Il Municipio dei Beni Comuni risponde all’assessore Danti: “Si faccia chiarezza sull’ex Colorificio”.

PISA – Sull’ex Colorificio e il suo futuro si deve fare assoluta chiarezza, senza l’ombra di alcuna strumentalizzazione, tanto meno da parte delle istituzioni cittadine. Dopo le dichiarazione degli ultimi giorni pronunciate dall’Assessore Danti e riportate dalla stampa, è doveroso ristabilire una ricostruzione esatta e dimostrata dei fatti.

Il 17 dicembre, durante l’incontro con l’assessore Danti e l’assessora Zambito, il Municipio dei Beni Comuni ha avanzato le sue proposte per il riutilizzo dell’area industriale, informando i succitati anche dell’urgenza di una mediazione con la proprietà, visti i tempi risicatissimi prescritti per il ‘trasloco’ post-sgombero dagli spazi dell’ex Colorificio. Il termine di quest’ultimo era – lo ricordiamo – il 5 Marzo, intervallo che metteva in grave difficoltà associazioni storiche come la palestra d’arrampicata di Equilibri Precari, oppure la Biblioteca Babil con i suoi 10.000 volumi.

Da allora, come testimoniano numerosi comunicati e articoli usciti sulla stampa, non solo non è stato più convocato alcun tavolo, nonostante i ripetuti solleciti, ma da quel dicembre nessuna comunicazione è stata inviata dagli assessori alle associazioni. Anche quando l’assessore Danti, accompagnato dal segretario comunale di Sel Paolo Fornai, è venuto in visita al Distretto mai ha fatto cenno ad alcun incontro o percorso ancora aperto sull’ex Colorificio.

Non solo, dal 15 febbraio il Municipio ha chiesto a più riprese incontri con la giunta, senza ricevere tuttavia alcuna risposta.

Eppure, durante il consiglio comunale il 6 Marzo, proprio quando lo sgombero del Distretto 42 pare imminente, con tempismo sincronico Dario Danti annuncia che tutto era già stato risolto: c’era un’intesa con la J Colors di cui un’intera città è, di fatto, all’oscuro. ‘Era’, appunto, perché l’occupazione dell’ex distretto militare, abbandonato da vent’anni, ha fatto saltare ogni diplomazia, per motivi che rimangono del tutto misteriosi. O forse no… Certo, quando non si hanno da avanzare argomenti e proposte, quando ci si è resi colpevoli di inerzia e indifferenza per le sorti di una parte importante della propria città, è forse fin troppo facile ricorrere alla menzogna, con il conseguente tentativo di delegittimazione della controparte.

La verità è che, dopo ben due sgomberi, il Municipio dei Beni Comuni ha continuato, e continua, a portare avanti le sue proposte sull’ex Colorificio, e nello stesso tempo, in mancanza di risposte dall’amministrazione, ha riaperto un altro grande spazio abbandonato per consentire alle proprie attività di vivere. La verità è che il Municipio dei beni comuni ha svelato alla città un’altra grande questione che la riguarda direttamente: l’abbandono ventennale di un luogo semplicemente magnifico. Un comportamento certo imbarazzante per chi è costretto dall’alto della propria ignavia a riconoscere l’esistenza di persone che non si arrendono alla speculazione, ma riportano alla vita parchi, fabbriche ed edifici abbandonati.

La verità è che la trasparenza e la pubblicità che dovrebbero ispirare l’operato di un’amministrazione comunale, sono del tutto ignote all’amministrazione Filippeschi e all’assessore Danti, lo stesso che solo pochi mesi fa proponeva a mezzo stampa un percorso di urbanistica partecipata sull’area di via Montelungo e che ora in Consiglio parla di trattativa condotta con “riservatezza e discrezione”… Ne prendiamo atto e invitiamo, ancora una volta, la giunta a un confronto pubblico sul futuro delle aree abbandonate, dall’ex Colorificio al Distretto 42, perché siano finalmente restituite alla collettività pisana.

Fonte: Municipio dei Beni Comuni

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