Il momento più difficile della stagione: rialzare subito la testa. Il dopo Cozza è già un rebus

PISA – Il buon Daniele Silvestri, in un successo di qualche anno fa, cantava: “Più giù di così non si poteva andare, più in basso di così c’è solo da scavare”, questa è la fotografia del Pisa sceso in campo ieri sera in quel di Grosseto. A pagare ovviamante e’ sempre l’allenatore e anche questa volta e’ stato Cozza dopo Pagliari a subire l’esonero.

di Marco Scialpi

Quella di Grosseto e’ stata una prestazione senza nessun tipo di attenuante, le assenze, le precarie condizioni fisiche, la giovane età di molti elementi, passano in secondo piano davanti ad uno spettacolo del genere.

Qualcosa non va, e si era intuito già da qualche settimana, nonostante le tre vittorie consecutive messe in fila prima dello stop di Ascoli. Risultati positivi che sono serviti come specchietto per le allodole verso i meno attenti. Grande partita con il Perugia e poi vittorie risicate e di rigore contro Paganese e Gubbio con prestazioni tutt’altro che esaltanti, prima del pari casalingo con il Benevento e del tracollo di ieri sera che ha portato al terzo ribaltone in panchina.

Di fatto la stagione del Pisa si trova ad un bivio, la partita della prossima domenica contro il Prato, diventa decisiva per rimanere o meno agganciati al treno Play Off. Nessuno, un mese fa, avrebbe pronosticato una situazione del genere, nemmeno nelle più catastrofiche ipotesi. Il timore è che una squadra giovane ed inesperta come quella dell’ormai ex Mister Cozza, possa entrare un un vortice di negativà e di scoramento, che non faccia più intravedere una luce alla fine del tunnel nel quale siamo finiti.

Fondamentale sarebbe che il pubblico Pisano, si stringesse intorno alla squadra e che gremisse gli spalti per quello che si preannuncia un vero e proprio spareggio per rimanere nelle posizioni che contano. Sarebbe auspicabile qualche iniziativa da parte della società per fare si che in un momento così delicato della stagione, il tifoso abbia una spinta in più ad andare allo stadio, dai prezzi popolari, alle locandine in giro per la città, come succedeva un tempo, ad una qualsiasi iniziativa per caricare la piazza.

La squadra non sta bene, e si vede. Forse colpa di una errata preparazione estiva, forse colpa di una malasorte che si è abbattuta sulla rosa nerazzurra e che ogni settimana spedisce qualche pedina importante in infermeria. Difficile ed anche poco opportuno cercare o trovare colpe specifiche, però occorre fare un punto della situazione reparto per reparto.

In porta, ci sono solo problemi di abbondanza, ha recuperato a pieno Maurizio Pugliesi, ottimo ed encomiabile come chioccia del promettente Provedel, che nonostante qualche imprecisione dovuta alla giovanissima età, si sta comportando egregiamente, attirando su di se le attenzioni di società importanti come Udinese e Schalke 04. Completa il reparto il giovane pisano Davide Adornato, da due anni relegato al ruolo di terzo portiere, forse avrebbe meritato maggiore considerazione.

Posto che ormai l’assetto della squadra è impostato sulla difesa a quattro, e assodato che ormai per lo sfortunatissimo Crescenzi, possiamo parlare di stagione ampiamente finita, abbiamo tre centrali di ruolo per due maglie: Goldaniga, Rozzio e Kosnic. Se il primo, fino a questo momento è stato pressochè impeccabile ed intoccabile, gli altri due si giocheranno il posto da titolare fino alla fine. Con Sabato a sinistra, adattabile anche come centrale, e Pellegrini padrone della fascia destra, rimangono come riserve su cui fare affidamento: Caputo, spesso in campo con Pagliari e mai impiegato fino a ieri sera da Cozza, oltre che Simoncini, entrambi destri naturali. Di fatto manca un sostituto naturale di Sabato, dopo la fuga ormai nota di Speranza.

I maggiori problemi sono a centrocampo, dove due colonne della squadra: Mingazzini e Favasuli, combattono da inizio campionato con vari problemi fisici che ne stanno tormentando la stagione. Anche Parfait ultimamente non sta bene, così che nelle ultime due uscite, di fatto l’unico centrale di ruolo a disposizione è stato Sampietro, forse troppo giovane per caricarsi la squadra sulle spalle. Ottimo invece il rendimento di Cia nella nuova posizione di mezzala, nella quale è stato adattato anche Mannini, che nonostante un ruolo non propriamente nelle sue corde, non ha fatto mancare il solito grande impegno.

Difficile è stato sino ad ora anche il girone di ritorno di un elemento molto importante come Bruno Martella, che quando sembrava in rampa di lancio per tornare protagonista, si è di nuovo dovuto fermare per un problema alla caviglia.

La speranza è che chi subentrerà a Mister Cozza possa avere finalmente, già da domenica, tutta la batteria di mediani a disposizione, perchè così è obiettivamente difficile lavorare. Ma il dopo Cozza e’ già un rebus. Difficile se non impossibile il ritorno all’ombra della Torre di Pagliari. Possibile anche una soluzione interna con Innocenti che potrebbe traghettare la squadra con il Prato in attesa del nuovo mister. Il più accreditato alla panchina potrebbe essere Leonardo Menichini, ponsacchip ed ex trainer di Crotone, Lumezzane e Grosseto. già in ballottaggio al momento dell’esonero di Pagliari

Capitolo attacco: Arma, che ha scontato la seconda ed ultima giornata di squalifica, pare imprescindibile, accanto a lui, Napoli si è dimostrato l’elemento che dà maggiori garanzie, come intensità e come incisività.

Forte in alcuni frangenti appare ancora troppo acerbo, così come Bollino, ma ricordiamoci che sono appena alla prima apparizione nel calcio professionistico ed il salto dal campionato primavera non è affatto semplice.

Giovinco, tornato titolare nelle ultime due partite, invece alterna cose buone ad altre meno buone, sicuramente tutti si aspettavano di più da lui ed i numeri sono impietosi nei suoi confronti. Però è un giocatore che necessita di fiducia e continuità, una volta trovata la giusta alchimia tra queste due componenti, potrà esserci molto utile nel rush finale.

Così come nell’ultima parte dello scorso anno, esplose Gatto, tenuto a lungo in naftalina da Pane, che ci trascinò sino alle porte della Serie B. Non ci resta che confidare che la storia possa ripetersi con qualcuna delle attuali punte nerazzurre, le quali fino ad ora hanno offerto prestazioni con più ombre che luci.

20140322-145329.jpg

By