I giocatori che hanno fatto la storia del Pisa: Gianluca Signorini, il capitano che non c’è più

PISA – Torna la consueta panoramica sui calciatori che hanno lasciato un segno tangibile in 105 anni di storia calcistica a Pisa. Questa settimana però, anzichè proseguire con il terzo numero sui portieri, racconteremo e ricorderemo Gianluca Signorini. L’ex bandiera di Pisa e Genoa, avrebbe compiuto pochi giorni fa cinquantaquattro anni. E la nostra redazione gli vuol rendere il giusto omaggio

di Marco Scialpi

Gianluca Signorini, di professione difensore, nasce a Pisa il 17 marzo 1960. All’ombra della Torre comincia a tirare i primi calci al pallone e proprio con la maglia nerazzurra, debutterà tra i professionisti giovanissimo. Precisamente nel campionato di Serie C1 1978/79, culminato con la promozione del Pisa a seguito della storica vittoria di Pagani.

Saranno due le presenze nella stagione che segna l’alba dell’era Anconetani e l’inizio di un periodo lungo quindici anni di continua altalena tra Serie A e Serie B. Altri tempi

L’anno successivo, per trovare più spazio e riuscire ad emergere, si trasferisce al Pietrasanta. La squadra Versiliese fu un vero e proprio trampolino di lancio per Signorini, che con una carriera sempre più in crescendo, con le maglie di Livorno, Ternana e Cavese, giunge prima al Parma di Arrigo Sacchi, con il quale vince il campionato di Serie C1 1985/86, e successivamente, nell’estate 1987, riesce ad approdare in una piazza prestigiosa e calorosa come quella capitolina, sponda giallorossa.

Quest’ultimo trasferimento desta scalpore perchè avviene per una cifra piuttosto alta per i tempi, ovvero un miliardo e seicento milioni delle vecchie Lire, a Roma rimarrà solamente un anno, ma riuscirà comunque a farsi apprezzare dai propri tifosi, grazie a una presenza costante nella formazione titolare. Infatti scenderà in campo per ben ventinove volte.

A fine stagione lascia la società dell’allora presidente Dino Viola, per giungere alla corte del vulcanico Aldo Spinelli, in cerca di un difensore affidabile da consegnare a Mister Franco Scoglio, timoniere del suo Genoa. Da questo momento in poi Signorini diventa una vera e propria istituzione per il Grifone, rimane sette anni nella città della Lanterna, diventando presto il capitano della squadra.

Il momento più alto della sua pluriennale esperienza in rossoblu, viene raggiunto quando il 18 marzo del 1992, il Genoa diventa la prima squadra italiana a battere a domicilio il Liverpool. Ad Anfield Road finisce 2 a 1, una doppietta del bomber Pato Auguilera rende vano il momentaneo pareggio di Ian Rush, meteora in Serie A con la maglia della Juventus. Gianluca è capitano e gioca una partita sontuosa in coppia con un monumento del calcio italiano, uno degli eroi del Mundial di Spagna 1982: Fulvio Collovati.

Lascia Genova ed il Grifone nel 1995 per tornare nella propria città, scendendo in Serie D per contribuire a riportare il Pisa nel calcio professionistico, a due anni dal fallimento.

Decide con un poderoso colpo di testa la partita esterna contro il Nizza Millefonti alla penultima giornata, permettendo l’allungo decisivo sulle agguerrite rivali Aosta e Biellese. Negli occhi dei tifosi pisani rimane la sua corsa verso la debole rete di recinzione del settore ospiti e la sua gioia incontenibile. Dichiarerà alla fine della successiva partita in casa con il Viareggio, che sancirà la promozione, commosso : “Sono voluto tornare a casa dopo quindici anni, nella mia città, dove sono nato, l’ho fatto per stare con i miei genitori, mi sono mancati, glielo dovevo”.

Si chiude quindi un cerchio che lo aveva visto partire dalla propria terra natia poco più che ragazzo, per diventare un giocatore di calcio, un professionista, ma soprattutto un uomo; e che lo ha visto tornare a casa come difensore affermato a livello nazionale ed internazionale, per prendere per mano la squadra della propria città e cercare di riportarla in alto.

A fine stagione si ritira dal calcio professionistico ed entra subito nell’organigramma societario nerazzurro come Direttore Sportivo. A febbraio 1998, dopo l’esonero del compianto tecnico Roberto Clagluna, a cui sarà fatale la sconfitta con l’Iperzola, subentrerà come allenatore senza patentino, affiancato in panchina da Alessandro Mannini.

Nel 1999 viene nominato responsabile del settore giovanile del Livorno, purtroppo però presto scopre di essere affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica, la terribile SLA, ed inizia a combattere una difficilissima battaglia contro un male che però si rivelerà crudele e spietato.

Il 24 maggio 2001 il “Luigi Ferraris” di Genova ospitò un amichevole per raccogliere fondi da devolvere alla ricerca contro la SLA, Signorini venne accompagnato dalla famiglia al giro di campo e non potè contenere una commozione evidente. Lo stadio si riempì in ogni ordine di posto per tributare il giusto saluto al proprio condottiero di tante battaglie, purtroppo quello fu un addio, perchè il Capitano se ne andrà poco più di un anno dopo la sua ultima apparizione pubblica, il 6 Novembre 2002.

Il Genoa come doveroso omaggio, ha subito ritirato la sua storica maglia numero 6, successivamente gli è stato intitolato il centro sportivo dove si allenano i rossoblu. Pisa, la sua città natale, gli ha intitolato un settore dello stadio: la gradinata scoperta.

Gianluca Signorini, nonostante le grandi prestazioni di cui è stato protagonista nell’arco della sua carriera, non è mai riuscito a raggiungere il meritato debutto in Nazionale. Probabilmente è giunto alla ribalta in un momento storico sbagliato, dove era chiuso da fior di campioni come Baresi, Bergomi, Maldini e Ferrara, favoriti anche dalla militanza in grandissime squadre che lottavano per i vertici in Italia ed in Europa.

Gianluca Signorini, "il Capitano" (foto pisanews.net)
Gianluca Signorini, “il Capitano”
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