La questione Canapisa

Pisa – Dibattiti e polemiche sulla questione Canapisa. Le autorità possono vietare le manifestazioni pubbliche “soltanto per comprovati motivi di sicurezza e di incolumità pubblica.

Ancora polemiche e scompiglio in seguito al consiglio comunale intorno alla manifestazione annuale di Canapisa, durante il quale sono stati discussi cinque punti all’ordine del giorno: tra questi, lo svolgimento della manifestazione in città (solo uno di questi era a favore dello svolgimento della stessa). E’ inaccettabile l’atteggiamento di chi ha usato, in modo improprio, il consiglio comunale per impedire lo svolgimento di una manifestazione pubblica, pacifica e dai contenuti politici importanti.
Non è il consiglio comunale ad avere il diritto di autorizzare le manifestazioni pubbliche, bensì la Questura, alla quale deve essere semplicemente dato preavviso dagli organizzatori dello svolgimento con almeno 3 giorni di anticipo.
La Costituzione italiana garantisce il diritto di manifestare: un diritto che si vuole prolungare fino al 20 Maggio per la sedicesima edizione del Canapisa.
Contrarietà per chi l’atteggiamento di chi amministra questa città, che guarda sempre al dito e mai alla luna, sempre al presunto decoro urbano e mai al merito politico delle manifestazioni del pensiero.
Indignati, i sostenitori del Canapisa, additano l’amministrazione per la mancanza di interesse e diligenza nel trattare il tema.

Non è «un insolitamente clandestino “rave party”» come è stato definito nell’ordine del giorno presentato dal PD, perché si svolge alla luce del sole e parla alla città del bisogno non più rinviabile di invertire la rotta sulle politiche proibizioniste che nulla di buono hanno prodotto: arresti, condanne, repressione, criminalizzazione, sovraffollamento delle carceri, sovraccarico del sistema giudiziario, e in tutto questo neanche un centesimo è stato sottratto al mercato delle narco-mafie.
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