La libreria Punto Einaudi di Pisa lancia l’iniziativa Parole di piombo, proiettili di carta: la morte del commissario Luigi Calabresi

PISA – «Penso che Calabresi sia stato ucciso giorno dopo giorno con attacchi costanti e volgari manifestazioni di odio. Un giorno mi permisi di dirgli: “Ma perché resti qua e non vai via? Qui corri dei grossi rischi!”. Lui mi rispose: “Io non devo andare via perché non ho fatto niente e non ho nulla da nascondere”.

Condividevo il suo pensiero. Lo Stato aveva il diritto di proteggerlo con la scorta. Ma questa precauzione non fu presa». Queste parole sono di Achille Serra e sono anche l’inizio del viaggio che propone la Libreria Punto Einaudi in piazza San Frediano, 10 a Pisa venerdì 24 aprile a partire dalle 18.00. L’iniziativa, organizzata dal gruppo di giovani che gravitano e collaborano con il Punto Einaudi (Dario Barbera, Chiara Aurora Gagliano e Francesco Padovani), si sviluppa seguendo un percorso di lettura che proporrà una ricostruzione della tragica storia del commissario Luigi Calabresi, assassinato a Milano il 17 maggio 1972, al culmine di una feroce campagna di stampa che additava in lui il principale responsabile della morte dell’anarchico Pinelli. “A partire da questo clamoroso errore giornalistico, smentito dalla sentenza D’Ambrosio del 1975, cercheremo – dicono i tre giovani – di fare i conti con il periodo convulso degli anni di piombo e con le contraddizioni di quel periodo, facendo emergere con forza le ragioni delle vittime della violenza, troppo spesso relegate in un angolo dall’indifferenza delle istituzioni”. L’iniziativa è direttamente legata alla memoria collettiva che in questi giorni celebra i 70 anni della Liberazione ed è per questo che il viaggio di parole e letture si chiude con questo pensiero: “La nostra riflessione raggiunge un bivio, e qui ci fermiamo per questa sera. Da un lato la celebrazione dei martiri ridotti a mito, che avviene in pubblico e produce paradossi, accumulando eroi contro eroi. Dall’altro la com-memorazione, che è silenziosa e sobria, e davanti alle molte verità dell’uomo sceglie il rispetto e la condivisione. Pensiamo che sia discrezione dei singoli decidere a quale tipo di “memoria” votarsi”.

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