Fabio Aliboni a Pisanews: “Pisa fortissimo. A noi servirà la partita perfetta”

PISA – Dopo il pareggio interno con la Reggiana,che conferma il Pisa indiscussa capolista del torneo, i ragazzi di Mister Braglia continuano ad allenarsi in previsione della partita di sabato prossimo con la Pro Piacenza dove milita un figlio d’arte. Stiamo parlando di Fabio Aliboni, centrocampista, lo scorso anno alla Lucchese. Con i ragazzi di Pagliuca Aliboni ha conquistato la promozione in Lega Pro.

Aliboni è nato a Brescia, il 11 marzo 1987, in quanto suo padre, l’indimenticato Roberto Aliboni, in quel periodo era portiere della compagine lombarda, ma è ligure di adozione, in quanto ha sempre vissuto ad Ortonovo, paese alle porte di Carrara, ma in provincia di La Spezia, alto cm.1,88 per kg.86. Viene dalle giovanili dello Spezia e dopo una parentesi a Foce Vara, ha giocato nel Castelnuovo Garfagnana, nella Valenzana per poi giungere a Lucca, dove ha contribuito a portare la compagine rossonera dall’eccellenza ai professionisti, facendo anche il capitano. Sentiamo cosa ci ha detto.

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FABIO ALIBONI CON LA MAGLIA DELLA LUCCHESE (foto tratta da www.noitv.it)

Grazie, Fabio, per aver accettato l’invito di Pisanews: illustraci un pò il tuo curriculum calcistico…

“Ho iniziato nelle giovanili con lo Spezia, poi per 6 mesi ho giocato nel Foce Vara. In seguito ho fatto ritorno allo Spezia, che mi fece un contratto di 3 anni, poi la società falli, era il campionato 2004/05 e mentre la società spezzina ripartiva dalla D, io andai in C/2 nel Castelnuovo Garfagnana, dove c’era allenatore Bruno Russo, attuale D.S.della Lucchese, poi sono andato per 2 anni alla Valenzana, sempre in C/2, poi Sarzanese in D e gli ultimi 3 anni a Lucca ed ora a Piacenza”.

Sei nato a Brescia, ma hai un accento che “tradisce” una provenienza spezzina: come mai?

“Mio padre, Roberto Aliboni, era portiere ed ha militato in tante squadre ed io son nato a Brescia quando lui giocava li, dove dalla C/1 ha fatto la serie B e la serie A. Mio padre è nativo di Massa mia madre di Ortonovo dove ho sempre vissuto”.

Cosa ti ha trasmesso tuo padre, da grande portiere, che ti è utile per la tua carriera?

“Lui ha fatto una bella carriera ed ha cercato sempre di darmi consigli utili soprattutto di comportamento fuori dal campo, come,ad esempio, di condurre una vita sana da atleta”.

Ma non è riuscito a convincerti a stare in porta?

“Lui mi ha sempre lasciato libertà di scelta, certo, lui avrebbe voluto farmi giocare in porta, ma sinceramente, non piaceva il fatto di stare fermo ad aspettare la palla, mi è sempre piaciuto correre per il campo”.

E quindi giochi a centrocampo, descrivici le tue caratteristiche..

“Sono un centrocampista che sta davanti alla difesa, non ho un modulo particolare che preferisco, centrocampo a due od a tre fa lo stesso, poi sono riuscito anche a segnare dei gol, come a Lucca lo scorso anno dove ho segnato 12 gol in campionato e 3 fra coppa e pool scudetto per un totale di 15 reti”.

E l’ambiente della Pro Piacenza come è?

“Un ambiente tranquillo, che ha fatto la scalata dalla promozione ai professionisti. Abbiamo questa penalizzazione di 8 punti e dopo la prima vittoria abbiamo subito tre sconfitte, a Pistoia al 90′ e poi abbiamo da recriminare anche per le gare perse con il Tuttocuoio e l’Ancona”.

E sabato al “Garilli” arriva il Pisa…

“Si, il Pisa è sicuramente una delle formazioni piu forti del campionato, che lotterà fino alla fine per raggiungere la promozione e poi è formata da giocatori che fino allo scorso anno, giocavano in serie B ed in serie A. Inoltre conosco personalmente Francesco Stanco, che è stato mio compagno di squadra alla Valenzana. Lui veniva dal Modena, un attaccante forte di testa, la sua carriera parla chiaro. Noi dovremo fare la partita perfetta”.

Sei stato tre anni a Lucca, cominciando dall’Eccellenza, per poi conquistare la promozione fra i Prof. lo scorso anno..

“Si, anni fa sposai il progetto di Bruno Russo, attuale D.S. rossonero che mi volle con se per portare il calcio lucchese in alto. Ho conquistato ben due promozioni. Poi lo scorso anno la promozione è stata una grande impresa con mille difficolta e con un budget ridotto”.

Come mai non sei rimasto nella città dell’arborato cerchio?

“E” una domanda da fare ai diretti interessati, che hanno fatto le loro scelte, al punto che le nostre strade si sono divise, ma non per scelta mia”.

Ma di Lucca allora cosa ti porti volentieri nel cuore?

“Mi sono lasciato bene con i miei compagni e con i tifosi lucchesi. Per il resto poi si sa che la riconoscenza nel calcio non esiste, ognuno fa le proprie scelte ed io ho fatto di conseguenza le mie”.

Concludo nel fare anche a te questa domanda sul “tormentone” dello “spezzatino” degli orari e delle date della Lega Pro di quest’anno. Che chiave di lettura dai a questa situazione?

“Sicuramente una situazione che non aiuta a riportare la gente allo stadio e non lo vedo come un modo corretto per avvicinare i tifosi. Vedo cosi, un campionato falsato dagli orari, ad esempio, improponibile giocare di inverno alle 11 o 12,30 di mattina oppure alle 20,45 di sera, non è il massimo giocare ad agoto alle 12,30 con il caldo come ci è successo a Grosseto. A mio avviso il bello del calcio è giocare in contemporanea la domenica”.

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