Direzione territoriale del Lavoro: lite tra direttrice e dipendente. La Cisl chiede un ispezione ministeriale

PISA – Una banale questione sorta intorno ad una porta tagliafuoco è sfociata in una discussione tra la responsabile della Direzione territoriale del lavoro Annamaria Venezia ed una dipendente, per questo motivo costretta a presentarsi – in evidente stato di agitazione – prima al Pronto Soccorso del nuovo Santa Chiara a Cisanello e poi da un medico specialista.

«Ispettori storici che hanno chiesto ed ottenuto il trasferimento o hanno cambiato lavoro. Malori accusati dopo diverbi su ferie chieste e non concesse. Negli ultimi anni – ricostruisce Cinzia Ferrante, segretario provinciale di Cisl funzione pubblica – più volte ci siamo chiesti in quale clima lavoravano i dipendenti della Direzione territoriale del lavoro. In un caso, tra l’altro, i provvedimenti disciplinari assunti dalla direttrice Annamaria Venezia nei confronti di un suo dipendente, sono state ribaltati in sede ministeriale».

L’ultimo episodio di cui il sindacato è venuto a conoscenza si è verificato venerdì 22 febbraio. Una dipendente – 59 anni, pisana, da 34 anni in servizio alla Direzione territoriale del lavoro «ha chiuso la porta tagliafuoco che si affaccia sulle scale e da cui, evidentemente, entra freddo». Poiché, secondo la direttrice, quella porta doveva restare aperta, «tra le due è nato un diverbio. La nostra iscritta riferisce di essere stata aggredita verbalmente dalla direttrice. Si è presentata al Pronto soccorso e poi da un medico specialista che ha prescritto una terapia e una prognosi di quindici giorni».

Già in passato – ricorda Cinzia Ferrante – due dipendenti, colti da malore in seguito a discussioni su questioni di lavoro, erano stati portati in ambulanza in ospedale.

Commenta il segretario generale della Cisl Gianluca Federici: “Dopo l’episodio di ieri (venerdì) stiamo valutando se ci siano i presupposti per una denuncia di parte nei confronti della responsabile della Direzione territoriale del lavoro. Intanto, però, riteniamo opportuno che il Ministero invii a Pisa una ispezione per indagare sul rapporto tra la direttrice ed i suoi collaboratori”.

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