Incendio treno, è ancora in sosta a San Rossore. Tagliente: “E’ stato un guasto elettrico a causare l’incendio”

PISA – Sosta adesso nello scalo della stazione di Pisa San Rossore,le carrozze e il locomotore protagonisti ieri sera di un principio di incendio nella campagna di Migliarino. Ricordiamo l’IC 522 proveniene da Napoli e diretto a Sestri Levante.

Giunto nei pressi di Migliarino e oltre la ex stazione di “Migliarino Pisano”,veniva fatto arrestare dal macchinista dopo che tra la pen’ultima e ultima carrozza si era generato un vero e proprio incendio. Caos e panico ,che, grazie al personale FS e della volante della polizia giunta nel punto di arresto del treno sono riusciti a mitigare con un ottima professionalita’. Resta da capire i motivi di tale incendio. Il treno completo ,come detto, staziona piantonato dalla polizia per gli eventuali accertamenti degli inquierenti. Prende sempre piu’ piede l’ipotesi del corto circuito ad uno dei quadri elettrici di una delle ultime due carrozze in composizione al treno, che, ha innescato le fiamme e il fumo che ha invaso l’intero convoglio. Trenitalia ha comunicato che la carrozza in questione era stata appena revisionata. Sicuramente nei prossimi giorni non mancheranno le polemiche sulla sicurezza e sulla manutenzione dei rotabili. Il ricordo della strage di Viareggio e’ ancora impresso nella memoria di molti e l’efficenza e controlli manutentivi sono una priorita’ assoluta nel trasporto ferroviario.

trenitalia

IL PENSIERO DI TAGLIENTE. E’ stato probabilmente un guasto elettrico a innescare l’incendio nella penultima carrozza dell’Intercity Napoli-Sestri Levante andata completamente distrutta la notte scorsa a Migliarino Pisano. E’ quanto si è appreso dopo il sopralluogo al treno, trasferito allo scalo Campaldo di Pisa San Rossore, effettuato stamani dal prefetto pisano Francesco Tagliente insieme al comandante dei vigili del fuoco di Pisa Marco Frezza e al vicecomandante della Polfer Giuseppe Caiazza. ”Le successive indagini chiariranno meglio le cause – ha spiegato Fezza – ma sembra plausibile che il fuoco si sia sprigionato in fondo al vagone dove è posizionato il quadro elettrico”. Tagliente ha ringraziato la macchina dei soccorsi ”per la tempestività dell’intervento”, ed elogiato ”la condotta di Ferrovie e personale viaggiante del treno che ha agito con abilità mettendo subito in sicurezza tutti i viaggiatori”. ”E’ stato il macchinista del convoglio – ha aggiunto Caiazza – ad accorgersi dell’incendio e a dare l’allarme”. E in una nota anche Trenitalia precisa che ”il personale di macchina, accortosi immediatamente di quanto stava succedendo, è prontamente intervenuto facendo scattare i piani di emergenza previsti: ha arrestato la marcia del treno e ha avvisato i Vigili del fuoco e le squadre di emergenza: gli impianti di segnalazione di allarme a bordo, infatti, hanno avvisato il macchinista sullo stato di alcuni impianti, in particolare quelli sul controllo delle porte di salita”. Non è escluso che qualche testimone abbia avvisato dalla strada il 113 dopo avere visto il fumo tant’è che la scorsa notte una pattuglia in transito sull’Aurelia si è messa subito in contatto con i macchinisti. ”Di fronte a un problema potenzialmente gravissimo – ha concluso Tagliente – la risposta della macchina dei soccorsi è stata perfetta e in pochi minuti è stata garantita assistenza e competenza: il sindaco di Vecchiano aveva anche già approntato un centro di accoglienza di cui per fortuna non c’è stato bisogno”.

IL PENSIERO DI CODACONS“ I treni italiani non sono solo in costante ritardo, spesso sporchi e sempre molto costosi, ma ora vanno anche a fuoco”. Lo afferma il Codacons, commentando l’incendio scoppiato sull’Intercity 522 Napoli-Sestri Levante. “Si tratta di un episodio inquietante, sul quale le autorità devono fare massima chiarezza – afferma il presidente Carlo Rienzi – Negli ultimi anni l’attenzione delle Ferrovie dello Stato si è spostata sempre più in favore dell’Alta Velocità, più remunerativa per l’azienda, a discapito degli altri collegamenti, che hanno subito tagli e drastiche riduzioni. Non vorremmo che l’incidente dell’Intercity 522 sia in qualche modo riconducibile proprio alla politica delle Ferrovie, che dirotta risorse verso l’Alta Velocità a danno dei treni più lenti e meno costosi come l’Intercity”.

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