Gestione degli ungulati in Toscana: incremento rispetto agli scorsi anni.

Toscana – Il presidente della commissione Agricoltura, Gianni Anselmi (Pd) ha ascoltato l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi sulla gestione degli ungulati in Toscana. C’è un incremento rispetto agli altri anni con 93mila e 306 capi abbattuti.

Ad un anno dall’approvazione della legge sul contenimento della popolazione di cinghiali, caprioli, cervi e daini attraverso un’intensificazione delle attività di caccia nelle aree agricole Remaschi traccia un bilancio sui primi dati dicendo: Quasi 100mila i capi di cinghiali abbattuti nel 2016, in Toscana nonostante la legge obiettivo sul contenimento degli ungulati sia stata attivata in ritardo in molte province”. 

Ai dati raccolti, vanno aggiunti i numeri delle aziende faunistiche di alcune province che ancora non sono pervenuti alla Regione”. Remaschi fa notare, inoltre, che “alla fine il dato reale si attesterà attorno a 100mila capi, un numero significativo specie in un anno ancora sperimentale e nel quale non sono state poche le difficoltà incontrate: basti pensare ai disagi sull’operatività degli Atc dovuti a varie cause (tra cui una sentenza della Corte costituzionale) e ai ritardi nell’applicazione della legge che si sono registrati in diverse province”. L’assessore ha parlato poi della gestione degli ungulati abbattuti, “gli Atc – ha detto – sono obbligati a dotarsi dei centri di sosta (celle di refrigerazione dedicate ai selvatici per la conservazione e frollatura delle carni). Ce ne sono 2 a Pisa, 4 a Pistoia, 2 ad Arezzo e 1 nella provincia di Siena”. Poi ci sono “i centri per la lavorazione della selvaggina – ha aggiunto Remaschi –, in Toscana sono 4: 2 in provincia di Siena, 1 a Grosseto e 1 a San Miniato. Nei primi sei mesi sono stati lavorati circa mille e 250 capi”.

Il presidente Anselmi ha chiesto all’assessore un contributo sull’indagine conoscitiva sulla proliferazione del lupo in Toscana. 

Sono intervenuti anche i tecnici dei vari settori regionali: delle attività faunistico-venatorie; della tutela della natura e del mare; della prevenzione e sicurezza in ambienti di vita, alimenti e veterinaria per approfondire alcuni aspetti come la programmazione finanziaria relativa agli allevamenti e alla prevenzione, gli indennizzi, gli interventi di sterilizzazione e cattura dei lupi, l’accessibilità ai finanziamenti da parte degli allevatori per i danni subiti dalle predazioni, la descrizione della cattura degli ibridi e i costi sostenuti dalla Regione. L’assessore ha ribadito la necessità di approvare quanto prima il piano nazionale per la conservazione del lupo. Remaschi ha ricordato che “sono oltre mille e 500 gli attacchi denunciati dagli allevatori solo nell’ultimo triennio, senza contare i numeri di coloro che hanno smesso di denunciare”.

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