Confcommercio Pisa: “Le solite logiche di palazzo dietro la nuova ludoteca della Camera di Commercio”

PISA – “Apprendiamo solo ora, attraverso gli organi di stampa, dell’apertura odierna di una nuova ludoteca realizzata dalla Camera di Commercio di Pisa e che i partner del progetto sono Confcooperative, Temp, Cna, Confesercenti toscana Nord e Consorzio Pisa viva, mentre le gestione è stata affidata alla Coooperativa Il Simbolo.

Una ludoteca voluta e pagata dalla Camera di Commercio, con i soldi di tutte le imprese, che si è guardata bene dal seguire e monitorare con cura gli sviluppi precedenti e successivi al bando di gara, privilegiando, come accaduto per molti anni, “logiche di palazzo”, contrarie ai sani principi del fare impresa. Consideriamo un fatto molto grave che ConfcommercioPisa, l’associazione maggiormente rappresentativa degli interessi degli imprenditori, libera da lacciuoli di carattere politico, presente all’interno degli organi camerali, con un membro di Giunta e tre rappresentanti in Consiglio, non sia stata informata né coinvolta in una simile iniziativa, purtoppo finalizzata a privilegiare i soliti noti.

L’aggettivo che ci affiora alle labbra, per definire puntualmente questo atteggiamento discriminatorio, è quello di vergogna. Torna alla luce un modo vecchio di fare le cose, tutto giocato secondo una logica di appartenenza e di vicinanza, talvolta anche di matrice politica, che discrimina completamente valori come merito e trasparenza. Non nascondiamo quindi la nostra indignazione di fronte a questo modo di procedere inqualificabile, proprio all’interno della Camera di Commercio, l’organo che maggiormente dovrebbe tutelare la pari dignità di tutti i soggetti ed esibire una trasparenza, grazie ai soldi di imprese e cittadini, che in questo caso specifico è mancata completamente. Noi continueremo a fare il nostro lavoro, con la correttezza che ci ha contraddistintio negli ultimi 5 anni, che ci ha permesso di passare da 800 a 5.200 soci. Nei prossimi giorni, non mancherà da parte nostra una richiesta ufficiale ai massimi dirigenti camerali, per capire le ragioni di una simile, ingiustificata, esclusione”.

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