Le dichiarazioni di Pieragnoli dopo il decrete Milleproroghe

Pisa – Federico Pieragnoli, direttore di ConfcommercioPisa sostiene: “Se i Comuni non hanno intenzione di rispettare fino in fondo gli accordi previsti con l’Intesa del 2012, finalizzata a salvaguardare la professionalità di impresa e quella maturata sul posteggio in concessione, allora dobbiamo impegnarci tutti insieme per fare uscire gli ambulanti dalla direttiva Bolkestein con un decreto legge immediato”.

Il caos generato dall’ultimo decreto Milleproroghe, ha provocato la reazione succitata del direttore. La legge prevede la proroga delle concessioni per gli ambulanti al 31 dicembre del 2018, ma senza nulla dire sui bandi già avviati, molti dei quali in pieno espletamento: “Da qui la confusione totale” – spiega Pieragnoli – “con alcuni Comuni che hanno sospeso i bandi, altri che hanno deciso di andare avanti, riservandosi eventuali correttivi dopo la conversione in legge del decreto, altri ancora che hanno preferito non scegliere per evitare un possibile danno economico. Questa incertezza deve finire, con il rischio sempre più concreto della direttiva Bolkestein sulla testa di 14 mila imprese toscane di cui oltre 2.000 pisane, direttiva che se venisse applicata in tutte le sue declinazioni toglierebbe ogni certezza alle imprese ambulanti. Di fatto tutti i bandi per il rinnovo delle concessioni dei posteggi nelle fiere e nei mercati verrebbero messi in gioco, azzerando in un colpo solo ogni differenza tra imprese, a partire dai valori dell’esperienza, della professionalità, della serietà”.

Continua Pieragnoli con dichiarazioni dirette: “Non vogliamo più essere presi in giro. Speriamo che il nostro appello sia raccolto prontamente dalle istituzioni e dalle forze politiche. Se, in sede di conversione, il Milleproroghe dovesse contenere ancora la misura irrazionale della proroga delle concessioni, chiediamo con forza un decreto legge che sancisca l’uscita dalla direttiva Bolkenstein. Se ciò non avvenisse, siamo disposti a scendere in piazza per far sentire la voce di queste migliaia di imprese”.

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