Il Sindaco Filippeschi contro il presidente del Senato Grasso: “Sulla riforma delle autonomie una grave forzatura”

PISA – “La sortita del presidente Grasso è una forzatura molto grave. Il presidente del Senato eccede i suoi compiti di garanzia. Prendendo parte impropriamente, dà sponda consapevolmente ai conservatori di ogni genere e per ogni motivo”.

Lo afferma in una nota il sindaco di Pisa e presidente nazionale di Legautonomie, Marco Filippeschi, commentando le interviste del presidente del Senato ad alcuni quotidiani nelle quali ipotizza un Senato costituito anche da un centinaio di senatori eletti. “Grasso – dice Filippeschi – elude le previsioni programmatiche dei governi Letta e Renzi, già votate dalle camere, si pone in contrasto con le posizioni prevalenti della Commissione per le riforme istituzionali e si contrappone agli esiti della Consultazione pubblica sulle riforme costituzionali promossa dal ministro Quagliariello, che ha dato esiti chiarissimi a favore dell’istituzione di una camera delle autonomie espressione dei rappresentanti di regioni e comuni. Inoltre, interviene con poco rispetto, come se i comuni e le regioni non avessero espresso i loro chiari pareri favorevoli all’elezione indiretta della nuova camera”.

Marco Filippeschi

Secondo il leader di Legautonomie, “per la Costituzione regioni e comuni non sono la serie B” ma anzi “hanno una piena titolarità di rappresentanza, chiedono riforme di stampo federalista e non necessitano di tutori aggiunti”. “Questa realtà evidente a tutti – sottolinea Filippeschi – non rende necessari i correttivi impropriamente proposti dal presidente del Senato. Traspare invece la volontà di assecondare l’opposizione alla riduzione del numero dei parlamentari eletti e a un utile allineamento alle proporzioni fra rappresentanti e rappresentati proprie dei sistemi istituzionali di tutti gli altri principali paesi. Perciò si propone un pastrocchio incoerente con l’impianto della Costituzione, squilibrato e inaccettabile, mai visto per altro nei trent’anni perduti di discussione sulla riforma della Costituzione. In realtà c’è chi lavora perché tutto rimanga com’è, nonostante la crisi verticale dello Stato e la sfiducia estrema nella politica”. Infine, Filippeschi promette battaglia da parte degli enti locali perché “serve un cambiamento forte e coerente, come ogni volta ha esortato a fare il presidente Napolitano: quello che è nell’interesse del paese e che i cittadini vogliono e che da troppo tempo è eluso per questo sindaci e i rappresentanti delle regioni si faranno sentire, affinché oggi vinca il cambiamento necessario”.

Fonte: ANSA

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