Interrogazione di Poli al Sindaco di Cascina sulla riforma sanitaria toscana

Cascina – Il consigliere comunale Fabio Poli interroga il Sindaco e la Giunta comunale per una eventuale convocazione di un consiglio comunale aperto sullo stato di applicazione della riforma sanitaria toscana nel comune di Cascina e limitrofi.

L’interrogazione parte da alcune premesse:

  • che le ripetute manifestazioni di crisi nel sistema sanitario provinciale e, in particolare nei settori dell’emergenza, della diagnostica e del post acuto avrebbero già imposto un immediato rafforzamento della sanità territoriale;
  • che purtroppo tali operazioni non hanno ancora avuto avvio e, sopratutto sul ns. territorio, assistiamo ad inspiegabili ridardi di programmazione delle strutture previste dalla riforma regionale;
  • che la Società della Salute zona pisana, da tempo, ha già avanzato alla Regione Toscana una proposta che prevede la realizzazione di tre Case della Salute, sul terrritorio di propria competenza, per completare un sistema articolato, da parte dell’ Azienda USL Toscana nord ovest, su distretti e presidi ospedalieri nettamente separati dall’attività dell”Azienda Ospedaliera integrata con l’Università di Pisa che persegue, invece, un modello di ospedale ad intensità di cura e di alto profilo scientifico e ricerca.

La constatazione del consigliere parte da fatto che:

  • ad oggi, una realizzazione effettiva è prevista solo nel comune di Pisa, più esattamente nelle strutture di via Garibaldi mentre, le altre, non sono state ancora definite nè per localizzazione nè per tempi di realizzazione;
  • l’edificio presente sul ns. territorio, ormai ultimato da tempo e pronto ad ospitare il nuovo distretto sociosanitario, causa una progettazione datata non è più rispondente ai modelli organizzativi previsti dalla Regione Toscana e inadeguato, sotto il profilo dimensionale, adr ospitare quei servizi attualmente erogati nell’edificio di proprietà della Società di Mutuo Soccorso di Navacchio. Ciò comporta un’evidente peggioramento del servizio fornito nonché conseguenti e probabili aumenti del rischio a carico dei cittadini;
  • si rende inderogabile la necessità di individuare, da parte dell’attuale amministrazione, una collocazione della casa della salute sul territorio comunale e che, la stessa, si attivi perchè sia riconosciuta una priorità di realizzazione ai comuni, quale il nostro, che non sono sede di strutture ospedaliere;
  • in questa discussione, si rende quantomai necessario il coinvolgimento del mondo del volontariato, del privato sociale, delle Società di Mutuo Soccorso che, a più riprese e, anche in un recente passato, hanno manifestato la volontà di concorrere alla costruzione di un sistema sanitario locale più puntuale e vicino ai bisogni di salute del cittadino.

Si attende la risposta.

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