Le calzature affossano l’export pisano

PISA – Il 2014 è stato un anno di crescita (+3,1%) per il commercio mondiale. Tuttavia, secondo Istat, questa tendenza non ha interessato la provincia di Pisa che, con un -1,8% rispetto al 2013, si è mossa in controtendenza non solo rispetto alla Toscana (+2,2%) ma anche all’Italia (+2,0%).

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Il risultato, così come emerge dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa, ha però una specifica connotazione settoriale. Sono infatti le calzature (con una contrazione di quasi il 30%) e la meccanica (-7,1%), a determinare questa contrazione mentre due colonne portanti del tessuto produttivo pisano, il cuoio ed i motocicli, avanzano. Pisa mostra comportamenti differenti rispetto alla Toscana e all’Italia anche sul fronte delle importazioni. Nel 2014 l’import pisano ha continuato a crescere (+6,1%) a fronte delle flessioni registrate a livello nazionale (-1,6%) e, soprattutto, toscano (-4,9%).

ESPORTAZIONI. Tra il 2013 ed il 2014 il valore delle calzature pisane complessivamente esportate subisce un vero e proprio tracollo passando da 320 milioni di euro a 226 (-29,4%). Oltre che per le calzature, l’anno che si è appena concluso risulta essere negativo anche per la meccanica (-7,1% nel suo complesso) che soffre del calo della domanda non solo tedesca (il paese dove, tra l’altro, Pisa perde di più) ma anche di Francia, Turchia e Corea del Sud. Il 2014 si chiude sottozero, dopo quattro anni di crescita, anche per mobili che con un -5,7% scendono sotto quota 80milioni di euro. A fronte di parecchi segni meno, i due principali settori di esportazione della provincia di Pisa, cuoio e motocicli, continuano a crescere. Tra i due la spinta più rilevante viene dal cuoio (+3,6%) che a fine anno tocca il record di 719milioni di euro di produzione esportata. Il settore trae beneficio degli ottimi risultati ottenuti in Vietnam, Germania, Spagna, Corea del Sud e Portogallo mentre altri mercati, tradizionalmente importanti per il settore, come Hong Kong e Francia, arretrano. Dopo un biennio di flessioni ritrovano la strada della crescita anche i motocicli (+1,8%) grazie soprattutto a molti paesi europei, eccetto la Germania. Vanno bene, a seguito dell’accelerazione dell’economia mondiale, anche le esportazioni di prodotti base per l’industria come i metalli (+17,6%), i prodotti chimici di base (+3,4%), gli altri prodotti chimici (+2,2%) ed il vetro (+14%). In crescita, per il sesto anno consecutivo, anche il vino pisano: +2,3%. E’ l’Europa, da un punto di vista territoriale, a tenere sotto la linea di galleggiamento l’export pisano. In testa a questo gruppo troviamo la Germania (-11,6%) ma anche la Francia (-0,4%) e Regno Unito. Uniche eccezioni di rilievo, in Europa, sono rappresentate da Spagna (+8,9%), Portogallo (+4,4%) e Paesi Bassi (+2,8%). Molto eterogenee le evoluzioni registrate dall’export pisano diretto in oriente. Da un lato, infatti, Hong Kong (-3,6%) e Cina (-2,5%) perdono terreno mentre crescono in modo rilevante Vietnam (+52,7%), India (+23,7%) e Corea del Sud (+3,2%). Gli Stati Uniti -primo paese extra europeo di destinazione dei prodotti pisani- fanno segnare un +5,5%.

IMPORTAZIONI. A spingere le importazioni pisane sono soprattutto i prodotti dove il traffico di perfezionamento risulta rilevante come il pelli-cuoio (+14,2%) ed i cicli-motocicli (+22,7%). Piuttosto frastagliata la dinamica degli acquisti dei prodotti per l’industria. Se da un lato flettono i chimici di base (-8,0%), i metalli non ferrosi (-7,9%) e gli articoli in gomma (-6,1%) dall’altro avanzano il legno (+5,4%), gli altri prodotti chimici (+38,2%) e le altre materie plastiche (+14,9%). Interessante, considerando i risvolti dal lato degli investimenti, la crescita dell’import di prodotti meccanici (+0,7%). Nel 2014 gli Stati Uniti (+28,9%) contribuiscono in modo incisivo alla crescita dell’import pisano. A determinare questo risultato giocano un ruolo di primo piano non solo il cuoio ma anche gli animali vivi (al cui interno sono rinvenibili materiale da riproduzione e cavalli da corsa), la meccanica e gli utensili. Alle spalle degli Usa troviamo due paesi europei come Francia (+8,2%, grazie ai prodotti chimici e pellame grezzo) e Polonia (+39,6%, grazie ad abbigliamento e motocicli).

IL PUNTO DI VISTA DEL PRESIDENTE PIERFRANCESCO PACINI. “L’andamento dell’export pisano – commenta il Presidente della Camera di Commercio di Pisa Pierfrancesco Pacini – è fortemente influenzato dalla caduta del calzaturiero e della meccanica a sua volta riconducibile alla debolezza della domanda tedesca. Tuttavia, osservando la crescita dei nostri principali settori esportatori come il cuoio ed i motocicli ma anche di interessanti new entries come il vino – sottolinea Pacini – ci rendiamo conto di essere di fronte ad imprese che hanno saputo superare le difficoltà degli ultimi anni attraverso un innalzamento dei propri livelli di competitività. Consci dell’importanza dei processi di internazionalizzazione, ancor più rilevanti in una fase in cui il mercato interno langue, la Camera di Commercio continua ad operare su questo versante non solo attraverso contributi per la partecipazione a fiere estere e per progetti di internazionalizzazione ma anche continuando ad accompagnare le nostre aziende ad importanti kermesse internazionali dell’alimentare, come il Vinitaly e Tuttofood, proprio nell’anno dell’EXPO.”

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