Il personaggio. Mister Arnaldo Franzini, “Il Profeta”, quel gol alla Juve e il gran rifiuto alla Piacenza biancorossa

PISA – Nel piacentino e oltre Arnaldo Franzini, classe 1968, nativo di Vernasca (Piacenza) e’considerato “Il Profeta” del calcio provinciale, colui, che e’ stato capace di guidare conasecutivamente la formazione meno nobile del capoluogo, la Pro Piacenza, dall’ Eccellenza alla D e quest’anno per la prima volta nella storia del club tra i professionisti in Lega Pro.

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IL MISTER DELLA PRO PIACENZA ARNALDO FRANZINI (foto tratta da professionecalcio.net)

Una Lega Pro afferrata tutta d’un botto già a due giornate dalla fine, grazie all’affidamento ad un gioco difensivo da manuale e all’umilta’ di un tecnico esperto al midollo della D e della C da tecnico come giocatore. Restera’ nella storia sua e della piccola squadra emiliana del Brescello il gol clamoroso che Franzini in persona segno’ alla Juventus nella gara d’andata in casa per i sedicesimi di finale della Coppa Italia, Brescello-Juventus 1-1 04-09-1997. Si tratto’ del suo secondo gol in stagione per un centrocampista piu’ avvezzo a recuperare la palla che buttarla dentro, ma fu senza dubbio la rete piu’ indimenticabile della carriera e degli annali del Brescello Calcio, che tutti ricordiamo per aver estromesso il Pisa nelle semifinali play-off.

Adesso a quasi 20 anni di distanza molte cose sono cambiate, Franzini e’ passato dal campo alla panchina, ha preso il posto di quel Giancarlo D’Astoli, suo maestro proprio a Brescello e guida senza paura una squadra vergine alla Leg Pro, che ha deciso di continuare da ola l’avventura dopo aver pensato di unirsi con il Piacenza biancorosso di tutti italiani in campo nella fine degli anni ’90, il Piacenza della serie A e poi del fallimento. Il Piacenza sconfitto e lasciato in D, ma adesso agguerrito e pronto a sedurre lo stesso Franzini. Ma “Il Profeta” non ha ceduto alle lusinghe, ed e’ rimasto in sella alla sua truppa “rock” e nonostante la penalizzazione e le insidie di un torneo nuovissimo e misterioso, non ha alcuna paura di sorprendere, come con quel gol alla Juventus.

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