Federica Grassini, presidente di ConfCommercio: “Ikea grande opportunità per l’occupazione in un momento di crisi”

PISA – Nelle ultime settimane Confcommercio è stata al centro di numerose polemiche che hanno occupato le pagine dei quotidiani. Abbiamo chiesto alcune delucidazioni in merito alle loro recenti prese di posizione, direttamente alla Presidente Grassini.

Presidente, in questi giorni avete assunto posizioni forti, in molti casi controcorrente. Non temete di farvi la fama di polemizzatori a prescindere?

“Questa cosa la interpreto come un complimento, nel senso che non temiamo di essere giudicati tali, quando siamo convinti di essere nel giusto. Siamo imprenditori, gente più preoccupata alla sostanza che all’apparenza e ai convenevoli. Assistere a qualcosa che a nostro avviso non è stato gestito in maniera chiara e far finta di niente, per opportunismo, è contrario alla nostra filosofia. Noi sentiamo di dover rendere atto di ciò che facciamo solo ed esclusivamente alle aziende che rappresentiamo, senza condizionamenti di alcun genere”.

Antonio Veronese, Presidente di Confesercenti, le ha lanciato un invito a collaborare.

“Il Presidente Veronese lo scrive sui giornali, io, senza tanti clamori, glielo avevo proposto in forma privata circa tre settimane fa, in occasione di un progetto su cui lavorare insieme a CNA, ma una serie di spiacevoli eventi di questi ultimi giorni, hanno confermato, ancora una volta, che le associazioni che rappresentiamo hanno modi di agire decisamente diversi ed assolutamente incompatibili. Pertanto non ci sono i presupposti per lavorare insieme, e questo avevo avuto modo di chiarirlo con lui telefonicamente, esplicitandone le ragioni, molto prima della sua uscita sui quotidiani”.

Avete messo in discussione le modalità di apertura della nuova ludoteca della Camera di Commercio.

“Esatto. La riteniamo un’iniziativa lodevole, della quale avremmo voluto essere partecipi. A maggior ragione, in virtù del fatto che è stata intitolata alla memoria del nostro Presidente Carrozza. Siamo rimasti esclusi tanto dalla progettazione come dall’inaugurazione. Difficile trovare una spiegazione ad un simile atteggiamento nei confronti della nostra associazione che riunisce 5200 imprese che contribuiscono al bilancio della Camera di Commercio, al pari di quelle rappresentate dai soggetti invitati”.

Si fa un gran parlare della prossima apertura di Ikea a Pisa. Qual è la vostra opinione in merito, anche alla luce della vicenda “pubblicità occulta” nel centro storico?

“Siamo sempre stati a favore dell’insediamento di Ikea nella nostra città. La vediamo come un’ottima opportunità per il numero considerevole di persone che, grazie all’azienda svedese, hanno trovato uno sbocco professionale, ma anche per l’indotto che genererà a favore di tutte le attività commerciali. Dovranno essere bravi i nostri amministratori a gestire l’immenso numero di persone che arriveranno ai Navicelli in modo da stimolarle a visitare tutta la città. Noi ci rendiamo disponibili a lavorare su questo. Riguardo alla brandizzazione del centro, l’ho trovata un’iniziativa geniale di marketing, soprattutto in virtù del costo ridicolo, a fronte di un ritorno d’immagine notevolissimo. Anche se non c’erano loghi, c’erano comunque gli addetti Ikea al tesseramento. Non voglio esprimere un giudizio in merito al buon gusto dell’iniziativa, mi associo a quanto dichiarato dal Presidente degli Amici dei Musei, Mauro Dal Corso e al suo augurio che, ciò che Ikea ha risparmiato in pubblicità gratuita (pagine di giornali, spazi televisivi e molto altro), faccia il bel gesto d’investirlo nel restauro di un bene del nostro patrimonio artistico”.

Ma siete davvero xenofobi come dicono?

“Immagino che si riferisca alla questione della non regolamentazione delle licenze concesse alle Doner Kebab e ai Minimarket che stanno imperversando, uno accanto all’altro, nel centro storico. Per onestà del vero, su questa vicenda abbiamo ricevuti tantissimi attestati di stima da parte dei commercianti e dei cittadini pisani. L’accusa è oltre che infamante ai limiti della diffamazione, lontana anni luce dal nostro modo di vedere. Mesi or sono, abbiamo costituito un sindacato chiamato Confinternazionalizzazione, il cui scopo è quello di promuovere iniziative tese a creare opportunità lavorative per le aziende del nostro territorio che vogliano investire all’estero e, viceversa, dare la massima collaborazione alle imprese straniere che intendano investire su Pisa. Offriamo in entrambi i casi informazione, formazione e consulenza. Abbiamo organizzato stage in Turchia, in Cina ed iniziative quale quella proposta nel contesto del China Film Festival. Siamo fermamente convinti che il confronto con culture diverse apporti ricchezza, ma ciò deve avvenire in un rapporto di leale concorrenza e di rispetto della legalità. Su quest’ultimo punto siamo irremovibili”.

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