I giocatori che hanno fatto la storia del Pisa: i portieri (seconda parte)

PISA –  Torna a cadenza settimanale, la rubrica che si propone di compiere un viaggio all’interno della storia del Pisa, scoprendo e riscoprendo i personaggi che hanno contribuito a fare grande il sodalizio nerazzurro. Secondo appuntamento, con altri portieri che hanno lasciato il segno sotto la Torre.

di Marco Scialpi

Correva l’estate 1989, di li a poco sarebbe crollato il Muro di Berlino, i Pink Floyd suonano a Venezia davanti a 200.000 persone, presta giuramento il sesto governo Andreotti; in questo contesto sbarca a Pisa quello che sarà l’ultimo portiere a difendere i pali dello Sporting Club in serie A: Luigi Simoni. Classe 1965 cresce nel Comacchio per poi passare al Cosenza dove milita per cinque stagioni, prima di approdare in nerazzurro per una cifra molto importante, ossia un miliardo e duecento milioni delle vecchie Lire. Alla prima stagione contribuisce in maniera decisiva alla promozione dalla serie B, ottenuta con un prestigioso secondo posto finale, dietro al Torino.

Saranno 37 le presenze stagionali, condite da soli 21 gol subiti. Una sola apparizione all’ultima giornata per il portiere di riserva Lazzarini, in campo nel 2 a 2 con il forte Parma di Nevio Scala che si classificherà dietro ai nerazzurri e al Cagliari, occupando l’ultimo posto utile per il salto di categoria.

La stagione successiva, 1990/91, sarà l’ultima nella quale il pubblico Pisano respirerà l’aria della massima serie, ammirando giocatori del calibro di Dolcetti, SimeoneChamot, Piovanelli e Padovano, solo per citarne alcuni. Nonostante una buona squadra, almeno sulla carta, la retrocessione è immediata, da qui l’era Anconetani imbocca il viale di un tramonto che avrà il suo triste epilogo con il fallimento del 1994. I giocatori a disposizione non digeriscono a pieno le direttive del nuovo allenatore, Mircea Lucescu, (poi sostituito in corsa da Giannini) che chiede alla propria difesa di giocare sempre molto alta e pronta a pressare l’avversario; è così che con un assetto squilibrato in avanti, ne risente anche il rendimento del portiere ex Cosenza, che nelle 29 presenze stagionali subisce 50 gol, più del doppio di quelli dell’anno precedente. Confermato dopo la promozione, anche Lazzarini avrà modo di scendere in campo in cinque occasioni, subendo dieci gol.

Simoni lascia il Pisa dopo un biennio condito da 66 presenze e 71 gol subiti, per poi girare l’Italia tra Torino, Mantova, Castel di Sangro e Piacenza tra le altre, prima di chiudere la carriera nel 2002 nell’Arezzo.

Facendo un salto in avanti, sino alla recente storia del  Pisa Calcio, è impossibile non citare due personaggi che hanno incrociato guanti e destini sotto la Torre: Christian Puggioni e Davide Morello. Il primo, dopo essere cresciuto nella Sampdoria, approda al Pisa nell’estate del 2004 dal Giulianova, inizialmente è il secondo del compianto Francesco Mancini, in una squadra che grazie alla presenza di giocatori di esperienza come Paradiso, Masolini e Del Grosso, parte per fare un campionato di vertice.

Succede però che i buoni propositi non si trasformano in fatti concreti, molti protagonisti attesi tradiscono le aspettative e si viene a creare una situazione di grande confusione, nella quale si susseguono tre allenatori: Cabrini, Masi e Iaconi. In questo contesto Puggioni riesce a scalzare dal posto di titolare Mancini, appropriandosi della maglia numero 1 e non lasciandola più fino al gennaio 2007.

In breve tempo diventerà capitano, salvo poi cedere la fascia nell’era Braglia ad Eddy Baggio. Dopo la tormentata stagione 2004/05, sarà protagonista della salvezza al cardiopalma dei nerazzurri guidati da Toma, ai play out contro la Massese, prima di compiere un vero e proprio exploit a livello internazionale l’anno successivo, il magico 2006/07. Nelle prime venti partite subirà solo cinque gol, risultando il portiere meno battuto d’Europa. Record che nel mercato di Gennaio gli vale la chiamata della Serie A, con la Reggina, che gira in cambio alla squadra nerazzurra Ceravolo, a lungo oggetto misterioso, prima di rivelarsi decisivo nei play off. Questo trasferimento manderà su tutte le furie il Mister Piero Braglia, che arriverà addirittura ad un passo dalle dimissioni.

davide morello

Davide Morello in una foto tratta da www.gabrielemasotti.it

Nella stessa sessione invernale di mercato giunge a Pisa, dall’Ancona, Davide Morello inizialmente scelto come numero 1, insieme ad un altro portiere, proveniente dal Gallipoli, ovvero Giovanni Indiveri. Il quale impiegherà poche settimane a ribaltare le gerarchie ed ad imporsi come titolare. Il folle pomeriggio di Busto Arsizio però gli costerà il posto, il Pisa va subito sopra di due gol contro la Pro Patria grazie ad una doppietta di Biancone,  e rimane addirittura in doppia superiorità numerica, prima di concludere la partita con una clamorosa sconfitta per 4 a 2 e con a sua volta due cartellini rossi, che vanificano una grande rincorsa che sembrava poter portare alla promozione diretta.

Indiveri viene messo da parte, viste le evidenti responsabilità sui quattro gol subiti, e tocca di nuovo a Davide Morello, in campo in casa con il Pavia e nella trasferta di Venezia all’ultima giornata di campionato, dove con una mezza papera propizierà il gol decisivo dei Lagunari, che si imporranno per 1 a 0 nelle battute finali, nonostante i cinquemila Pisani al seguito. Il riscatto però arriverà nelle quattro partite dei play off, dove risulterà fondamentale per il raggiungimento del tanto agognato salto di categoria.

Confermato per le due stagioni successive in Serie B, prima con Gianpiero Ventura e poi con Bruno Giordano, parte sempre con i galloni di prima scelta, ma senza mai avere il posto assicurato. Infatti nella prima stagione spesso si alterna con l’ex Liverpool Padelli, mentre nella seconda, prima con Alfonso, che poi si infortuna gravemente e in un secondo momento con Cejas, di cui si ricorda il rigore parato a Rimini la settimana prima dell’infausto Pisa – Brescia che ha fatto calare il sipario sul Pisa Calcio e sulla gestione Pomponi. Da segnalare anche la brevissima presenza in organico, in panchina solo per una partita, nella vittoria casalinga contro il Livorno, prima di rescindere il contratto, dell’allora quarantaduenne Daniele Balli, storico portiere di Empoli e Salernitana.

Morello non sarà in campo nella partita contro le Rondinelle dell’allora Mister Cavasin e sarà uno dei pochi di quella stagione a salvarsi, dimostrando sempre attaccamento alla maglia e professionalità. Rimane svincolato dopo il fallimento del Pisa Calcio, chiudendo la sua esperienza con 63 presenze e comunque un buon ricordo. Dopo sei mesi di inattività viene ingaggiato dal Torino dove rimane fino al 2012, conquistando la promozione in serie A con Ventura. Non confermato per la stagione successiva, si sposta al sud, dove ottiene un’altra promozione, in serie B, con il Trapani. In organico come secondo portiere, senza mai scendere in campo.

Si chiude questa seconda puntata dedicata ai portieri, appuntamento alla prossima settimana con il terzo ed ultimo numero sui portieri.

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