune di Peccioli, SOLO una parte delle aziende agricole coinvolte nella pratica. Infatti le autorizzazioni concesse dalla Provincia di Pisa ad aziende del comune di Peccioli negli ultimi 15-20 anni (e tale periodo è anche irrisorio in relazione alla persistenza e accumulabilità a cui accennavamo prima) per accogliere nei loro terreni agricoli fanghi da depurazione e non solo, sono DECINE, non certamente solo quelle che riguardano le 6 aziende prese in esame dallo studio commissionato dal Comune di Peccioli; lo stesso vale per gli ettari di terreno, destinato, negli anni successivi allo spandimento, alla coltivazione di grano o produzione di foraggio: è MOLTO, molto di più rispetto ai 400 ettari su cui si è basato lo studio. Se si considera che la quantità autorizzata per ettaro va dalle 15 alle 22,5 TONNELLATE, abbiamo una cifra in migliaia di tonnellate, da capogiro, che è meglio non  citare.

Al di là di pratiche illegali, perseguibili penalmente, se sono state compiute, perché non diciamo tutti insieme che tale pratica non è più proponibile, tanto più in un territorio che vuol credersi e farsi eccellenza di un turismo consapevole e di produzione alimentare biologica, oltretutto che sventola Bandiera arancione, sinonimo di attenzione e rispetto del territorio?

Perché, per quel che un Ente locale come il Comune può fare, non mettiamo in campo tutto il possibile per scoraggiare tale pratica e rendere sempre più consapevoli sia i cittadini che gli agricoltori?

Perché non ci facciamo promotori, a livello di Amministrazione comunale, di iniziative “forti”, magari in collaborazione con altre realtà locali sensibili (perchè non l’Unione Parco Alta Valdera?) che spingano Regione e Governo centrale a predisporre una più precisa ed innovativa legislazione che escluda dall’uso in agricoltura i fanghi come ammendanti?

Ecco, questo crediamo sia quello che debba esser fatto per un territorio, senza allarmismi, ma anche senza sottovalutazioni, che, attraverso slogan superficiali e massimalisti, perché non esaustivi, hanno reso alquanto poco credibile il marketing territoriale promosso dall’Amministrazione comunale di Peccioli.”

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