Giornata mondiale sulla violenza contro le donne. Bonsangue: “Un problema socio culturale”

PISA – SI è celebrata lunedì 25 novembre , in ogni angolo del Pianeta, la “La Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne” – ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con delibera del 17 dicembre 1999 – alla quale l’Amministrazione Comunale di Pisa ha inteso rendere omaggio, sia con una cerimonia di alzabandiera in Ponte di Mezzo che attraverso la svelatura, posta nell’atrio di Palazzo Gambacorti, di una stele a ricordo di tutte le donne e bambine vittime di violenza, anche se, purtroppo quest’ultima, commissionata fuori dal territorio, è giunta a destinazione rotta e, stante il poco tempo a disposizione rispetto alla data odierna, aggiustata alla meglio con del mastice da parte delle maestranze comunali, ferma restando la sua prossima sostituzione.

di Giovanni Manenti

Due iniziative, come sottolinea la Vice Sindaco con delega alle Pari Opportunità, Raffaella Bonsangue: “quanto mai necessarie in quanto come Amministrazione Comunale riteniamo che il problema della violenza contro le donne abbia una radice socio-culturale, e non di mera rilevanza criminale, ragion per cui tutti ci dobbiamo sentire responsabilizzati nella relativa opera di sensibilizzazione, ed a questo riguardo ci fa un immenso piacere che abbiano aderito a questo evento le Autorità cittadine, la Polizia di Stato e l’Esercito, a testimonianza di come questa tematica sia, da una parte, sentita – ed, ahimè, le cronache ci danno conferma di quanto sia attuale – e, dall’altra, quanto desiderio vi sia nel volerla risolvere“.

Non bisogna assolutamente dimenticare“, prosegue la Vice Sindaco, “come la violenza non sia solo ed esclusivamente fisica, ma molte volte la stessa è un qualcosa di subdolo che si può attuare nel mondo del Lavoro, attraverso una discriminazione sulle retribuzioni o sulle possibilità di fare carriera, al pari di quello che avviene anche in Politica, dove si sono dovute istituire le “Quote Rosa” anche se noi magari avremmo preferito si fosse fatto leva solo sul merito e la competenza in termini più oggettivi possibili, anche se è pur vero che, nonostante siano capaci, molto spesso le donne non hanno modo di dimostrare il loro impegno a causa di una pregiudiziale ideologica nei loro confronti“.

Non me la sento“, conclude la Bonsangue, “di fare una distinzione su chi abbia una maggiore responsabilità nell’educazione dei bambini tra la Famiglia e la Scuola, poiché come sempre per ottenere obiettivi importanti è necessaria una sinergia che coinvolga in termini paritetici genitori, insegnanti e società, ovvero ogni contesto in cui l’individuo trova espressione di sé, dei propri sogni, impegno ed attività“.

E come le Forze dell’Ordine siano attrezzate per cercare di combattere questa piaga dilagante lo precisa il Commissario Sandra Orsini della Squadra Mobile di Pisa, allorché afferma come: “in tutte le Questure d’Italia, all’interno della Squadra Mobile vi è una Sezione specializzata costituita da personale altamente specializzato che è pronto ad accogliere le vittime delle violenze di genere, siano esse maltrattamenti, stalking e quant’altro, affinché possano trovare un’empatia con il personale della Polizia di Stato e, di conseguenza, fornire tutte le notizie necessarie per permettere un adeguato intervento“.

Oltretutto“, conclude la Dr.ssa Orsini, “si sono registrati in questi ultimi tempi dei grossi cambiamenti a livello legislativo, con l’istituzione da inizio dello scorso mese di agosto del cosiddetto “Codice Rosso” che porta all’attenzione delle Forze dell’Ordine anche dei reati che sino ad allora non erano perseguibili se non a querela di parte, circostanza che determina altresì che gli stessi debbano essere presi immediatamente in carico dal Pubblico Ministero che, entro tre giorni, deve assumere la direzione delle indagini e delegare – generalmente la Polizia di Stato – per raccogliere le dichiarazioni della parte lesa e quindi valutare se andare avanti nel procedimento“.

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