Combattere l’Epatite C con farmaci. La sollecitazione di Sostegni (PD)

PISA – L’impegno della Regione nell’eradicazione del virus dell’epatite C. Sostegni (PD e membro della commissione Sanità del Consiglio regionale toscano) ha presentato una mozione sulla fornitura di trattamenti farmacologici anti epatite C.

Il consigliere regionale PD Sostegni dichiara in merito: “La nostra Regione è impegnata nell’eradicazione del virus dell’epatite C. Già da due anni, infatti, ha deciso di ampliare la fascia dei pazienti per i quali è ammessa la rimborsabilità dei farmaci antivirali, con la possibilità di erogare il trattamento già nella fase iniziale dell’infezione, mentre il piano nazionale lo prevede solo per i casi di particolare gravità, coprendo circa il 20% dei pazienti totali. Purtroppo l’impegno non ha portato ai risultati sperati: le due gare indette da Estar per la fornitura di terapie farmacologiche non hanno portato a nessuna aggiudicazione, e molti toscani per accedere ai farmaci in maniera più veloce ed economica, continuano a recarsi all’estero, soprattutto in India, dove sono disponibili e direttamente acquistabili farmaci generici del tutto equivalenti all’originale. Si tratta di farmaci molto costosi per il sistema sanitario nazionale, ed è attualmente in corso una trattativa fra l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e i produttori di un nuovo farmaco. L’auspicio è che si concluda con la possibilità di acquistarli ad un prezzo congruo, che ne permetta l’utilizzo su larga scala. Allo stesso tempo, il Ministero della Salute ha annunciato che saranno presto rivisti i criteri per il trattamento gratuito, con l’obiettivo di curare tutti i pazienti affetti da epatite C nell’arco dei prossimi tre anni. Un obiettivo che va nella giusta direzione e che gradualmente dovrebbe rendere inutili i viaggi all’estero per l’acquisto del farmaco. Nel frattempo, con la mozione che ho presentato, chiedo alla Giunta regionale di valutare la possibilità di rimborsare i farmaci comprati all’estero, e di attivarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni per proseguire nel percorso già annunciato da Aifa, che prevede, nel caso in cui non si raggiunga un accordo sul nuovo farmaco, la possibilità dell’autoproduzione all’interno del Sistema sanitario nazionale”.

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