Claudio Martelli: “La politica mi ha divorato. Con il governo Letta abbiamo perso nove mesi. Renzi ha ancora tutto da dimostrare”

PISA – All’Ac Hotel di Pisa Claudio Martelli ex Guardasigilli e Vice Presidente del Consiglio dei Ministri ha incontrato i “Riformisti Per Pisa” per raccontare la sua autobiografia “Ricordati di Vivere” spaziando sui temi della politica del passato, del presente e anche di quella futura.

INTRODUZIONE. “Sono alla quarantanovesima presentazione di questo libro e più lo faccio e più mi piace – esordisce Martelli. Avevo voglia di riemergere dall’umanità, dalla discontinuità che ho sempre trovato nella politica. “Ricordati di vivere” e’ il contrario di vivere di ricordi la vita non è finita e merita di esse vissuta fino in fondo. Gli ultimi vent’anni ho visto il primato del privato. Da quando non sono più attore della politica ho riscoperto il dolce e il salato della vita privata. Politicamente nasco come repubblicano. Ho iniziato a scoprire la politica giovanile studentesca prima dimensione della politica in termini di amor di patria grazie a mio fratello.

LA POLITICA “La politica mi ha letteralmente divorato. L’ho vissuta fino all’ultimo respiro. Zero tempo libero. Ero risucchiato non solo dallo stress fisico, ma anche da quello mentale, non conoscevo pause, giorno e notte, una passione totalitaria, che non dico che sia giusta o la voglio consigliare. Per non rimanere prigioniero del passato, bisogna conoscerlo per evitare gli errori. La nostra politica che comprendeva a quel tempi l’area laica-socialista ebbe un grande successo di popolo. Risolvemmo il divorzio e l’interruzione di gravidanza. Adesso sembra quasi scontato, ma all’ epoca non lo era affatto”

STORICA SCISSIONE. “La scissione tra socialisti e socialdemocratici fu la divisione piu’ infausta della storia. Adesso posso dirlo anche se in cuor mio l’ho sempre pensato. Aveva ragione Saragat e non Nenni. Io ero al mio primo apprendistato all’interno del partito e questo argomento era rimasto sempre un po un tabù, ma adesso possiamo essere sinceri”.

NO AL COMUNISMO. “Come la maggioranza degli italiani ero anti comunista, ne sono stato un avversario e lo sono tutt’ora perché vedevo che il livello di povertà in cui i popoli di quei paesi vivevano. Craxi addirittura era più anti-comunista di me”

CRAXI, FALCONE E PANNELLA. Claudio Martelli all’inizio della sua autobiografia cita tre nomi di tre personaggi diversi tra di loro ma egualmente importanti nel suo percorso politico: Bettino Craxi, Giovanni Falcone e Marco Pannella: “E’ stata una gran fortuna incontrarli, sono stati grandi maestri nella mia vita e per la mia vita. Ho imparato tanto da loro. Bettino Craxi aveva già accumulato tanta esperienza in Italia e all’estero e ha dedicato alla politica tutta la sua vita, lo ha fatto per rendere il suo partito libero e forte e ci e’ riuscito. In fondo ha pagato piu’ di tutti ed ingiustamente e’ stato il capo espiatorio di un sistema ormai da tempo molto malato. Non era un cultore del lusso. Della serie il denaro serve ma non per la ricchezza ma per far si che il partito si allarghi e vada avantiIl PSI e’ stato il partito del cambiamento e ad un certo punto il suo limite e’ stato quello di stabilizzarsi passando da campione del cambiamento a pilastro della stabilita’. Sedersi sull’alleanza con la Dc fu uno sbaglio enorme. Lo dissi allora e lo ribadisco oggi. Marco Pannella è stato un interlocutore e lo è tutt’ora. Lo considero il Diogene (filosofo greco bizzarro) moderno capo della scuola dei cinici che disprezzavano il potere, ma non gli altri intese come persone. Pannella è un uomo che non ha mai cercato di seguire il potere. Nelle elezioni del 1987 Craxi non volle partecipare alle elezioni con i radicali e volle rompere l’alleanza che si era creata. Io non ero assolutamente d’accordo e lo dissi anche allora. Ebbene alle elezioni il PSI conquistò oltre il 20%. Se avessimo vinto sarebbe cambiato tantissimo”. Giovanni Falcone mi ha insegnato moltissimo, aveva ruoli chiari collaborava con me da magistrato più popolare al mondo. Era una persona proba ed intelligente. Sapeva sempre dove andare a parare. Ha scoperto il termine Cosa Nostra. Mi disse che la mafia e’ un termine generico. Cosa Nostra e’ un organizzazione sicula americana che controlla dei territori con la violenza e con l’intimidazione. Il riformismo attuale per emergere deve lottare contro la vecchia sinistra e la nuova destra”.

TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA E ABOLIZIONI DELLE REGIONI. “Sono necessari tagli alla spesa pubblica per trovare le risorse e fare le nuove riforme, altrimenti gli spot di Renzi rischiano di essere solo elettorali. La Germania negli anni 80 era un paese in difficoltà. Ebbene effettuo tagli alla spesa pubblica e ora a distanza di venti anni e’ il motore trainante dell’Europa. Per fare una politica giusta non basta abolire le Province. Sarebbe più intelligente abolire le Regioni che rappresentano un vero e proprio carrozzone”.

RENZI – LETTA. “Mi dispiace dirlo qui a Pisa ma il Governo Letta ha vissuto nell’immobilismo. Abbiamo perso nove mesi di tempo e non ce lo possiamo più permettere. Un vero ectoplasma. Renzi deve ancora dimostrare cosa è in grado di fare, ma mi da l’impressione che sia uno che se sbaglia sbaglia in fretta. Ha la voglia e l’intraprendenza di Fanfani, l’euforia e il trasporto di Craxi. Non vedo niente di anti-democratico nel suo insediamento a Palazzo Chigi. Sugli ottanta euro in più in busta agli italiani penso che sia una proposta populista che se non si taglia la spesa pubblica non si troveranno mai le risorse per portarla a termine”.

LA RUSSIA . La Russia e’ la nazione più continentale, un quinto delle terre emerse, gran parte della sua superficie sta in Asia. La liberta’ in Europa l’hanno conquistata e difesa gli americani. Se non ci fossero stati loro non saremo mai stati liberi. La Russia non trova la misura tra dispotismo e anarchia. E’ un paese diviso e l’Europa di Venere sta alla finestra”.

DA SINISTRA FEDERICO ELIGI E CLAUDIO MARTELLI (foto pisanews.net)

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