Da ConfCommercio un secco no ai furbetti delle sagre. “I Sindaci pisani intervengano”

PISA – A lanciare l’allarme ConfcommercioPisa, alla vigilia dell’ennesima stagione estiva in cui feste e sagre, organizzate da circoli e associazioni varie, la faranno da padrona.

Lo confermano i dati ufficiali Fipe, che parlano di oltre 32.000 sagre all’anno l’80% delle quali concentrato proprio nella stagione estiva, 250 mila giornate di attività e un fatturato esentasse di 700 milioni di euro.

“Grazie alle sagre se ne va in fumo un quarto dei fatturati dei pubblici esercizi regolari” – spiega il direttore di ConfcommercioPisa Federico Pieragnoli, mentre osserva il calendario delle sagre di Agnano, una piccola frazione del comune di San Giuliano Terme, previste per l’estate 2016: “Da maggio a settembre saranno organizzati almeno 20 giorni di sagra già pubblicizzati da un medesimo organizzatore, e stiamo parlando di Agnano, una piccola località nel comune di San Giuliano, figuriamoci nel resto della provincia di Pisa, che svolge un ruolo di assoluta protagonista. In tutta la Toscana saranno circa 5.000 le sagre per un fatturato complessivo superiore ai 100 milioni di euro”.

Per il direttore Pieragnoli non c’è nessuna volontà di demonizzare alcunché, solo l’intento di evitare una concorrenza sleale ai danni di ristoratori e pubblici esercizi regolari: “Non si comprende perché il comparto dei pubblici esercizi, che consiste di oltre 250.000 aziende e dà lavoro ad oltre 900.000 addetti, sia soggetto ad oltre 450.000 controlli all’anno, mentre chi opera fuori da regole come le sagre di paese, per fare un esempio, o le feste di partito, che sono esenti da scontrini, ricevute fiscali e controlli sul personale impiegato, non ricevono il medesimo trattamento. Eppure, non ci dovrebbero essere zone franche quando parliamo di salute dei consumatori e rispetto delle norme”.

“Ci vuole un salto di mentalità da parte di tutti” – conclude Pieragnoli – “a partire proprio dai sindaci dei comuni pisani. Sono anni che chiediamo invano di modificare i regolamenti che disciplano queste attività. Occorre modificare i regolamenti che disciplinano queste attività secondo alcune indicazioni fondamentali in cui la somministrazione non prevalga sulla festa”.

Le indicazioni ai sindaci sono concentrate in un sintetico decalogo anti furbetti: “le sagre debbono essere concentrate in pochi giorni e non oltre una soglia massima di giorni per comune, con un solo prodotto di punta, utilizzando in prevalenza prodotti del territorio, svolte in collaborazione con i ristoratori locali. C’è la necessità poi di equiparare la tassa sui rifiuti a quanto pagano i pubblici esercizi regolari, obbligare gli organizzatori ad allegare le certificazioni sulla regolarità degli impianti elettrici e del montaggio delle strutture, verificando puntualmente il rispetto delle normative sull’igiene e l’inquadramento dei lavoratori”.

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