E intanto l’ex Dg Lucchesi prende la strada di Siena. “La Robur non si esclude mai”

PISA – La presenza di Fabrizio Lucchesi, ex Dg nerazzurro accanto al presidente del Siena Ponte non è passata inosservata domenica scorsa a Spoleto nella vittoria della Robur per 5-0 Lucchesi ha avuto un primo approccio con il patron bianconero.

Lucchesi e Pane

A Siena si da già per scontato che tra una decina di giorni Lucchesi possa essere il nuovo diggi, ma lui non da ancora per certo niente intervistato dalla collega Angela Gorellini che ringraziano per averci dato la possibilità di pubblicare l’intervista integrale. (A DESTRA LUCCHESI E PANE A COLLOQUIO – FOTO MASSIMO FICINI)

Direttore, la sua presenza al Comunale non è passata inosservata…

“ E’ attaccato a Siena, “città bellissima”, perché sulle lastre è nata sua madre. Ero a Spoleto perché mi ha invitato il presidente e io ho accettato più che volentieri. Menomale è andata bene, temevo di portare sfortuna… Ho fatto i complimenti a Ponte, a mister Morgia e alla sua squadra, per il successo di giornata e per la stagione che i bianconeri stanno disputando, non è mai facile vincere un campionato. Alla fine della partita ci siamo salutati”.

E non avete parlato di futuro?

“Certo. Ponte mi ha spiegato i suoi programmi: mi sono complimentato. Ha le idee chiare, non promette ma agisce. Vuole muoversi in fretta, vuole farsi trovare pronto alla serie C, nel caso di promozione. La squadra mi pare sulla strada giusta. Mi ha chiesto dei consigli, vista la mia carriera, il mio punto di vista. Oltre non siamo andati”.

Eppure certe voci la dipingono come il nuovo dg del Siena…

“E’ normale, faccio quello di mestiere… In merito al mio futuro scioglierò ogni riserva tra una settimana, dieci giorni al massimo. Ho alcune situazioni che devo valutare”.

Da queste situazioni Siena è esclusa?

“Siena non si esclude mai. E’ una città splendida, è la città dove è nata mia mamma”.

La Robur Siena è esclusa?

“La Robur non si esclude, nessun professionista del settore potrebbe farlo. E’ una piazza dove lo sport è vissuto in modo vero e genuino, dove si può fare calcio. Con Ponte, però, è stata solo una chiacchierata…”.

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