Focus sul personaggio: “Aiman Napoli, la generosità al potere”

PISA – Un attaccante moderno, che corre, lotta e si sacrifica per la squadra, questo è Aiman Napoli. Dopo un’ ottima scorsa stagione a Prato, nella quale ha trascinato i Lanieri alla salvezza con dieci gol complessivi tra campionato e play out; lo scorso luglio ha firmato un biennale con il Pisa, andando ad arricchire ulteriormente i ranghi di quello che è considerato uno dei migliori reparti offensivi della categoria.

di Marco Scialpi

Aiman Marco Napoli nasce a Paderno Dugnano, provincia di Milano, il 2 luglio 1989. Nonostante nel web si trovino molti profili del giocatore nei quali si fa riferimento ad una presunta origine marocchina visto il nome, è italianissimo, di padre siciliano e madre milanese.

Esordisce nel calcio professionistico giovanissimo, a 17 anni nella Pro Sesto, nel campionato di serie C1 2006/07. Due presenze prima di approdare all‘Inter nel luglio 2007, andrà a contedersi una maglia nell’ attacco della primavera meneghina con giocatori del calibro di Balotelli, Destro ed Alibec.

Di li a poco arriva anche la prima apparizione in partite ufficiali con la maglia nerazzurra, debutta in Coppa Italia nel 4 a 1 rifilato alla Reggina subentrando negli ultimi minuti ad un mostro sacro come Hernan Crespo, vestendo la casacca numero 46.

Nelle stagioni 2007/08 e 2008/09 è il miglior marcatore dell‘Inter nel campionato Primavera, facendo meglio degli illustri compagni di reparto. Passa poi nel gennaio 2009 in prestito al Modena insieme ad un altro giocatore che transiterà sotto la Torre, ovvero Enrico  Alfonso ed al difensore romeno Cristian Daminuta.

Inizia un periodo nel quale cambia diverse squadre, non riuscendo a mostrare a pieno le sue grandi potenzialità. Dopo il Modena, milita nel Crotone nella prima parte della stagione successiva, prima di scendere, nel mercato di riparazione, in Lega Pro, per indossare la maglia di un’ambiziosa nobile decaduta come l’ Hellas Verona.

Nell’estate 2011 si trasferisce insieme a Biraghi, futura colonna dell’Under 21 vice campione d’Europa di Devis Mangia, alla Juve Stabia neopromossa in Serie B, ma vi rimarrà solo fino alla fine del ritiro estivo. Tormentato da problemi di natura fisica, a fine agosto lascia Castellammare per tornare alla casa madre Inter.

A gennaio 2012 è il Prato che bussa alla porta del club di Moratti per accaparrarsi le prestazioni del giovane attaccante, che sceglie di ripartire dalla  Lega Pro, da una piazza senza particolari pressioni. La speranza è quella di trovare una una propria dimensione e finalmente riuscire a mostrare le sue grandi doti, fino ad ora viste solo a sprazzi.

Dopo un primo periodo da gennaio a giugno, di ambientamento, con sei presenze ed un gol. Nel  successivo campionato 2012/13 (scaduto il contratto con l’Inter, firma un accordo di un anno con i Lanieri), finalmente l’esplosione: otto gol in campionato, accompagnati da grandi prestazioni e due marcature decisive nei play out.  In pratica si carica sulle spalle il Prato e lo trascina alla salvezza.

Il 30 giugno scorso rimane svincolato e, fortemente voluto da Lucchesi, si accasa al Pisa. Inizialmente viene messo in competizione con Giovinco per il ruolo di seconda punta nel 4-4-2 che è solito adottare Mister Pagliari. Successivamente con la svolta verso il 4-2-3-1 trova collocazione fissa sulla trequarti d’attacco destra, indossando spesso la storica maglia numero 7 che fu di Klaus Bergreen. Le cose da fine ottobre in poi cominciano ad andare male per i nerazzurri e Napoli si trova a fare l’esterno di centrocampo di un 4-4-2 che più scolastico non si può, soffrendo un ruolo non suo e la lontananza dalla porta.

Con l’arrivo di  Francesco Cozza torna al ruolo naturale di attaccante, o accanto ad un centravanti di peso, o insieme ad un’altra seconda punta, sempre a supporto di un classico numero 9, Arma o Forte che sia.

Ad ora, con quella di ieri, sono quattro le reti messe a segno con la casacca del Pisa, un bottino non esaltante sicuramente. Occorre però considerare la grande generosità che Napoli mostra quando viene impiegato, definirlo attaccante è riduttivo, perchè spesso offre prestazioni veramente a tutto campo, non è raro trovarlo a difendere al limite della propria area di rigore e poi un attimo dopo, subito ad attaccare la profondità in fase offensiva.  Ha grandi numeri e grandi mezzi tecnici, paga però oltremisura il grande lavoro oscuro che compie ogni domenica in fase di pressing e di rottura delle trame di gioco avversarie. Infatti spesso perde di lucidità negli ultimi metri, sia in fase di ultimo passaggio, sia in fase conclusiva.

Il mettersi a disposizione della squadra ed il lavorare con grande abnegazione sono caratteristiche che vengono da sempre apprezzate dal tifoso Pisano, infatti dopo qualche fischio di troppo, Aiman, sia ieri, che nella precedenti partite casalinghe con Gubbio e Perugia, al momento della sostituzione è stato accolto da scroscianti applausi. Giusto premio per chi esce stremato dopo aver lottato come un leone per la maglia che indossa.

Aiman Napoli (foto pisanews.net)
Aiman Napoli (foto pisanews.net)
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