Lo “Zecchini” di Grosseto, campo stregato da quasi nove anni

PISA – Sono passati quasi nove anni dall’ultima vittoria nerazzurra in Maremma, fu una rete di Peluso a regalare i tre punti alla squadra di Antonio Toma. Da quel momento solo risultati sfortunati e delusioni, con annesse polemiche e cartellini rossi in casa Pisa.

di Marco Scialpi

La speranza che corre tra i tifosi è quella di riuscire a sfatare finalmente un tabù, che tra match in casa ed in trasferta non vede da tempo il Pisa uscire con in tasca l’intera posta in palio. All’andata fu uno scialbo zero a zero, condito dallo sfogo di Mister Pagliari a fine partita. Con quell’uscita, di fatto, “l’omone” di Macerata mise la parola fine, con un mese di anticipo rispetto all’esonero, sulla sua seconda esperienza all’ombra della Torre.

Correva l’ anno 2005, i nerazzurri si imposero, soffrendo per 1 a 0 allo “Zecchini”, cogliendo quella che di fatto è stata l’ultima vittoria contro i “torelli” del presidente Camilli. In una tiepida sera di fine ottobre fu una zampata di Peluso ad illudere i tanti tifosi giunti a Grosseto. Con Toma, dopo il difficile avvio di Domenicali, la stagione sembrava aver preso la piega giusta. Purtroppo però, la squadra era stata costruita con giocatori del tutto inadeguati per la categoria e la piazza, tra gli altri ricordiamo Mariscoli, Maranzano, Gallaccio e Campisi, vere e proprie meteore nel calcio professionistico; così che per ottenere una insperata salvezza si dovette passare dai Play Out e dal miracolo di Baggio al novantottesimo minuto contro la Massese del futuro vice-Conte alla Juventus: Angelo Alessio.

Le strade delle due compagini si incroceranno di nuovo la stagione successiva, quando il Grosseto vincerà il campionato ed il Pisa conquisterà la Serie B tramite i Play Off. Pareggio 0 a 0 all’Arena e secco 2 a 0 per i biancorossi al ritorno in casa, con reti di Zizzari e Cipolla. Quella fu l’ultima partita di Christian Puggioni in nerazzurro, prima di passare alla Reggina, il portiere al pari Raimondi, venne espulso; con i compagni ridotti in doppia inferiorità numerica.

Nel magico campionato di Serie B 2007/08, la corsa di un Pisa che stava vincendo ovunque, espugnando anche campi molto ostici come Mantova, viene ancora fermata dai Maremmani, che si impongono ancora una volta per 2 a 0, con reti del futuro capitano nerazzurro Marco Carparelli e dell’ ex grande promessa del calcio italiano Simone Dell’Acqua. Gli uomini di Ventura arrivano allo “Zecchini” in evidente debito d’ossigeno per le grandi prestazioni dei mesi precedenti e dimostrano che i ricambi, come Rayczi e Carrozza, non sono all’altezza dei titolarissimi, che giocoforza si trovano a dover tirare il fiato, dopo un inizio di stagione travolgente. Ancora cartellini rossi in casa Pisa, vengono cacciati Trevisan e di nuovo, come l ‘anno prima, Raimondi, al centro di un controverso episodio con un raccattapalle.

L’ultimo precedente, in ordine di tempo, risale alla stagione 2008/09, Ventura si trova al timone di una squadra completamente allo sbando, lasciato solo da una società completamente assente, che trascinerà i nerazzurri di nuovo nel baratro del fallimento, a distanza di quindici anni da quello di Anconetani nel 1994.

Il Grosseto vince 4 a 1, dopo essere andato in svantaggio per una rete di Genevier su rigore, il francese, nonostante avesse firmato un contratto che lo avrebbe legato al Siena dalla stagione successiva, fu uno dei pochi a salvarsi di quella disgraziata annata, comportandosi sempre da gran professionista.

L’illusorio vantaggio fu presto ribaltato dalle reti di Pellicori e Cordova, con i biancorossi che poi dilagheranno nel finale con la doppietta di Pichlmann; camminando sulle macerie di una formazione che al centro della difesa vedeva l’esordiente Musca, poi sparito dai radar del calcio che conta in breve tempo ed un inedito centrocampo a tre con l’acerbo Radovanovic, oggi onesto gregario in Serie A, ad affiancare il duo Genevier – Braiati, che tante soddisfazioni aveva dato solo dodici mesi prima.

Una squadra molle e senza spina dorsale, fotocopia perfetta della situazione che stava vivendo a livello dirigenziale, non potè che crollare di fronte ad un sodalizio solido e ben concepito come quello Grossetano, che un anno dopo arriverà addirittura a sfiorare la Serie A.

Chissà che questa striscia di risultati negativi, non possa giungere alla fine già stasera. Questa è l’auspicio di tutti, per riaccendere l’entusiasmo di una piazza sfiduciata dalle continue batoste, ma che lotta orgogliosamente per riprendersi il posto che le compete, nel calcio che conta.

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