Distretto 42: uno sgombero che si può fermare, un sequestro che si può evitare

PISA – Sono giorni concitati per il Distretto 42. I segnali che giungono non sono per nulla positivi, e più di un elemento fa pensare a un prossimo precipitare degli eventi.

Eppure la città deve avere ben presente quale situazione paradossale e incomprensibile sorgerà presto all’orizzonte. Decine di poliziotti e di carabinieri, a breve, si presenteranno a chiudere l’esperienza di via Giordano Bruno, e così il parco Andrea Gallo, per la mancanza assoluta di iniziativa politica da parte dell’amministrazione comunale, sostenuta da una maggioranza che da settimane rifiuta qualsiasi forma di incontro con il Municipio dei Beni Comuni, benché sollecitato da centinaia di cittadine e cittadini con una propria petizione.

Non esiste alcuna urgenza per procedere allo sgombero, e la stessa Agenzia del Demanio – che si è tutelata da subito con una denuncia per occupazione – lo ha ribadito. Per di più, sempre l’Agenzia del Demanio ha negli scorsi giorni inviato una lettera al Ministro della Difesa per richiedere il nulla osta definitivo, al fine di rispondere positivamente alla manifestazione d’interesse presentata dal Comune lo scorso 30 novembre, in base al federalismo demaniale. Al contempo stiamo avviando contatti e interlocuzioni con il Ministero della Difesa perché la risposta possa avvenire nel tempo più celere possibile.

La presenza delle nostre attività nel Distretto 42 non solo non è un ostativo a un simile percorso, ma di fatto lo sta accelerando, a fronte invece di un ‘Progetto caserme’ che è completamente bloccato e i cui tempi vengono continuamente rinviati, come esplicitamente ammesso anche dall’amministrazione comunale in data 27 febbraio. Perché allora si dovrebbe procedere allo sgombero? Quale danno arreca alla comunità l’uso di uno spazio che ricordiamo essere
pubblico, cioè della cittadinanza?

Noi non ci stiamo che tutto ciò avvenga nel silenzio. Sono ormai centinaia le firme a sostegno dell’esperienza del Distretto 42 e del Parco Pubblico Andrea Gallo: siamo davanti a una proprietà pubblica inutilizzata che una parte importante della città sta invece riqualificando. L’unico danno per Pisa sarebbe la chiusura di un parco di 8 mila metri quadrati che ora è liberamente accessibile.

La richiesta dei “cittadini residenti nel quartiere e cittadini di Pisa in generale” che “sia intrapreso, in tempi rapidi, un dialogo con il Sindaco, la Giunta, il Consiglio, per esplorare possibili modalità di gestione partecipata dell’ex distretto ” verrà accolta o verrà strumentalmente rifiutata come successo con gli attivisti del municipio dei beni comuni ?

L’Italia è sempre più un paese in cui tutto sembra funzionare al contrario. Ma in questo caso le responsabilità sono chiare. C’è ancora qualche giorno prima che i blindati dei poliziotti invadano il centro della città. Tra poche settimane l’iter del trasferimento dell’ex Caserma ‘Curtatone e Montanara’ al Comune potrà iniziare. E allora la domanda è: perché si sgombera con urgenza, ancora una volta, il Municipio dei Beni Comuni. Cui prodest?

Fonte: Municipio dei Beni Comuni

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