I giocatori che hanno fatto la storia del Pisa: I portieri (terza e ultima parte)

PISA – A cadenza settimanale, come da un mese a questa parte, quando partimmo dagli anni venti, per poi attraversare epoche calcistiche molto diverse tra di loro, fino a giungere ai tempo recentissimi dell’ultima Serie B. Torna la rubrica che mira a riportare agli occhi, e alla mente, dei lettori i profili di quei calciatori che hanno lasciato un segno importante a Pisa.

di Marco Scialpi

Il cerchio si chiude con Francesco Antonioli, che di fatto rappresenterà un punto di rottura e la fine di un’epoca, sarà l’ultimo portiere del Pisa Sporting Club.

Classe 1969, difenderà i pali nerazzurri nell’infausta stagione 1993/94, al termine della quale, dopo lo spareggio di Salerno contro l’Acireale, la società di Romeo Anconetani dovrà chiudere i battenti per fallimento.

Cresce nel Monza, con la maglia biancorossa esordisce giovanissimo, a soli 16 anni debutta in Coppa Italia, niente popò di meno che contro la Juventus. Un biennio in Brianza dove fa intravedere doti da predestinato, tra il 1986 ed il 1988, fa si che su di lui si posino gli occhi di grandi squadre.. La spunta il  Milan che lo tiene in organico per due anni come terzo portiere.

Viene poi mandato a farsi le ossa in Romagna, tra Cesena e Modena, prima di essere riportato alla casa madre nel 1991 per essere messo in concorrenza con Sebastiano Rossi, che non riuscirà mai a scalzare dal posto di titolare. Per questo motivo nell’ autunno del 1993 decide di ripartire da Pisa, con tutt’altre aspettative rispetto a quello che sarà l’amaro finale di stagione.

Viene acquistato dai nerazzurri per sostituire un impacciato Ambrosio, che dimostra di soffrire il salto dalla Primavera dell’Atalanta al professionismo, in una piazza calda ed esigente. Si dimostrerà particolarmente in difficoltà sui palloni alti, come da lui ammesso, colpevoli di avere una consistenza diversa rispetto a quelli usati nei campionati giovanili.

L’esonero in agosto di Rumignani, colpevole di non dare spazio all’ex primavera del Milan Lorenzini, il progressivo disamoramento dei tifosi che abituati ad una continua altalena tra Serie A e B, si trovano spiazzati davanti ad un campionato con più ombre che luci, oltre che il secondo cambio di allenatore, questa volta a stagione in corso, con Bersellini che subentra a Nicoletti; sono le componenti che segnano in maniera indelebile un’ annata tormentata.

Il colpo di grazia arriva quando, all’ultima giornata, il Pisa riesce nell’impresa di pareggiare 0 a 0 contro una Fidelis  Andria che non aveva più niente da chiedere al campionato. L’ Arena Garibaldi che torna a gremirsi con più di quindicimila spettatori, rimane tra l’ammutolito e lo sconcertato per la prestazione sterile alla quale si trova ad assistere.

Il fantasma dello spareggio per non retrocedere si materializza in tutta la sua crudeltà: sul campo neutro di Salerno, con tantissimi Pisani al seguito, la squadra del Presidente Anconetani, affronta l’Acireale.

Sarà un bruttissimo 0 a 0, con i Siciliani che avranno la meglio per 4 a 3 ai rigori. Antonioli, in campo per tutti i centoventi minuti, non riuscirà ad ipnotizzare nessun avversario presentatosi dal dischetto,  solo il tiro di Tarantino si infrangerà sulla traversa, ma sarà troppo poco di fronte agli errori dei nerazzurri Rocco e Rotella.

L’esperienza sotto la Torre del forte portiere Monzese si chiuderà qui, pochi mesi dopo calerà anche definitivamente il sipario sul Pisa  Sporting Club e sull’era Anconetani.

Il buon rendimento offerto, nonostante il triste epilogo dello spareggio, varrà ad Antonioli la chiamata della Reggiana in massima serie. Sarà però con il Bologna che troverà la giusta dimensione e riuscirà ad esplodere definitivamente, vi militerà una prima volta dal 1995 al 1999, ed una seconda dal 2006 al 2009.

Guiderà i felsinei a sfiorare una clamorosa finale di Coppa Uefa nel 1999, proprio un suo dubbio intervento nei minuti finali, permetterà al Marsiglia di conquistare il rigore che avrebbe deciso una semifinale fino a quel momento in bilico.

Nel 1999 passa alla Roma, dove nel campionato 2000/01 conquista lo scudetto, sarà il portiere titolare di una formazione fortissima che si permetteva il lusso di tenere Montella in panchina, chiuso da un mostro sacro come Batistuta. Proprio in questo periodo, Carlo Zampa, storico speaker dell’ Olimpico, nonché voce notissima di molte emittenti private, conia per lui il soprannome di “Batman”.

L’esperienza nella capitale si chiuderà nel 2003, difenderà poi i pali di Sampdoria, come già detto, di nuovo Bologna e Cesena, con i bianconeri conquisterà una storica promozione in Serie A, seguita da un’insperata salvezza.

Chiuso da monumenti come Buffon, Peruzzi, Toldo e Pagliuca, pur offrendo sempre un rendimento di alto livello, non ha mai esordito nella Nazionale maggiore, nonostante fosse stato convocato da Zoff per gli Europei del 2000. Ha però raccolto 23 presenze in Under 21, vincendo gli Europei del 1992 e partecipando alle Olimpiadi di Barcellona, sempre nel solito anno.

Attualmente ricopre il ruolo di preparatore dei portieri del Cesena.

Un giovanissimo Francesco Antonioli a difesa dei pali del Milan (foto tratta dalla collezione di figurine Score 93)
Un giovanissimo Francesco Antonioli a difesa dei pali del Milan (foto tratta dalla collezione di figurine Score 93)
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