“Fare per Fermare il Declino”: la ricetta della coordinatrice Donatella Lauro

PISA – Per una città di 200mila abitanti Il Piano strategico di Pisa e del Territorio e’ indeciso a tutto! Ecco la ricetta della coordinatrice di Fare per Fermare il Declimo Donatella Lauro.

Ma il piano cosiddetto strategico che fine ha fatto?
A quasi dieci anni di distanza dal suo lancio in pompa magna (un corposo testo di ben 184 pagine) nel 2005,
ben poco è stato realizzato, molte cose forse non si realizzeranno proprio, sembra che si vada verso il fallimento.
Ogni tanto si legge dei tentativi del sindaco di “sbloccare” la situazione con il Demanio, proprietario di molte aree, le caserme ad esempio.

Ma ci si affida a “tentativi” sporadici o c’è un piano, per l’appunto, strategico?
Fare per Fermare il Declino chiede conto al Sindaco: una risposta complessiva su tempi, sulla reale possibilità di realizzazione e sui costi.

È in gioco la capacità di governo della trasformazione della città in tempi ragionevoli.
La critica tipica di Fare per Fermare il Declino verte sulla incapacità di questa classe politica cittadina di governare le sfide moderne, sulla cultura dell’efficienza e sullo spreco delle risorse.
Quanto ci costano ritardi, inefficienze e incapacità decisionale.
Quante consiliature ci vorranno per realizzare un piano?

Vediamo che fine hanno fatto i caposaldi del piano strategico di dieci anni fa

-​L’unione dei comuni del comprensorio: fallita. Gli altri comuni non ne vogliono sapere.
E poi: l’unione dei comuni sarebbe un miglior coordinamento decisionale, ci sarebbero risparmi per economie di scala o sarebbe la somma di tutti i costi per un carrozzone ancor più grosso?
– ​Realizzazione viabilità Nord-Est; non c’è e ci sono dubbi per farla. Già promessa dal programma di Floriani nel 1994, il Piano strategico prevede l’inizio lavori nel 2010 e la conclusione nel 2014. (da notare che tale progetto è in conflitto col vigente piano del traffico del Comune di Pisa, che ritiene l’opera non solo inutile ma anche dannosa).

Le scelte urbanistiche per una nuova funzionalità della città: la destinazione delle caserme a fini residenziali, turistici, culturali
-​Ex distretto militare riconvertitito a fini residenziali. Stato attuale: occupato dai centri sociali.
-​Alberghi nella Caserma Artale in Via Roma: non ce n’è traccia.

-​Caserma Guardia di Finanza Lungarno Simonelli: Università, Museo e collegamento con Arsenali medicei. Nulla, nemmeno in lontananza.

-​Caserma sull’Aurelia (Caserma Bechi Luserna) nuova porta turistica per tutta Pisa: il perno di tutto il piano strategico: il demanio non solo non lo cede, ma ci ha costruito dentro nuovi edifici. Il perno di tutta l’operazione è completamente saltato. Il 5 febbraio c’è stato un altro tentativo (il terzo) dio sbloccare la situazione. Quasi dieci anni dopo siamo ancora ai tentativi di sbloccare la situazione! Per la riconversione caserme erano previsti sei anni, più due per la caserma sull’Aurelia. Per ora sono passati nove anni e niente si vede all’orizzonte. Ora (dopo dieci anni) sembra che manchino nove milioni per chiudere l’accordo. Ma era stato fatto un piano finanziario “strategico” o si va così a occhio e croce?

– ​Area ospedaliera Santa Chiara.
L’Università ha ceduto le sue proprietà alla Regione. Restano due punti in sospeso: se la Regione anticipa 30 milioni vuol dire che ha già idea di un compratore? E che fine fa il piano di sir David Chipperfield?
Cisanello città della salute doveva essere terminata entro il 2012.
I tempi sono saltati, anzi qualche funzione da Cisanello è ritornata al Santa Chiara. Secondo il Piano strategico tutto chiuso in 10 anni, quindi entro la metà del 2015, insomma tra un anno tutto pronto: difficile crederci.

-​Trasferimento stadio. Tempi di attuazione 4-5 anni. Ne sono passati nove e c’è a malapena un progetto non approvato, un’idea.
-​Il porto (il primo progetto risale al 1965) è stato fatto: la ricaduta economica sul litorale per ora non si apprezza. Tutta l’operazione sembra trovare il pareggio economico sulla costruzione di abitazioni e strutture ricettive. Tale ipotesi è però esplicitamente vietata dalla definitiva e inappellabile decisione del Consiglio di Stato del 25.06.2008, ma su questo si preferisce tacere. Forse si è favorito il recupero di risorse per questi imprenditori attraverso l’opaca vicenda dei terreni dell’Ikea? È bene fare chiarezza su questo.
-​La riapertura dell’incile d’Arno entro tre anni, quindi nel 2008. Qui c’è qualcosa che si muove: c’è un contratto di appalto per la presentazione di un progetto. Il piano prevede la realizzazione nel 2008, mentre il recupero della golena d’Arno è previsto entro il 2015.

-​Metropolitana di superficie: l’araba fenice.
-​Sesta Porta: l’operazione si regge su vendita di immobili in piena crisi del settore immobiliare. Non si è venduto niente e all’unica vendita “sicura”, all’Istituto di Vulcanologia, è saltata. In questi giorni l’On. Fontanelli, ex sindaco di Pisa, ha presentato un’interpellanza al Ministro dell’Istruzione per sollecitare la questione. Gli ha risposto un sottosegretario Toccafondi: “La forma di vigilanza che il Ministero dell’istruzione esercita sull’INGV non prevede meccanismi di intervento su scelte, come quelle oggetto dell’interpellanza, che sono espressione dell’autonomia organizzativa, finanziaria e contabile che la legge riconosce all’ente in questione”; ovvero: niente da fare.

Sarà la nuova Mattonaia? È anche simile, con la facciata a mattoni. Speriamo bene!
-​Archivio di Stato come spazio per incontri e convegni: da realizzare entro dicembre 2008. In effetti nel 2010 è stata inaugurata una struttura con delle scale e tanto di passaggio vetrato sospeso che però conduce a una porta chiusa: quella dell’Archivio che non ha concesso l’uso. Uno spreco pagato da noi cittadini. Quanto ci è costata quest’opera inutile?
-​Il museo delle navi antiche: ben cinque ministri in visita a Pisa ne hanno promesso l’imminente apertura: D’Alema, Urbani, Melandri, Rutelli, Letta. Però il museo non c’è.
– La cittadella galileana nei Vecchi Macelli, da realizzarsi tra il 2008 e il 2009: a noi pare che nel 2014 non ci sia ancora.

Fare per Fermare il Declino di Pisa chiede pertanto al Sindaco di rendere conto in maniera puntuale dello stato di realizzazione del Piano Strategico, dei ritardi, dei costi supplementari, delle fattibilità vere. Non tanto a noi, quanto ai cittadini.

Fonte: Donatella Lauro, Coordinatrice comitato Fare per Fermare il Declino di Pisa

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