Cobas: “Nel trasferimento dell’Ufficio Casa il Comune di Pisa ci rimetterà 50.000 euro l’anno”

PISA – Nonostante tutte le controindicazioni emerse alcuni esponenti della Giunta comunale vogliono trasferire l’Ufficio Politiche della Casa presso il palazzo dove ha sede l’azienda APES, in via Fermi 4.

Questa operazione non sarà a costo zero, tra spese di trasloco e lavori di adeguamento (quantificabili in oltre € 30.000) il Comune percepirà circa € 50.000 annue di minori entrate per affitto . Tale spesa aveva fatto propendere qualche assessore ad optare per una soluzione alternativa utilizzando le stanze a costo zero disponibili presso il palazzo comunale o altra sede. Ma evidentemente in certi ambiti il buon senso non prevale. Per giustificare l’ unione delle sedi dell’”Ufficio Casa” e di Apes si è detto che questo servirà ad agevolare gli utenti. Tale affermazione appare una forzatura perché la grande maggioranza degli utenti dei due enti sono tipologie di cittadini diverse : all’ufficio Casa del Comune fanno capo i cittadini che partecipano alle graduatorie per avere l’alloggio popolare, presso Apes quelli che hanno già l’alloggio popolare.

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Paradossalmente se tale tesi fosse applicata a tutti i comuni ,per conto dei quali APES gestisce gli alloggi ERP, presso la sede di Apes , dovrebbero essere reperiti locali per gli “ Uffici Casa” di tutti i 39 comuni dalla Provincia di Pisa. Tale collocazione, probabilmente provvisoria, visto che tutt’oggi il palazzo di Via fermi 4 è inserito nella delibera del consiglio comunale per il piano vendite degli immobili Comune di Pisa e per questa ragione era stata paventata anche la collocazione degli uffici di Apes presso i locali della “6° porta”. Questa sede comunale sarà anche una sede promiscua, perché nonostante le richieste di uno spazio autonomo su un unico piano per una sede istituzionale, come l’ufficio casa comunale, gli uffici saranno situati su due piani diversi, mescolati ad altri uffici dell’ Apes. Tale promiscuità, oltre alle inevitabili problematiche di carattere organizzativo (sorveglianza, pulizie, manutenzioni, calcolo dei consumi, questioni assicurative responsabilità civile conto terzi), provocherà nell’utenza l’inevitabile confusione dei ruoli e delle competenze tra gli uffici dei due enti. Anche dal punto di vista della sicurezza permangono alcune perplessità rispetto all’immobile che appare ormai datato e privo dei moderni sistemi antincendio previsti dalla legge, come porte e pareti R.E.I. ed impianti di rilevazione. Le vie di esodo appaiono sotto dimensionate rispetto al carico di personale e di pubblico che si verrà a concentrare in spazi angusti, non compensati dalla presenza di una scala esterna di emergenza essendone l’immobile ancora sprovvisto. Chiediamo a chi ha ancora lo spirito del” buon padre di famiglia” nell’amministrare la cosa pubblica di farsi avanti e rivedere tale decisione. Ci chiediamo allora dove sia la convenienza di questa operazione o se piuttosto l’amministrazione continui a spendere i soldi pubblici in modo discutibile.

Fonte: COBAS PUBBLICO IMPIEGO PISA

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